One Love. Che nella nostra narrativa odierna non si riferisce al famoso pezzo di Bob Marley ma più precisamente ad una fascia introdotta dall’Olanda, approvata dalla Uefa e condivisa da altre nove Nazionali a sostegno dei diritti della comunità Lgbtq+.
E il disegno parla chiaro e mira dritto dritto al cuore e all’amore, un forte messaggio contro ogni forma di discriminazione.
Sin dall’alba dell’iniziativa lo spauracchio di sanzioni e multe erano date per certe ma in un certo senso “digeribili”, a prova di Maalox.
Poi ecco che da oggi si materializza all’orizzonte una punizione diversa ossia l’ammonizione, un cartellino giallo a tavolino che l’Uefa potrebbe comminare.
E allora cambia tutto, con il rischio di campioni che potrebbero rimanere al palo nel corso della competizione le fasce si tolgono, a malincuore.
Avanti tutta per l’ennesima volta, nel Mondiale estivo ma visto al freddo, eletto in maniera scandalosa, con la birra proibita e i cartellini punitivi.
La Fifa alla fine chiosa instaurando una fascia dal titolo “No discrimination”, inizialmente prevista dai quarti di finale e ora libera e immediatamente liquida.
Il pallone da sempre si gonfia, si sgonfia e si rigonfia.
In un mondiale che fa più discutere fuori dal rettangolo di gioco, inno dopo inno, fascia dopo fascia.
Credit photo by “Il post”
Instacult di Mauro Lama
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