Il “Quarantotto “ di Edoardo Pittalis ci ricorda la nostra storia, quella di quando stavamo meglio, pur stando peggio. Il primo gennaio del 1948 entrò in vigore la Costituzione italiana e fu l’inizio di un nuovo grande Paese democratico.
Oggi “fare un Quarantotto” significa fare una rivoluzione e quell’anno, infatti, in Italia cambiò tutto. Furono dodici mesi intensi, le prime elezioni libere dopo un’accesa campagna elettorale che videro il trionfo della Democrazia Cristiana contro la Sinistra unita nel Fronte Popolare.
Il mondo intero stava facendo i conti con il dopo guerra ma un’altra guerra, fredda, stava passando tra i confini orientali italiani. La vittoria di Gino Bartali al Tour calmò le tensioni e allontanò il rischio di una guerra civile.
L’Italia stava affrontando momenti duri tra banditismo, processi clamorosi, omicidi, criminali di guerra alla sbarra, voglia di vita all’americana e di sport. Fu l’anno del Grande Torino e di Coppi che arriva sempre solo al traguardo, delle Olimpiadi di Londra, le prime della pace, e dell’oro di Consolini nel disco. Una storia di grandi protagonisti, sempre contrapposti: De Gasperi-Togliatti, Coppi-Bartali, Truman-Stalin. L’Italia di oggi è nata quell’anno come Edoardo Pittalis e Tex Willer.
Ha presentato il suo libro “1948 l’anno che ha cambiato la storia degli italiani” presso la sala Colonna della biblioteca del Centro Civico Quartiere Pertini in via Gagliardi a Mestre all’interno della rassegna d’autunno degli scrittori veneti, ideata e condotta da Pierluigi Rizziato .
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