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FP CGIL Venezia. Ulss 3, Bonus 100: euro siamo alle miserie

2 minuti di lettura

Le Risorse Umane dell’Ulss Serenissima hanno scelto di applicare in modo del tutto distorto il cosiddetto premio economico da 100 Euro previsto dal D.L. 18/2020.

 

La norma prevede che il premio spetti a tutti i lavoratori che hanno prestato la loro attività in presenza sul luogo di lavoro nel mese di marzo. Come Cgil sappiamo bene che questo riconoscimento non è sufficiente e non rappresenta in alcun modo una risposta ai lavoratori che si sono esposti in questa emergenza.

 

La scelta “simbolica” del Governo è solo una piccola prima risposta al disagio dei lavoratori che chiedono, prima di tutto, tutela per la loro salute, riconoscimento della loro professionalità e carichi di lavoro sostenibili.
In tutti i confronti che abbiamo avuto con i lavoratori il tema economico è sempre stato messo in secondo piano perché sono anni che i problemi della sanità vengono rimandati e che ai lavoratori manca un vero e profondo riconoscimento.
Non possiamo però accettare che si lucri su queste risorse con lavoratori che hanno prestato per tutto il mese di marzo, secondo l’orario definito dall’Ulss, la loro attività lavorativa in presenza e adesso si vedano fare conteggi astrusi sui giorni potenziali di effettiva presenza.
Le risorse umane hanno nei fatti salvaguardato chi non presta la propria attività in turno e che invece sono proprio quelli che lavorano nelle Unità operative ad elevato rischio Covid.
La beffa è che un turnista, che quindi lavora di notte, non può per orario di lavoro prestare 26 giornate lavorative e per questo viene penalizzato perdendo dai 20 ai 30 euro a seconda dei casi.

 

Per fare un esempio pratico: un lavoratore che presta la propria attività il lunedì in turno di mattina, il martedì in turno pomeridiano e mercoledì in turno notturno ha visto un riconoscimento di sole tre giornate come se le ore notturne a cavallo del mercoledì e del giovedì non siano prestate e che quindi venga penalizzato per la giornata di recupero denominata “smonto notte”. Chi invece presta la propria attività giornaliera e non su turno ha visto un riconoscimento pieno delle giornate.

 

Un’applicazione che denota o la scarsa capacità di comprendere la ratio del provvedimento, nonostante le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, o la scelta di lucrare su quattro soldi e umiliare i lavoratori che più di tutti hanno gestito l’emergenza.

 

Al tavolo di confronto ci era stata assicurata un’interpretazione che avrebbe riconosciuto il lavoro del personale compreso quello turnista proprio per evitare penalizzazioni sbagliate che hanno colpito, ad esempio, quei lavoratori a casa perché contagiati.

 

Per questo come Cgil auspichiamo un immediato ravvedimento dell’Ulss o saremo costretti ad impugnare gli atti di fronte al giudice del lavoro, non per quei quattro denari ma per la dignità di centinaia di professionisti della sanità che non possono anche essere presi in giro.

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