Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita
Raramente o solo in casi di particolari imprese si sente elogiare lo sport dell’alpinismo e le persone che lo praticano, le quali sono sottoposte sempre a notevoli sacrifici e sforzi di natura fisica e obbligati a imporre al proprio corpo fatiche sovrumane e indicibili, per riuscire in certe imprese veramente difficili se non impossibili. Solitamente quando si parla di alpinismo come sport estremo ci vengono in mente solo alcuni nomi – Bargiel, Jasper, Simone Moro o semplicemente Messner – quelli cioè dei colossi di questo sport, dimenticando spesso i loro compagni di cordata, solo perché non hanno compiuto imprese abbastanza sensazionali da impressionare gli ammiratori di questo sport. Mogliano vanta un degno rappresentante dell’Alpinismo con la A maiuscola, il quale in gioventù ha partecipato a spedizioni di tutto rispetto e di difficoltà massime.
Giorgio Peruzzi (alpinista)
Già da alcuni anni il signor Giorgio Peruzzi è un tranquillo signore che vive e si gode la sua vita da pensionato con serenità. Ma nei suoi trascorsi ha fatto registrare una particolarità, che a pensarci su lascia sbalordito e ammirato chiunque riesca ad immaginare le molteplici difficoltà che egli ha incontrato lungo il sentiero della sua vita. Alle strade asfaltate, in pianura, comode e facili da percorrere, negli anni della sua giovinezza il signor Peruzzi ha preferito percorrere sentieri angusti e scoscesi, sempre in salita e certamente non agevoli, ma piuttosto difficili da percorrere oltre che pericolosi, che però avevano una ammaliante comune caratteristica: conducevano sempre verso la cima delle montagne più alte del mondo. Non ultima né isolata è certamente la scalata al monte Everest, partecipando a una spedizione negli anni Settanta capitanata dal famoso scalatore altoatesino Reinhold Messner.
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