L’inevitabile paragone con il Mondiale del 2006 è immediato e scorre veloce come un pallone calciato in rete. In Germania nel 2006 Fabio Grosso contribuì in maniera decisiva alla vittoria azzurra nelle fasi finali del torneo contro l’Australia procurandosi il rigore decisivo poi trasformato da Totti e in semifinale contro la Germania ai supplementari aprendo le marcature e la strada della vittoria che valse a finale contro la Francia.
E proprio in quest’epica finale dopo “il colpo di testa“ di Zidane a Materazzi ecco i rigori e quello decisivo capita proprio nei piedi di Fabio Grosso che si presenta sul dischetto inviato da Lippi, qualche attimo per comprendere la situazione e il tiro perfetto che spiazza il portiere. L’Italia è in cima al mondo e Fabio entra nella storia, decisivo e fiero, vincente che piú non si potrebbe.
Il destino a volte ha la faccia tosta di ripetersi e il parallelismo tra lui e Lippi dopo la sua impresa a Frosinone dove qualche giorno fa ha conquistato la serie A chiudendo anzitempo un campionato con i fiocchi si spreca anche se Fabio precisa immediatamente che sono ruoli diversi, derubricando enfasi e nostalgie.
Una grande risalita per il Mister che dopo gli esoneri di Verona, Brescia e Sion si pone ora anche in vetrina come allenatore emergente ma con un grande amore, il Frosinone che si augura di condurre in serie A l’anno prossimo.
Ha in testa una missione, continuare a far ruggire i leoni.
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Zero Biscuit di Mauro Lama
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