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Coronavirus: gli infermieri del reparto senza dottori dell’ospedale di Treviso ospiti in vacanza a Caorle

1 minuti di lettura

 

Bi-Holiday e la famiglia Biasuzzi varano un progetto sociale per la Fase 2 dell’emergenza, anche personale sanitario, volontari, cassiere e cassieri dei supermercati e forze dell’ordine, ospiti gratis; al via anche un fondo per acquisto di strumentazioni sanitarie

 

Gli infermieri del neonato reparto senza medici dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso trascorreranno una vacanza, con le loro famiglie, ospiti sul mare di Caorle (Venezia). L’idea di dare questa opportunità, alle donne e agli uomini di uno dei reparti ospedalieri simbolo dell’emergenza Coronvirus, rientra in un progetto sociale promosso da Bi-Holiday, brand attivo nel settore vacanze, della famiglia Biasuzzi.

 

La famiglia ha deciso di mettere in pista una serie di azioni a favore degli eroi che stanno combattendo in prima linea l’emergenza Coronavirus. “Se oggi siamo qui a parlare di vite salvate questo è grazie voi, se da questa settimana possiamo ripartire con la vera Fase 2 questo è grazie a voi; ci sentiamo di dover fare qualcosa anche nella difficoltà e nella consapevolezza di dover ricominciare tutto da zero” spiega la famiglia. Al centro del progetto vi è la ben nota Udie – Unità Didattica Infermieristica Estensiva di Geriatria dell’ Ospedale di Treviso Aulss 2 a cui è stato recapitato l’invito; mentre la struttura messa a disposizione per la vacanza degli infermieri e delle loro famiglie è il villaggio San Francesco, cinque stelle a Caorle.

 

Il progetto è composto da più fasi: a questo primo intervento se ne affianca subito un secondo ovvero l’opportunità per medici ed infermieri, il personale sanitario in generale quindi, di poter godere gratuitamente della vacanza al San Francesco semplicemente esibendo il tesserino al momento della prenotazione; i familiari invece godranno di una riduzione forfettaria. Ma non è tutto perchè è stata allargata questa concreta azione di solidarietà ad ulteriori categorie di lavoratori che hanno permesso al nostro Paese alla nostra regione di ripartire come volontari, personale dei supermarket, farmacisti, forze dell’ordine.

 

A questa seconda attività se ne affianca poi una terza di charity: un fondo emergenza importante, sostenuto integralmente dalla famiglia Biasuzzi, dal quale oggi sono già stati prelevati ed utilizzati 200mila euro per l’acquisto di strumentazioni sanitarie.

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