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I centri migranti in Albania apriranno il primo agosto

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Il completamento delle due strutture giunge al termine: si parte con mille posti, destinati a diventare tremila.

ALBANIA. Le due strutture destinate ad accogliere migranti in Albania saranno operative dal primo agosto. Una delle strutture, quella di Shengjin (San Giovanni Medua), è completa e sarà il punto dove si svolgeranno le procedure di ingresso dei migranti, tra cui controllo sanitario, fotosegnalamento e prima accoglienza.

L’altra struttura, situata a Gjader, sarà pronta entro fine luglio e avrà tre funzioni principali: procedure accelerate di frontiera, trattenimento dei migranti cui è stata negata la protezione internazionale, e un piccolo carcere per chi commette reati.

Le procedure accelerate saranno applicabili solo ai cittadini provenienti da Paesi di origine “sicuri”, tra cui Algeria, Egitto, Marocco e Tunisia. In questi casi, il processo, che include l’udienza di convalida, l’esame della domanda di protezione e la decisione su eventuali ricorsi, dovrà essere completato entro 28 giorni. La struttura di Gjader, con una capacità iniziale di mille posti destinati a diventare tremila, potrebbe ospitare fino a 39mila migranti all’anno, riducendo significativamente gli sbarchi sulle coste italiane.

Minori, donne, anziani e persone fragili non saranno trasferiti in Albania. A questo scopo, una nave governativa sarà posizionata a sud-sud-ovest di Lampedusa per individuare i migranti non vulnerabili provenienti dai Paesi sicuri, che saranno poi condotti in Albania.

Il ritardo di due mesi nell’entrata in funzione delle strutture è stato causato dalla necessità di consolidare il terreno a Gjader e dall’intervento della Corte costituzionale albanese, che ha dovuto valutare la legittimità dell’accordo. Se le strutture fossero state operative dall’inizio dell’anno, secondo il Governo, l’Italia avrebbe accolto migliaia di migranti in meno. Dal primo gennaio, sono arrivati in Italia oltre undicimila migranti dai cosiddetti Paesi sicuri, la metà dei quali avrebbero potuto essere trasferiti in Albania.

Il Governo ha sottolineato che la collaborazione con l’Albania è cruciale per la gestione dei flussi migratori e che il protocollo firmato rappresenta un passo importante nella riduzione degli sbarchi sulle coste italiane.

ll protocollo prevede un investimento di 670 milioni di euro per cinque anni, circa il 7,5% delle spese per l’accoglienza dei migranti sul territorio nazionale. Il Governo ha affermato che queste risorse non sono un costo aggiuntivo ma un investimento che permetterà di risparmiare grazie alla deterrenza per i migranti illegali e al contenimento dei costi di accoglienza.

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