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Fringe benefit, CNA: “Strumento efficace per contrastare il caro-bollette”

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“Bene l’innalzamento a 3mila euro della soglia non tassabile dei fringe benefit per il 2022 previsto dal decreto aiuti-quater e bene anche l’applicabilità dei fringe benefit alle bollette domestiche. L’auspicio è che queste misure vengano stabilizzate». Lo afferma Mattia Panazzolo, direttore di CNA territoriale di Treviso.

fringe benefit sono compensi in natura che il datore di lavoro può erogare ai propri dipendenti sotto forma di prestazioni di welfare aziendale.

Esistono da tempo e sono sempre più graditi da imprenditori e lavoratori perché completamente deducibili dal reddito di impresa, per gli uni, e completamente detassati per gli altri.

Le novità sono che con il decreto aiuti-quater (decreto legge n. 115 del 9 agosto 2022) il limite non tassabile è stato alzato da euro a 600 euro ad euro 3000 annui.  

Inoltre, con una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate (circolare n. 35 del 4 novembre 2022) è stata definita l’applicabilità dei fringe benefit anche alle bollette domestiche. Ora, dunque, oltre ai beni e ai servizi, l’impresa può farsi carico del pagamento delle utenze domestiche dei propri lavoratori relative ai servizi: idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale.

«Incentivare strumenti di welfare aziendale è strategico in questo momento per sostenere il reddito dei lavoratori e delle famiglie – continua Panazzolo – ma stabilizzare questi strumenti risulta decisivo per favorire la cultura del welfare anche in molte piccolissime imprese. Va in questa direzione anche la riduzione della tassazione sui premi di risultato prevista nella bozza della legge di bilancio. Le aziende che non hanno le rappresentanze sindacali interne già oggi possono rivolgersi alle associazioni di categoria che, assieme al sindacato, riunisce la Commissione provinciale Welfare e Premi di Produttività, un’innovazione nata nella Marca Trevigiana da un accordo interconfederale di qualche anno fa».

E precisamente dall’Accordo Interconfederale regionale del 2016.

La Commissione, prima nel suo genere in Italia, sostituisce la contrattazione aziendale per la stipula dei piani di welfare e dei premi di risultato per quelle imprese prive appunto di rappresentanza sindacale interna.

Tramite l’ausilio della Commissione, le aziende possono presentare i propri piani welfare o i premi di risultato che intendono stanziare ai loro dipendenti, sostituendo così la contrattazione sindacale aziendale con una più semplice e snella procedura, tipica della contrattazione territoriale e della consolidata bilateralità artigiana.

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