Al Novotel di Mestre un confronto tra esperti e cittadini sulle trasformazioni sociali nell’era digitale
MESTRE (VE) – La seconda lezione della Scuola di Formazione 2025-2026, dedicata al tema “Comunità in evoluzione”, ha visto una grande partecipazione al Novotel di Mestre. In apertura, i saluti istituzionali di Roberto Bottan (CGIA di Mestre) e Christiano Costantini (Circolo Veneto), insieme a quelli del vicesindaco di Venezia Andrea Tomaello, hanno ribadito l’importanza di creare spazi di confronto aperto, capaci di unire cittadini, associazioni e realtà del territorio in un percorso di crescita collettiva.
Dopo l’introduzione del coordinatore Mattia Esposito, che ha evidenziato come il passaggio dall’analogico al digitale abbia rivoluzionato le modalità di percezione e relazione, la serata è entrata nel vivo con il confronto guidato dalla giornalista Marta De Vivo.


Protagonisti della discussione, Fabrizio Nonis “El Bekér” ed Enzo Risso, hanno offerto due prospettive complementari sul ruolo della comunità oggi.
Nonis, macellaio gastronomo, comunicatore e volto televisivo, ha raccontato come la sua esperienza professionale sia stata segnata dall’incontro costante con le persone, sia nei luoghi fisici sia online. Ha sottolineato che la trasformazione digitale riguarda anche i mestieri più antichi, richiedendo autenticità e responsabilità: «La connessione va onorata come una stretta di mano», ha ricordato, invitando a vivere la relazione digitale con la stessa cura di quella reale.
Risso, direttore scientifico di Ipsos Italia e docente universitario, ha offerto una lettura sociologica delle comunità attuali, caratterizzate da appartenenze fluide e legami spesso transitori. Ha descritto il passaggio dai luoghi della socialità tradizionale alle dinamiche delle piattaforme digitali, dove si costruiscono identità filtrate. Ha evidenziato inoltre l’ingresso dell’intelligenza artificiale come nuovo cambio di paradigma, che richiede consapevolezza e alfabetizzazione culturale.
La moderazione attenta di Marta De Vivo ha stimolato un dialogo vivace tra gli ospiti e il pubblico, che ha partecipato attivamente condividendo esperienze e domande. Il filo conduttore emerso è chiaro: come preservare relazioni autentiche in un mondo sempre più interconnesso ma meno personale?
La serata si è conclusa in un clima di confronto costruttivo, confermando l’interesse crescente verso i temi della socialità contemporanea e dell’equilibrio tra tecnologia e umanità.
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