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Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Esaurita la rassegna dei Monumenti storici e delle persone addette alla loro custodia in corretta conservazione, abbiamo elencato gli Istituti, le realtà e alcuni servizi di utilità pubblica, le attrezzature, i luoghi e le opportunità a disposizione dei Moglianesi per il loro tempo libero.

 

Finalmente adesso è arrivato il momento di sfogliare, analizzare e ammirare tutte le splendide fotografie a colori che ci offre l’Album dei personaggi moglianesi, che in questi 60 anni della sua storia con il loro talento e sicuramente con il loro impegno si sono distinti riuscendo a creare un’immagine di sé indelebile storicamente oppure hanno raggiunto con la loro tenacia risultati encomiabili nel campo della cultura o dell’arte, nello sport o nella politica. Tutti personaggi che con il loro comportamento e i loro risultati hanno veramente illuminato la nostra cittadina, dei quali si vanterà sempre e certamente li onorerà, proponendoli di continuo come fulgidi esempi alle generazioni future. In parallelo analizzeremo anche le realtà di eccellenza nel campo lavorativo ed imprenditoriale.

 

Cominciamo con alcuni “mostri sacri”. Primo fra tutti sicuramente lo scrittore e il genio letterario di Giuseppe Berto, sul quale spenderò poche righe, essendo stati scritti di lui fiumi di elogi e montagne di commenti e critiche alle sue opere.

 

Giuseppe Berto
(n. a Mogliano 1914, m. a Roma 1978)

 

Giuseppe Berto é sicuramente e senza riserve il personaggio prediletto da tutti i cittadini di Mogliano Veneto, che gli ha dato i natali all’inizio del secolo scorso. Stimato da molti in vita, fra cui Hemingwai, ex fascista, nemico di Alberto Moravia, fu un outsider dell’intellighenzia letteraria italiana di moda in quel determinato frangente ed autore del capolavoro “Il male oscuro”.

 

Si iscrisse al partito fascista e per dimostrargli tutta la sua simpatia si arruolò nell’esercito di Mussolini e partecipò alla guerra di Abissinia. Dopo il conseguimento della laurea in Letteratura si trasferì a Roma dove visse fino alla morte.

 

Per vivere fu costretto a scrivere numerose trame e scenografie di film famosi, la più conosciuta “Anonimo Veneziano”, collaborando con registi di sicura ed accertata fama ed eccelsa professionalità a livello internazionale.

 

In “Vita scandalosa di G. Berto” scritta da Dario Biagi si legge: ”aveva tutto per essere un vincente: talento, fascino, simpatia, ma volle, fortissimamente volle, ascriversi, al partito dei perdenti”. Ma questa frase di Biagi è smentita da diversi atteggiamenti assunti da Berto durante la sua, purtroppo non lunga vita. Berto visse l’intera esistenza, col preciso scopo di emergere, sempre in cerca del suo ruolo nel mondo in cui viveva.

 

Non era un eremita, né tantomeno un reietto. Tutte le sue scelte rivelano il bisogno incessante di stare dalla parte giusta per essere apprezzato ed osannato. Anche la scelta dei titoli di alcune sue opere confermano questa tesi: “Un po’ di successo”, “La gloria”. Gloria e successo che purtroppo non arrivarono mai e fanno di Berto apparentemente un autentico perdente, uno splendido mediocre e non un semplice bastian contrario, come vorrebbe definirlo certa critica a lui ostile.

 

È inspiegabile piuttosto come mai sia stato dimenticato e continua ad esserlo da tutti gli storici, critici letterari ed anche dai cineasti, trascurando il fatto che Berto ha scritto dei romanzi che sono veri  capolavori letterari e scenografie di film il cui ricordo è indelebile nella memoria di chi li ha visti.

 

In gioventù scrisse parecchi romanzi, oltre quelli già citati,  di un certo peso letterario quali “La cosa buffa ed “Il cielo è rosso” col quale tentò di avvicinarsi al neorealismo tanto in auge in quel momento. Mentre nell’età della maturità, proprio quando la nevrosi da angoscia lo tormentava irresistibilmente, scrisse “Il male oscuro”, che resta il suo indiscusso capolavoro letterario, nel quale riesce a fare un’analisi scrupolosa ed approfondita non solo dell’insolvibile ed annoso dissidio d’identità e di opinioni col padre, ma anche dell’animo umano in generale, nel tentativo di scoprirne la natura e la dinamica della malattia, sempre più acuta, di cui lui stesso era affetto con la pretesa di diventare medico di se stesso.

 

Il Comune di Mogliano Veneto gli ha dedicato oltre ad una via ed una piazza della città anche il Liceo Scientifico locale. Di comune accordo con la cittadina calabra di Ricadi, dove Berto visse alcuni anni della sua vita, il Centro Culturale “G.Berto” di Mogliano ha istituito un premio letterario nazionale col quale vengono premiate le opere prime di scrittori esordienti. La manifestazione si svolge a turno un anno a Mogliano e un anno ad Ricadi.

 

Vale però la pena spendere almeno un modesto giudizio su una iniziativa presa anni fa da alcuni “amici” di Berto, i cui frutti si possono apprezzare ancora adesso perché dura sempre più operosa nel tempo e con un indice di gradimento e di apprezzamento da 110 e lode da parte della critica specializzata                  

 

 

Il Premio letterario “Giuseppe Berto”

Il Premio letterario “Giuseppe Berto” fu fondato nel 1988 da un gruppo di amici ed estimatori di Berto, critici illustri come Giancarlo Vigorelli, Cesare De Michelis, e scrittori famosi, come Gaetano Tumiati e Dante Troisi, per onorare la memoria del famoso scrittore moglianese ricordando e riproponendo il nome e l’opera di uno scrittore che, nonostante i suoi grandi successi, è stato troppo spesso trascurato da certa critica così detta ufficiale a causa del suo straordinario anticonformismo, con lo scopo ben preciso, come si legge nello statuto della fondazione del Premio, di “premiare giovani scrittori al loro primo romanzo che mostrino elementi di assoluta originalità di forma e di schiettezza di ispirazione”.

 

Si svolge alternativamente ogni anno tra Mogliano Veneto, città natale di Berto, e Ricadi in Calabria, città dove Berto visse parecchi anni della sua vita e dove, per testamento, è sepolto.

 

Il premio è considerato il più importante riconoscimento a livello nazionale a favore del talento di giovani scrittori alle prese con la loro ‘opera prima’ e si è affermato, col tempo, anche grazie al prestigio di Personaggi della Cultura che hanno composto le Giurie, esaminato i vari lavori e ne hanno assegnato il premio.

 

Il Premio oggi è considerato a livello nazionale il più prestigioso riconoscimento per un’opera prima di narrativa e costituisce una importante palestra di cultura che indubbiamente incoraggia e premia la competizione tra futuri scrittori con l’augurio che diventino famosi ed eguaglino la fama di Giuseppe Berto! 

Lunedì 17 giugno alle ore 20.45 il Duomo di S. Maria Assunta di Mogliano ospita un importante appuntamento nel ricordo del concittadino Giuseppe Berto.

 

Un Requiem Tedesco di Brahms per soli, coro e orchestra composto nel 1868 il cui successo produsse una svolta decisiva nella carriera del compositore allora trentacinquenne.

 

L’ingresso è libero.

 

Sarà Ernesto Ferrero il nuovo Presidente della Giuria del Premio Letterario nazionale Giuseppe Berto, la cui XXVII edizione è stata bandita dai promotori; Ferrero, noto scrittore, critico, consulente editoriale e storico direttore del Salone del libro di Torino dal 1998 al 2016.

 

Il dopo De Michelis

 

Sarà la prima edizione del Premio senza l’ideatore Cesare De Michelis, scomparso la scorsa estate, grande estimatore dello scrittore veneto.

L’Associazione Culturale Giuseppe Berto, nonostante l’incolmabile vuoto lasciato da De Michelis che ne era Presidente, ha deciso di proseguire nel solco tracciato assieme a lui, pubblicando il Bando dell’edizione 2019 del Premio, in collaborazione con gli eredi Berto, il Comune di Mogliano Veneto (TV) e il Comune di Ricadi (VV), e il sostegno dello sponsor Colorificio San Marco.

 

Le novità

 

Altra novità, oltre al nuovo presidente della giuria, sarà il “portafoglio” del Premio che aggiunge ai 5 mila euro per il vincitore; anche 500 euro per gli altri quattro finalisti quale gettone di presenza alla cerimonia finale di proclamazione del vincitore. Il Premio mantiene la propria esclusiva peculiarità di essere riservato a scrittori esordienti.

Come partecipare

 

Possono parteciparvi solo opere prime di narrativa redatte in lingua italiana e pubblicate nel periodo compreso tra l’1 maggio 2018 e il 10 maggio 2019.

Le opere dovranno essere inviate dagli editori alla Giuria entro e non oltre il 13 maggio 2019. La Giuria selezionerà le 5 opere finaliste entro il 7 giugno; l’opera vincitrice sarà proclamata sabato 29 giugno, a Mogliano Veneto, nel corso della cerimonia di assegnazione del Premio.

Il Berto conferma la tradizionale alternanza tra le due terre amate dallo scrittore moglianese, il Veneto, dove nacque, e la Calabria dove si stabilì negli ultimi anni della sua vita e dove è sepolto.

Il bando è disponibile assieme al regolamento anche nel sito, non sono ammessi rifacimenti, riedizioni, o traduzioni, ma saranno accettati il primo romanzo pubblicato in volume di un autore oppure la prima raccolta di racconti, che neanche singolarmente possono essere stati pubblicati in precedenza.

 

La giuria

 

Oltre al Presidente, fanno parte della giuria: Cristina Benussi, Università di Trieste, Giuseppe Lupo, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano e scrittore, Laura Pariani, scrittrice, e Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore.

 

La storia del Premio

 

Il Premio Berto, nato nel 1988 su iniziativa di un gruppo di amici ed estimatori dello scrittore; oltre a De Michelis, critici illustri come Giancarlo Vigorelli, Michel David, scrittori come Dante Troisi e Gaetano Tumiati (questi ultimi avevano condiviso con Berto oltre due anni di prigionia in Texas durante la seconda guerra mondiale). Ha raggiunto le 22 edizioni tra il 1988 e il 2010 e dopo una pausa è stato rilanciato nel 2014 in occasione del centenario della nascita dello scrittore moglianese e ripreso nel 2015.

 

I vincitori

 

Il Premio, vinto nell’edizione 2018, da Francesco Targhetta, con Le vite potenziali, è stato trampolino di lancio per alcuni talenti della letteratura contemporanea; tra questi: Paola Capriolo con La grande Eulalia (1988), Michele Mari con Di bestia in bestia (1989), Luca Doninelli con I due fratelli (1990), Paolo Maurensig con La variante di Lüneburg (1993), Francesco Piccolo con Storie di primogeniti e figli unici (1997), Elena Stancanelli con Benzina (1999), Giuseppe Lupo con L’americano di Celenne (2001), Antonia Arslan con La masseria delle allodole (2004), Francesco Pecoraro con Dove credi di andare (2007).

In occasione del 40º anniversario della morte di Giuseppe Berto, venerdì 26 ottobre, alle 21, al cinema teatro Busan si celebra “La Gloria”, un monologo di un’anima inquieta, di un traditore “per necessità”.
“La Gloria” è la storia di Giuda Iscariota: la tragedia di un uomo, strumento, forse consapevole, del disegno divino. In questa sua ultima opera audace, Giuseppe Berto (interpretato da Alberto Fasoli) racconta in prima persona la disperata ricerca della rivelazione divina, il tradimento compiuto, paradossalmente, per l’assoluta dedizione a una causa, il peso di una predestinazione sofferta.
Quest’opera, pubblicata nel 1978, a distanza di 40 anni della sua uscita, è ritenuta una delle grandi opere del nostro Novecento. Essa racchiude i temi che attraversano l’intero corpus della produzione dello scrittore di Mogliano Veneto: la commistione di bene e male, la colpa insita nel fatto stesso di esistere, la necessità di “misurarsi ogni giorno con l’eternità o con l’assenza di eternità”.
Nel corso della serata sentiremo le musiche dal vivo di Serena Cillotto al pianoforte e di Stefano Lanzini al violino, vedremo l’adattamento drammaturgico di Nicola de Cilia e la scenografia virtuale di Federico Cautero, e ci gusteremo la regia a cura di Giuseppe Emiliani.
Si ricorda che anche quest’anno il cinema teatro Busan riserva la riduzione sul biglietto agli Amici della musica che presenteranno la relativa tessera in corso di validità.

A quarant’anni dalla scomparsa, la città natale dello scrittore moglianese lo ricorda con un programma di iniziative dal 22 al 30 ottobre

 

La scrittura e il racconto come testimonianza erano le armi di Berto per non arrendersi definitivamente al “male universale” e con questo stato d’animo, con questa lucida coscienza, egli continuò a praticarli lealmente e ostinatamente come un “dovere” per quarant’anni, solo che la salute glielo consentisse, ogni volta ripartendo da capo l’esplorazione della vita e dei sentimenti, dell’animo e delle sofferenze, restio a sviluppare una propria poetica, a imbastire qualsiasi teoria, persino a difendersi dalle altrui maldicenze: per questo allora, in quel terribile 1978, scrisse “La gloria”, un testo cioè che nulla aveva a che fare con il vissuto o l’esperienza e piuttosto […] cercava di esprimersi allusivamente, se non addirittura allegoricamente, al punto che nel suo Giuda specchia candidamente se stesso, anch’egli quindi “traditore” della verità, che è comunque il messaggio di Cristo: “Io dico parole di verità”.

Cesare De Michelis, prefazione a La gloria, BUR, novembre 2014

 

Fu proprio nell’anno della sua morte, il 1978, che Giuseppe Berto scrisse il suo ultimo romanzo, La gloria, un’opera che “resiste imperterrita al tempo che corre”. Così la definì Cesare De Michelis, l’editore recentemente scomparso e che amiamo ricordare, tra i più appassionati studiosi di Berto, colui che diede un impulso significativo alla ristampa delle sue opere a partire dal 2014 e che, senza alcuna incertezza, definì l’autore del Male oscuro “il più grande scrittore della seconda parte del Novecento italiano”.

 

Nell’anno in cui ricorre il quarantesimo della scomparsa del celebre scrittore moglianese, che si spense il 1° novembre, La gloria occupa un ruolo di rilievo nel programma delle celebrazioni che la sua città natale gli dedica.
Il programma di iniziative che si svolgeranno dal 22 al 30 ottobre è promosso dall’Amministrazione comunale insieme all’Associazione Culturale Giuseppe Berto, al Liceo Statale “Giuseppe Berto”, all’Università della Terza Età UNITRE e al Cinema Teatro Busan.

 

“Questo anniversario è per noi occasione di lasciare un segno concreto nei luoghi della nostra città che furono i luoghi di Giuseppe Berto, perché sia patrimonio di tutti noi e di coloro che nel suo nome e nella passione per le sue opere vorranno venire a Mogliano a capire qualcosa di più del nostro grande scrittore. Questo scopo hanno i cartigli, le iscrizioni che apporremo nei luoghi che ancora rimangono o che furono e non sono più come allora, di cui si trova citazione nelle opere di Berto, o rimasti nella memoria e nella testimonianza. Il primo passo di un percorso di valorizzazione di Giuseppe Berto che intendiamo portare avanti negli anni futuri”, commentano il sindaco di Mogliano Carola Arena e l’assessore alla Cultura, Ferdinando Minello.

 

Il posizionamento di undici cartigli e il loro ideale scoprimento darà il via alla settimana di celebrazioni per questo quarantesimo anniversario della scomparsa dello scrittore moglianese. Lunedì mattina (22 ottobre), con partenza alle 11.00 dal Municipio, Amministrazione comunale, Associazione Berto, Unitre con gli studenti del Liceo Berto, presente anche Antonia Berto, figlia di Giuseppe, percorreranno le tappe principali di questo percorso, con letture da parte degli studenti, dei brani tratti dalle opere. I Cartigli saranno posizionati in Municipio, al Cimitero, lungo il Terraglio (“il mio paese è una strada”), dove c’era il Bar Venezia, dove si trovava il negozio di cappelli del padre, in Piazza Duca d’Aosta (fermata del tram), in via XXVIII aprile, dove c’era la casa natale di Berto e anche la fabbrica del pepe, al Collegio Astori, dove Berto studiò, a Marocco presso l’Hotel dei Dogi, ora Villa Marcello Giustinian, e in Villa Benetton, l’artista del ferro che fu amico di Berto e dove si sono svolte numerose edizioni delle finali del Premio Berto.
Un dodicesimo cartiglio sarà donato alla città di Ricadi, definita da Berto “città bella dove vivere e dove morire”, dove effettivamente Berto visse gli ultimi anni della sua vita e dov’è sepolto. Una relazione, quella tra Mogliano e Ricadi, sviluppatasi per decenni nel nome dello scrittore nella collaborazione per la gestione del Premio Berto, ospitato dal 1988, e proprio in questi giorni suggellata da un gemellaggio che è stato sancito dalle delibere dei rispettivi Consigli comunali.
Martedì (23 ottobre) un vincitore del Premio Berto, ora affermato scrittore, Giuseppe Lupo, conduce un incontro con i tre ultimi vincitori del Premio, Sergio Baratto, Giulia Caminito e Francesco Targhetta (alle 17.00, Sala Don Bosco del Collegio Astori).

 

Anche il Teatro parlerà di Berto, con una rappresentazione (venerdì 26 ottobre ore 21.00) dedicata al suo ultimo libro, “La Gloria”, di cui in prima assoluta nazionale sarà presentato un adattamento drammaturgico curato da Nicola De Cilia, prodotto dal Teatro Busan di Mogliano Veneto, con l’interpretazione di Alberto Fasoli e la regia di Giuseppe Emiliani (ingresso 18 euro, ridotti 16 euro).
Infine si chiuderà col cinema, altro territorio nel quale Berto si cimentò come sceneggiatore, e che dalle opere di Berto trasse spunto per alcune importanti pellicole. Martedì 30 ottobre alle 20.30, al Cinema Teatro Busan, sarà proiettato (ingresso libero) il Film Il cielo è rosso, di Claudio Gora, tratto dal romanzo omonimo di Berto, con presentazione a cura di Nicola De Cilia e letture a cura degli studenti del biennio del Liceo Giuseppe Berto.

 

 

PROGRAMMA

Lunedì 22 ottobre
I LUOGHI
ore 11.00 “Berto nella città” – 11 cartigli posizionati in luoghi moglianesi raccontati dallo scrittore. Partenza dal Municipio
Letture a cura degli studenti del Liceo Giuseppe Berto e dell’UNITRE

 

Martedì 23 ottobre
IL PREMIO
ore 17.00 Sala Don Bosco del Collegio Astori
Giuseppe Lupo introduce
Francesco Targhetta vincitore del Premio Letterario G. Berto ed. 2018
Giulia Caminito vincitrice del Premio Letterario G. Berto 2017
Sergio Baratto vincitore del Premio Letterario G. Berto 2016
a cura di UNITRE e Associazione Culturale Giuseppe Berto
ingresso libero

 

Mercoledì 24 ottobre
ore 16.30 Aula magna Liceo Giuseppe Berto
Letture animate delle novelle: “Nonna Assunta” – “Esame di maturità”
da Un po’ di successo di Giuseppe Berto
a cura degli studenti del Liceo Giuseppe Berto e dell’UNITRE
ingresso libero

 

Venerdì 26 ottobre
IL TEATRO
ore 10.30 Teatro Busan
Alberto Fasoli
La gloria
regia: Giuseppe Emiliani
adattamento drammaturgico: Nicola De Cilia
produzione Teatro Busan
riservato agli studenti del triennio del Liceo Giuseppe Berto

ore 21.00 Teatro Busan
Alberto Fasoli
La gloria
regia: Giuseppe Emiliani
adattamento drammaturgico: Nicola De Cilia
produzione Teatro Busan
ingresso: 18 euro intero; 16 euro ridotto

 

Sabato 27 ottobre
IL TEATRO
ore 10.30 Teatro Busan
Alberto Fasoli
La gloria
regia: Giuseppe Emiliani
adattamento drammaturgico: Nicola De Cilia
produzione Teatro Busan
riservato agli studenti del triennio del Liceo Giuseppe Berto

 

Martedì 30 ottobre
IL CINEMA
ore 20.30 Cinema Teatro Busan
Film Il cielo è rosso di Claudio Gora
tratto dal romanzo omonimo di Giuseppe Berto
Presentazione a cura di Nicola De Cilia
Letture a cura degli studenti del biennio del Liceo Giuseppe Berto
ingresso libero.

 

 

Venerdì 29 previsti momenti di lettura per le scuole, sabato incontro pubblico con gli studenti vincitori del Premio le Città di Berto sulla “fatica dell’esordio” e Giuseppe Lupo

 

I veneti leggono, forse non molto, ma leggono. Il 56% dei veneti ha letto almeno un libro nell’anno, rispetto al 46% del dato nazionale (fonte Regione Veneto). Il risultato è importate, ma non basta, la lettura è crescita culturale, un libro è potenziale detonatore di fantasia e interesse, quindi bisogna dare lo stimolo al 46% che non ha letto nemmeno un libro per iniziare a farlo, e agli altri per passare a 2, 3 4 …..libri letti in un anno. Le famiglie venete impegnano una quota sensibile, il 7,6%, del reddito per attività culturali, quindi c’è un terreno fertile sul quale lavorare.

 

Per questo anche il Comune di Mogliano Veneto, con l’Associazione culturale Giuseppe Berto, ha aderito alla prima maratona di lettura “Il Veneto legge”, iniziativa della Regione Veneto a cura del MIUR (ufficio scolastico regionale del Veneto) e dell’Associazione Italiana Biblioteche che si terrà il 29 e 30 settembre. Il Premio letterario Giuseppe Berto è tra i testimonial della maratona.

 

Nelle scuole, nelle piazze, al Brolo e al Parco di Villa Longobardi, studenti, cittadini, librofili potranno partecipare ad una maratona di lettura collettiva e a voce alta allo scopo, come è nelle intenzioni degli organizzatori, di riscoprire il valore e l’emozione della lettura ad alta voce, condivisa, e del senso di comunità che ne deriva.

 

“Leggere, fin da piccoli, è un’attività che aiuta a crescere, ad ampliare i propri orizzonti, a sognare, ad arricchire il proprio bagaglio culturale. E’ senza dubbio un’attività senza controindicazioni, che può colmare i nostri momenti liberi, che ci può far scaricare tensioni e malumori. Noi ci crediamo e per questo sosteniamo quotidianamente il servizio della nostra biblioteca e stiamo progettando un suo ampliamento e trasferimento in Villa Longobardi”, ha commentato il Sindaco Carola Arena.

 

Mogliano è uno dei 200 comuni che hanno aderito, assieme a scuole, biblioteche, librerie, e anche semplici gruppi di cittadini, con oltre 500 eventi registrati nel sito  www.ilvenetolegge.it. In tutto il Veneto alla maratona prenderanno parte circa 10 mila giovani studenti di oltre 100 scuole.

 

Ma non si leggerà a caso, perché  gli organizzatori hanno stilato un elenco di 100 opere tra cui si può scegliere, dai contemporanei ai grandi classici, opere di autori veneti o che sono ambientati in Veneto, per incontrare i gusti più diversi.

 

A Mogliano la scelta non poteva che cadere su Giuseppe Berto, che sarà in buona compagnia, da Buzzati e Levi a Malesini e Arslan, senza dimenticare scrittori veneti e trevigiani come Mazzariol, Da Ros e Panfido.

 

Saranno coinvolte le scuole primarie Olme, Dante, Frank, Vespucci, Polo, Verdi e Piranesi, le secondarie primo grado “Rita Levi Montalcini” e il Liceo Berto. Alle Piranesi a leggere saranno i genitori, ma in lingua madre: inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo e anche nella lingua dei segni LIS.

 

La chiusura della maratona a Mogliano sarà sabato 30 settembre, alle 10.30, in Piazzetta del Teatro, con un incontro pubblico con Giuseppe Lupo, scrittore e saggista, docente di letteratura italiana contemporanea alla Cattolica di Milano, Premio Berto nel 2001, che dialogherà con gli studenti vincitori del Premio interprovinciale di scrittura “Le città di Berto” 2017, sul tema “Diventare scrittori, la fatica dell’esordio”, con la presenza di Nicola De Cilia, finalista Premio Berto 2017 con il libro “Uno scandalo bianco” e degli scrittori Paolo Ruffilli e Francesco Targhetta.

 

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