Il 17 settembre si celebra il primo #HumanRelationshipDay: dalla salute al lavoro, dodici gesti quotidiani per coltivare relazioni autentiche e migliorare la qualità della vita
ITALIA- Le buone relazioni sono il motore di una vita piena e di un lavoro più produttivo. Permettono di sviluppare nuove idee, creano opportunità di business, riducono le possibilità di ammalarsi e migliorano lo stato psicofisico. Proprio per questo oggi, 17 settembre, si celebra il primo #HumanRelationshipDay, iniziativa lanciata da Fondazione Relazionésimo ETS per sensibilizzare sull’importanza delle “good connections” come risorsa fondamentale per il benessere individuale e collettivo.
“È dalla relazione che nasce l’orizzonte del possibile”, afferma lo psicologo Ugo Morelli, componente del comitato scientifico della Fondazione. E questo principio guiderà anche la seconda edizione di RelazionExpo, la fiera delle relazioni in programma a Verona dal 23 al 26 ottobre. Cinque i tavoli tematici – abitare, cibo, lifestyle, innovazione e sostenibilità – attorno ai quali esperti, aziende e accademici dialogheranno con il pubblico per costruire una “nuova era delle relazioni”, in un intreccio tra economia, arte e bellezza.
Relazioni: radici vive per il benessere
La relazione non è soltanto uno strumento di produttività, ma una vera e propria leva di benessere: radici vive che ci connettono con ciò che siamo – corpo, mente e spirito. Nella relazione si attiva la fiducia, si costruisce il futuro e si riconosce la bellezza dell’essere umano.
Numerosi studi confermano questi benefici. L’Harvard Study of Adult Development, attivo dal 1938, mostra come chi coltiva legami stretti e stabili abbia livelli di stress più bassi, una migliore salute fisica e mentale e un’aspettativa di vita più lunga. Anche in ambito lavorativo, manager che danno priorità alle relazioni ottengono risultati migliori, favorendo ambienti positivi e produttivi.
Le ricerche del Work Institute evidenziano inoltre che le aziende capaci di creare buoni rapporti con i dipendenti riducono i costi legati al turnover, trattengono i talenti e stimolano innovazione.
E i benefici non si fermano qui: un recente studio pubblicato su Nature Human Behaviour da ricercatori di Cambridge e dell’Università Fudan ha rilevato come l’isolamento sociale e la solitudine influenzino negativamente il nostro sistema immunitario, aumentando i rischi di malattie cardiovascolari, diabete e ictus. Relazioni sane, al contrario, rafforzano le difese e contribuiscono a una vita più lunga e di qualità.
Le parole delle fondatrici
“Abbiamo bisogno di tornare a guardarci negli occhi e riconoscerci come esseri umani complessi, fatti di corpo, mente e spirito – sottolineano Ombretta Zulian e Ketty Panni, fondatrici di Relazionésimo –. Le relazioni non sono un accessorio della vita, sono il suo fondamento. Con #HumanRelationshipDay celebriamo ciò che ci rende vivi, ciò che ci cura, ciò che ci permette di costruire un futuro che abbia senso. Da sempre, il nostro impegno parte dalle persone e dalle loro storie per generare progetti concreti e innovativi che migliorino la qualità della vita educativa, sociale, lavorativa ed emotiva”.
I 12 consigli per coltivare relazioni autentiche
Per vivere meglio con sé stessi, con gli altri e con il mondo, Fondazione Relazionésimo ETS propone 12 gesti concreti che aiutano a rendere le relazioni più autentiche e trasformative:
- Ascoltare profondamente – non solo le parole, ma i silenzi, non solo gli altri ma anche sé stessi.
- Accogliere la fragilità – non come debolezza, ma come verità da cui nasce la forza autentica.
- Coltivare la presenza – essere dove si è, con corpo, mente e spirito.
- Riconoscere il valore dell’altro – ogni incontro è un’occasione per scoprire unicità e umanità.
- Agire con gentilezza – come scelta radicale, capace di trasformare relazioni e ambienti.
- Onorare il tempo – abitandolo con rispetto e senso, senza rincorrerlo.
- Prendersi cura del corpo – per gratitudine, non per estetica: è il nostro tempio vitale.
- Nutrire la mente – con conoscenza che unisce e domande vere.
- Coltivare lo spirito – come spazio sacro dove abitano mistero e connessione.
- Vivere il lavoro come vocazione – in armonia con ciò che siamo.
- Generare bellezza – in ogni gesto e parola, linguaggio universale dell’anima.
- Camminare insieme – perché nessuno si salva da solo, e l’evoluzione è collettiva.
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