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Crollo al Convento di Giaccherino: il ballo di gruppo e l’effetto “risonanza”

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Una giornata di festa si è trasformata in tragedia sabato scorso quando il pavimento del primo piano del Convento di Giaccherino ha ceduto durante un matrimonio, provocando il ferimento di oltre sessanta persone. L’evento, che si stava svolgendo nell’edificio storico durante una cerimonia di nozze, è stato funestato dall’effetto “risonanza”, portando a un crollo che ha fatto precipitare gli invitati nella sala sottostante, precedentemente adibita a refettorio.

PISTOIA. Il numero degli infortunati è salito rapidamente, con soccorsi e vigili del fuoco al lavoro incessante per garantire il pronto intervento. I feriti più gravi, identificati come “codici rossi”, erano cinque, mentre altri dieci erano classificati come “codici gialli” per traumi di media entità. Altri 49 feriti sono stati considerati in codice verde, con lesioni meno gravi.

La tragedia ha colpito particolarmente per la presenza di una donna incinta tra i feriti, aggiungendo un ulteriore livello di preoccupazione.

La coppia protagonista del matrimonio, Paolo e Valeria, ha vissuto un incubo inaspettato quando il pavimento ha ceduto durante il momento di gioia, trasformando la loro festa in una situazione di emergenza.

L’edificio, costruito all’inizio del Quattrocento per i frati Francescani Minori dell’Osservanza, è utilizzato per eventi come matrimoni e cerimonie. Nonostante siano state sottoscritte convenzioni nel 2022 per interventi di riqualificazione, la causa del crollo sembra essere attribuita all’effetto “risonanza”.

L’effetto “risonanza” è un fenomeno noto, dove il movimento di gruppo, in particolare durante il ballo, produce vibrazioni che, se raggiungono una frequenza critica, possono causare il cedimento strutturale. Questo non è il primo caso di crollo durante eventi festivi di questo genere, con episodi simili verificatisi in passato.

L’ex imprenditore, responsabile del Convento di Giaccherino, esprime sgomento e incredulità per il crollo improvviso della sala. Afferma che quella parte della struttura non era mai stata considerata vulnerabile e che il solaio si è probabilmente sgretolato a causa della massiccia presenza delle persone che ballavano.

La sala coinvolta, afferma l’ex imprenditore, in realtà non destinata al ballo, solleva interrogativi sulle attrezzature presenti, come un impianto stereo, inusuale per quella tipologia di spazio.

La società gestore del convento, è attualmente sotto inchiesta, con l’ipotesi di reati quali lesioni colpose e disastro colposo.

L’inchiesta, guidata dal procuratore Luisa Contesini e dal procuratore capo Tommaso Coletta, si annuncia complessa e richiederà una perizia tecnica approfondita sui lavori di ristrutturazione e sullo stato attuale della struttura.

I carabinieri saranno incaricati di esaminare la documentazione relativa alle autorizzazioni e alle certificazioni.

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