ASSISI. Il 2025 si è aperto con un significativo anniversario francescano. Si è svolta, sabato 11 gennaio, con l’omaggio floreale al corpo di San Francesco e la benedizione da parte dei Ministri generali del Prim’Ordine francescano nella Basilica di San Francesco la celebrazione di inaugurazione dell’VIII Centenario della composizione del Cantico delle Creature.
Avvenuta in concomitanza con la Giornata internazionale del Grazie, la chiusura è stata accompagnata dall’esecuzione, da parte della Cappella musicale della Basilica di San Francesco e della Corale Porziuncola, del Cantico delle Creature nella versione musicale di padre Domenico Stella.
Lo ha riportato l’agenzia Sir riprendendo una nota diffusa dalla sala stampa del Convento di San Francesco. Il primo momento di preghiera si è svolto presso il Santuario francescano di San Damiano, mentre il secondo nella chiesa concattedrale di Santa Maria Maggiore-Santuario della Spogliazione.
Francesco d’Assisi compose il Cantico di Frate Sole nel 1225. Lo scritto rappresenta una pietra miliare della spiritualità francescana e della poesia italiana. La Biblioteca del Sacro Convento ne custodisce la più antica testimonianza nel codice 338. Si legge nel sito della Basilica Papale e Sacro Convento di San Francesco in Assisi: www.sanfrancescoassisi.org.
Il Cantico delle creature di Francesco d’Assisi è probabilmente il primo testo poetico in volgare italiano giunto fino ai giorni nostri. “Il componimento risale agli ultimi anni di vita di San Francesco (1224-1226) e secondo un’ipotesi sarebbe stato scritto in due momenti successivi, di cui il secondo nell’imminenza della morte. Infatti risalirebbero ad allora gli ultimi versi sulle malattie e la morte che sembrerebbero estranei al tema, rispetto alla serena contemplazione della prima parte”, prosegue la nota dedicata alla presentazione dell’opera.
Sono tre le chiavi di lettura del testo individuate: “la prima è costituita dal contesto immediato che ha dato vita alla prima parte della composizione, la seconda dalla dimensione esistenziale e la sensibilità di Francesco nei confronti della natura creata, infine la terza dalle due strofe finali relative al perdono e alla morte”.
Infine, l’intonazione del testo “ricorda molto i cantici religiosi della tradizione biblica, la lingua è il volgare umbro con l’inserzione di molti latinismi, conformemente a molti testi poetici delle origini della letteratura italiana di cui può considerarsi un punto di partenza”. Con l’occasione è stato annunciato anche il podcast “Parole povere” prodotto dai frati del Sacro Convento, che sarà inaugurato il 22 gennaio prossimo alle 18.30 sulle principali piattaforme e che avrà inizialmente una cadenza quindicinale. Riporta l’agenzia Sir nella nota.
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