Italian flag
Slide-mainVenezia

Domani la Corte d’Assise d’Appello di Venezia si pronuncia sul delitto Mennella

3 minuti di lettura

Grande attesa per il processo d’appello per l’omicidio di Maria Archetta Mennella, che sarà celebrato domani, giovedì 12 dicembre 2019, dalle ore 9, presso la Corte d’Assise d’Appello di Venezia, in aula bunker a Mestre. Dopo l’udienza in camera di consiglio, salvo imprevisti, la sentenza verrà pronunciata nella stessa giornata. Sarà presente anche Giuseppina, la sorella della vittima.

 

È confermato che la prima Corte Penale delibererà su tutto, non solo sull’appello proposto dall’ex coniuge e omicida della vittima, il pizzaiolo torrese Antonio Ascione, contro la pur “leggera” e contestata condanna a soli vent’anni di reclusione, che sta scontando presso la casa circondariale di Venezia, inflittagli dal giudice del Tribunale lagunare, dott. Massimo Vicinanza, il 4 ottobre 2018.

 

 

Uccisa a soli 38 anni: i fatti

Obiettivo della difesa dell’imputato, ottenere un ulteriore ribasso della pena tramite il riconoscimento delle attenuanti generiche, escluse in primo grado, e l’esclusione dell’aggravante della “minorata difesa”, per quanto pienamente acclarata e riconosciuta nel primo verdetto: la trentottenne originaria di Torre del Greco, il 23 luglio 2017 è stata accoltellata all’alba mentre si trovava ancora a letto, nella sua casa di Musile di Piave, dove si stava ricostruendo una vita dopo la separazione da quel marito violento e possessivo.

 

 

Obiettivo: inasprire la condanna

La Corte d’Appello dovrà esprimersi anche sul ricorso – dal tenore diametralmente opposto – in Cassazione contro la sentenza di primo grado presentato all’indomani del verdetto dal Pubblico Ministero titolare del procedimento penale, il dott. Raffaele Incardona, e “convertito” appunto in appello, come previsto dall’art. 580 del Codice di Procedura penale.
Il sostituto procuratore punta invece a inasprire la condanna cassando la parte della sentenza che ha escluso l’aggravante dei futili motivi, come ha fatto per quella della premeditazione, determinando così la riduzione di pena dall’ergastolo a trent’anni, divenuti poi venti con la scelta dell’abbreviato: rito che peraltro oggi, con la nuova legge, intervenuta però troppo tardi, non si potrebbe più richiedere per l’omicidio aggravato. Per il giudice, Ascione avrebbe agito per ragioni sì di gelosia ma determinate dal fatto che la moglie aveva intrapreso una nuova relazione e, quindi, collegate solo a un desiderio (infranto) di vita comune, seppur abnorme. Per la Procura, invece, la sua gelosia era di natura “punitiva” ed espressione di possesso e dominio nei confronti della vittima, rientrando dunque appieno nella casistica dei futili motivi delineata dalla giurisprudenza della Suprema Corte.

 

Non solo. Si deciderà anche sull’appello presentato dai familiari della vittima attraverso l’Avvocato del Foro di Padova, prof. Alberto Berardi, che li assiste con la collaborazione di Studio3a-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.

 

 

L’appello dei familiari

Nonostante la grande amarezza provata finora, i familiari di Mariarca vogliono sperare ancora nella giustizia e confidano che quanto meno la pena inflitta non subisca ulteriori riduzioni e soprattutto che sia certa, che cioè venga scontata integralmente, senza sconti.

 

L’avv. Berardi ha a sua volta appellato la sentenza di primo grado, ai soli fini civili (non essendogli dato di ricorrere in sede penale), chiedendo un risarcimento più equo e dignitoso. A fronte di una richiesta di 300mila euro per i due figli minori di Mariarca, 200mila per la mamma e 100mila euro per ciascuna delle quattro sorelle e il fratello, nella sentenza il dott. Vicinanza ha indicato una provvisionale immediatamente esecutiva di soli 50mila euro per i figli, 30mila per la mamma e 20mila per le sorelle e il fratello. Berardi chiede al Giudice dell’Appello di disporre una provvisionale calcolata quanto meno secondo l’ammontare minimo previsto per i reati colposi dalle tabelle valide per il 2018 dell’Osservatorio sulla Giustizia civile di Milano, punto di riferimento nazionale per la liquidazione del danno non patrimoniale derivante da perdita del congiunto. E che peraltro prevede un aumento degli importi oltre il massimo in caso di illecito commesso con dolo, come nello specifico.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
AmbienteAttualitàCostume&SocietàEconomia&LavoroItaliaSlide-main

Il giorno più lungo dell'anno

1 minuti di lettura
Torna l’ora solare domani, domenica 25 ottobre. Bisogna portare indietro le lancette dell’orologio di un’ora Sarà il giorno più lungo dell’anno, 24…
AttualitàSlide-mainSportTreviso

Dolomiti Bellunesi a Treviso. Oggi al Tenni sarà una sfida aperta

2 minuti di lettura
Un match molto sentito, un derby che ritrova le due squadre dopo l’incontro di Coppa Italia di serie C, dove i bellunesi…
AttualitàSlide-mainVeneto

Autonomia del Veneto, nove anni dal referendum: la Regione lancia dieci borse di studio per i giovani

3 minuti di lettura
Dal referendum del 2017 all’approvazione delle intese definitive da parte del Consiglio dei ministri: le tappe del percorso dell’autonomia e l’iniziativa di…