Riceviamo da un nostro affezionato lettore di Atene, il professor Apostolos Apostolou, docente di filosofia, il seguente articolo che illustra e spiega la situazione Coronavirus in Grecia
Il totale dei casi d’infezione da coronavirus in Grecia ammonta a 154.083, di cui 274 in terapia intensiva, mentre 5.724 sono i decessi. Il governo greco ha trovato il sistema fisarmonica, cioè10 giorni tutti chiusi e 10 giorni aperti. È obbligatorio l’uso della mascherina in tutti gli spazi all’aperto e al chiuso, anche vige il divieto di circolazione notturna, dalle 21.00 alle 05.00.
I cittadini possono uscire di case solo con sms per fare la spesa, andare in farmacia o consultare un medico, anche per assistere altre persone o andare a correre, anche portare fuori il cane. La Polizia greca punisce i trasgressioni con multe da 300euro. Il sistema sanitario greco attualmente vigente in Grecia è stato creato nel 1983, è stato più che altro un tentativo per migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria. Il sistema sanitario greco è azzoppato da un decennio di tagli selvaggi e le abitudini sociali a causa della crisi economica con referendum (2010-101). La terapia intensiva, o unità di terapia intensiva sono quasi 930. In Grecia è stata riscontrata una carenza sostanziale di unità di terapia intensiva (UTI).Nel secondo Quadro comunitario di sostegno (QCS), la misura 1.1 del sottoprogramma “Salute” del programma “Salute e previdenza” prevede fondi specifici per l’ammodernamento o la creazione di unità di terapia intensiva.
Anche in Grecia c’è una guerra tra i virologi. Molti dicono che il coronavirus è una malattia grave come un’influenza, mentre altri dicono no, molto di più. Molti sostengono che le chiusure sarebbero devastanti, non solo per le finanze, l’economia, i lavori e i lavoratori, ma perché porterebbe una peggiore qualità di vita. Dicono questo che sostiene il professor John Ioannidis, epidemiologo greco-americano dell’Università di Stanford in California, “Chiuderci in casa non ha migliorato queste situazioni. Il protrarsi del lockdown ha, semmai, aumentato le differenze, accresciuto la povertà e altri tipi di patologie come quelle mentali.” Anche il professore John Ioannidis e molti greci epidemiologi credono che il tasso di mortalità del virus è stimato attorno all’1%, dieci volte quello dell’influenza (in Spagna per esempio il calcolo dà l’1,2%). Anche i contagiati sono molti di più e quindi la mortalità è molto più bassa, simile a quella dell’influenza. Però i contagiati sono molti di più e quindi la mortalità è molto più bassa, con coronavirus, simile a quella dell’influenza.
Cosi ci sono due campi che vedono il coronavirus con mondo diverso.
A cura di Apostolos Apostolou,
Docente di Filosofia
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