Stanno diventando anziani i bambini dell’epoca più prolifica, quella dal dopoguerra fino agli anni 70, l’era dei Baby Boom
Italia – Con il dopoguerra, e i primi segnali della ripresa economica, iniziava la stagione dell’ottimismo e anche quella del boom di nascite. Dagli anni ’50 fino agli anni ’70, i nuovi bambini crescevano più sani e ben nutriti.
Il Baby Boom
Il film con Diane Keaton c’entra poco ma resta come manifesto di un’epoca dove avere dei figli era la normalità. Ora non più.
Il baby boom, ovvero l’esplosione dei bebè, fu un aumento significativo del tasso di natalità. Si verificò nel dopoguerra ma in Italia iniziò più tardi, negli anni 50 ed ebbe il suo culmine negli anni 60. Il record arrivò nel 1964 dove i nuovi nati furono quasi un milione e 400 mila.
All’aumento demografico si aggiunse il livello migliore di qualità della vita e, soprattutto, l’introduzione delle vaccinazioni in età scolare, oltre ai controlli radiografici annuali. Questo permise ai nuovi nati di superare la precarietà dei primi anni e marciare spediti verso la vecchiaia.
E mentre oggi il numero dei nuovi nati diminuisce di anno in anno, l’esercito dei nuovi “grandi” sta invadendo ogni settore sociale, ogni ambiente, ogni casa. Il futuro è nelle loro mani?
I nuovi grandi
Ma non chiamiamoli anziani, sono semplicemente grandi. Sono tecnologici, atletici, salutisti, preparati e soprattutto simpatici. Hanno “già dato” in molti settori, soprattutto in quello lavorativo e ora si applicano nelle loro passioni, nel volontariato, nella conoscenza. Amano i viaggi e gli animali. Sono senza nipoti e dunque hanno molto tempo a disposizione.
Ed è solo l’inizio. Sì, perché se il record fu raggiunto nel 1964, oggi, i nati di allora si devono ancora affacciare alla terza età. Prepariamoci all’invasione!
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