Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita
Esaurita la rassegna dei Monumenti storici e delle persone addette alla loro custodia in corretta conservazione, abbiamo elencato gli Istituti, le realtà e alcuni servizi di utilità pubblica, le attrezzature, i luoghi e le opportunità a disposizione dei Moglianesi per il loro tempo libero.
Finalmente adesso è arrivato il momento di sfogliare, analizzare e ammirare tutte le splendide fotografie a colori che ci offre l’Album dei personaggi moglianesi, che in questi 60 anni della sua storia con il loro talento e sicuramente con il loro impegno si sono distinti riuscendo a creare un’immagine di sé indelebile storicamente oppure hanno raggiunto con la loro tenacia risultati encomiabili nel campo della cultura o dell’arte, nello sport o nella politica. Tutti personaggi che con il loro comportamento e i loro risultati hanno veramente illuminato la nostra cittadina, dei quali si vanterà sempre e certamente li onorerà, proponendoli di continuo come fulgidi esempi alle generazioni future. In parallelo analizzeremo anche le realtà di eccellenza nel campo lavorativo ed imprenditoriale.
Cominciamo con alcuni “mostri sacri”. Primo fra tutti sicuramente lo scrittore e il genio letterario di Giuseppe Berto, sul quale spenderò poche righe, essendo stati scritti di lui fiumi di elogi e montagne di commenti e critiche alle sue opere.
Giuseppe Berto
(n. a Mogliano 1914, m. a Roma 1978)
Giuseppe Berto é sicuramente e senza riserve il personaggio prediletto da tutti i cittadini di Mogliano Veneto, che gli ha dato i natali all’inizio del secolo scorso. Stimato da molti in vita, fra cui Hemingwai, ex fascista, nemico di Alberto Moravia, fu un outsider dell’intellighenzia letteraria italiana di moda in quel determinato frangente ed autore del capolavoro “Il male oscuro”.
Si iscrisse al partito fascista e per dimostrargli tutta la sua simpatia si arruolò nell’esercito di Mussolini e partecipò alla guerra di Abissinia. Dopo il conseguimento della laurea in Letteratura si trasferì a Roma dove visse fino alla morte.
Per vivere fu costretto a scrivere numerose trame e scenografie di film famosi, la più conosciuta “Anonimo Veneziano”, collaborando con registi di sicura ed accertata fama ed eccelsa professionalità a livello internazionale.
In “Vita scandalosa di G. Berto” scritta da Dario Biagi si legge: ”aveva tutto per essere un vincente: talento, fascino, simpatia, ma volle, fortissimamente volle, ascriversi, al partito dei perdenti”. Ma questa frase di Biagi è smentita da diversi atteggiamenti assunti da Berto durante la sua, purtroppo non lunga vita. Berto visse l’intera esistenza, col preciso scopo di emergere, sempre in cerca del suo ruolo nel mondo in cui viveva.
Non era un eremita, né tantomeno un reietto. Tutte le sue scelte rivelano il bisogno incessante di stare dalla parte giusta per essere apprezzato ed osannato. Anche la scelta dei titoli di alcune sue opere confermano questa tesi: “Un po’ di successo”, “La gloria”. Gloria e successo che purtroppo non arrivarono mai e fanno di Berto apparentemente un autentico perdente, uno splendido mediocre e non un semplice bastian contrario, come vorrebbe definirlo certa critica a lui ostile.
È inspiegabile piuttosto come mai sia stato dimenticato e continua ad esserlo da tutti gli storici, critici letterari ed anche dai cineasti, trascurando il fatto che Berto ha scritto dei romanzi che sono veri capolavori letterari e scenografie di film il cui ricordo è indelebile nella memoria di chi li ha visti.
In gioventù scrisse parecchi romanzi, oltre quelli già citati, di un certo peso letterario quali “La cosa buffa ed “Il cielo è rosso” col quale tentò di avvicinarsi al neorealismo tanto in auge in quel momento. Mentre nell’età della maturità, proprio quando la nevrosi da angoscia lo tormentava irresistibilmente, scrisse “Il male oscuro”, che resta il suo indiscusso capolavoro letterario, nel quale riesce a fare un’analisi scrupolosa ed approfondita non solo dell’insolvibile ed annoso dissidio d’identità e di opinioni col padre, ma anche dell’animo umano in generale, nel tentativo di scoprirne la natura e la dinamica della malattia, sempre più acuta, di cui lui stesso era affetto con la pretesa di diventare medico di se stesso.
Il Comune di Mogliano Veneto gli ha dedicato oltre ad una via ed una piazza della città anche il Liceo Scientifico locale. Di comune accordo con la cittadina calabra di Ricadi, dove Berto visse alcuni anni della sua vita, il Centro Culturale “G.Berto” di Mogliano ha istituito un premio letterario nazionale col quale vengono premiate le opere prime di scrittori esordienti. La manifestazione si svolge a turno un anno a Mogliano e un anno ad Ricadi.
Vale però la pena spendere almeno un modesto giudizio su una iniziativa presa anni fa da alcuni “amici” di Berto, i cui frutti si possono apprezzare ancora adesso perché dura sempre più operosa nel tempo e con un indice di gradimento e di apprezzamento da 110 e lode da parte della critica specializzata
Il Premio letterario “Giuseppe Berto”
Il Premio letterario “Giuseppe Berto” fu fondato nel 1988 da un gruppo di amici ed estimatori di Berto, critici illustri come Giancarlo Vigorelli, Cesare De Michelis, e scrittori famosi, come Gaetano Tumiati e Dante Troisi, per onorare la memoria del famoso scrittore moglianese ricordando e riproponendo il nome e l’opera di uno scrittore che, nonostante i suoi grandi successi, è stato troppo spesso trascurato da certa critica così detta ufficiale a causa del suo straordinario anticonformismo, con lo scopo ben preciso, come si legge nello statuto della fondazione del Premio, di “premiare giovani scrittori al loro primo romanzo che mostrino elementi di assoluta originalità di forma e di schiettezza di ispirazione”.
Si svolge alternativamente ogni anno tra Mogliano Veneto, città natale di Berto, e Ricadi in Calabria, città dove Berto visse parecchi anni della sua vita e dove, per testamento, è sepolto.
Il premio è considerato il più importante riconoscimento a livello nazionale a favore del talento di giovani scrittori alle prese con la loro ‘opera prima’ e si è affermato, col tempo, anche grazie al prestigio di Personaggi della Cultura che hanno composto le Giurie, esaminato i vari lavori e ne hanno assegnato il premio.
Il Premio oggi è considerato a livello nazionale il più prestigioso riconoscimento per un’opera prima di narrativa e costituisce una importante palestra di cultura che indubbiamente incoraggia e premia la competizione tra futuri scrittori con l’augurio che diventino famosi ed eguaglino la fama di Giuseppe Berto!
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