Ospedali illuminati, kit dedicati e iniziative solidali per ricordare i bambini nati troppo presto e il valore delle cure neonatali
TREVISO. Il 17 novembre, come ogni anno, il mondo si tinge di viola per celebrare la Giornata Mondiale della Prematurità, un’occasione dedicata a riflettere sulla fragilità – ma anche sulla straordinaria forza – dei bambini che iniziano la loro vita prima del tempo. È una giornata di consapevolezza e speranza, che invita a riconoscere quanto i primi istanti di vita siano preziosi e quanto fondamentale sia garantire ai neonati prematuri “il miglior inizio possibile”, claim scelto per l’edizione di quest’anno.
Le iniziative: una comunità unita dal colore viola
Nel territorio dell’Ulss 2, ospedali, volontari, associazioni e famiglie si mobilitano per dare visibilità alla prematurità attraverso una serie di iniziative simboliche e concrete.
Gli ospedali dell’Ulss 2 saranno illuminati di viola già dal fine settimana, un gesto che vuole richiamare l’attenzione pubblica su una realtà spesso silenziosa ma molto diffusa.
Ai genitori dei neonati ricoverati verrà consegnato un mini kit viola, dono dell’associazione Il Pulcino, mentre vestitini viola offerti da Cuore di Maglia saranno distribuiti a tutti i piccoli ospiti della Terapia Intensiva Neonatale (TIN).
Sabato 15 novembre, al mattino, in Piazza S. Maria dei Battuti a Treviso e in Piazza Giorgione a Castelfranco Veneto, genitori e volontari organizzeranno un banchetto solidale proponendo i giacinti viola, fiore simbolo della prematurità e dell’associazione Il Pulcino: una fioritura prematura che, proprio come questi bambini, necessita di cura, dedizione e protezione.
Il colore viola diventa così il filo conduttore di tutte le attività: un simbolo di forza, fragilità, coraggio e rinascita, ma soprattutto del legame che unisce famiglie, sanitari e associazioni.
Prematurità: i dati in Italia e il ruolo della TIN di Treviso
Nel 2024, secondo i dati CEDAP e INNSIN, in Italia sono nati 22.782 bambini prematuri, pari al 6,1% delle nascite. Grazie ai progressi della medicina perinatale, la sopravvivenza alla dimissione ha raggiunto il 96%, un traguardo notevole.
Tuttavia, la prematurità resta una condizione complessa: i nati pretermine rappresentano ancora il 70% dei decessi entro il primo mese e il 75% delle morbilità neonatali, con possibili ripercussioni sullo sviluppo neurocognitivo, respiratorio e sensoriale.
Il Centro di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Ca’ Foncello rappresenta un punto di riferimento per le province di Treviso e Belluno, essendo uno dei quattro centri TIN di III livello del Veneto. Ogni anno accoglie circa 350 neonati, per la maggior parte prematuri, nati prima della 37ª settimana.
La prematurità, oltre a essere una sfida clinica, ha un impatto profondo sulle famiglie e sull’intera rete socio-sanitaria, richiedendo percorsi di cura intensivi e un accompagnamento che spesso prosegue per anni dopo la dimissione.
Cura avanzata e centralità della famiglia: i progetti in TIN
La TIN di Treviso affianca alle tecnologie avanzate un approccio che mette al centro la famiglia. Tra i progetti più significativi spicca la Kangaroo Care, proposta a tutti i genitori non appena il bambino è stabilizzato e con un’adesione del 100% nei neonati nati tra le 23 e le 32 settimane.
Il contatto pelle a pelle, la voce, la presenza dei genitori non sono solo conforto emotivo: la scienza conferma da tempo che rappresentano una parte essenziale della cura. Per questo l’unità promuove ambienti aperti h24 e un coinvolgimento costante, sostenuto da un’équipe multidisciplinare composta da medici, infermieri, fisioterapisti, logopedisti e da una psicologa dedicata.
Fondamentale anche la collaborazione con l’associazione Il Pulcino, grazie alla quale è nato lo Spazio Giallo, un luogo di ascolto e condivisione dove le famiglie possono trovare sostegno da chi ha vissuto lo stesso percorso.
Oltre i numeri: le storie che danno senso alla Giornata
Dietro le statistiche ci sono le storie delle famiglie che affrontano un viaggio inatteso e spesso difficile, dei reparti che sostengono ogni giorno vite piccolissime, dei professionisti che diventano punti di riferimento, guide e presenze indispensabili.
Garantire ai bambini nati troppo presto non solo la possibilità di sopravvivere, ma di vivere al meglio, è una responsabilità collettiva.
Significa investire nel loro futuro e, con esso, nel futuro di tutti.
La Giornata Mondiale della Prematurità ci ricorda che ogni vita, anche la più fragile, merita protezione, cura e un inizio pieno di possibilità.
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