Italian flag
#instacultAttualitàNewsSlide-mainSport

Ciao Gianluca

2 minuti di lettura

Gianluca Vialli nasce a Cremona il 9 luglio del ’64 e dopo aver esordito nelle giovanili della stessa città è lanciato tra i professionisti nella stagione 80-81 con due presenze proprio con la Cremonese.

Poi il debutto in serie b quando si impone all’attenzione del grande calcio, allenato da un mister che abbiamo conosciuto tutti: Emiliano Mondonico, mettendo a segno dieci gol pur giocando ancora come tornante di fascia.

Nell’estate dell’84 il primo grande salto a Genova, sponda Sampdoria. Con i primi due anni in cerca ancora di maturità e un ruolo ben preciso con l’allenatore Eugenio Bersellini che a Milano con l’Inter qualche anno prima ha vinto il campionato. Ma è nel 1986 con Vujadin Boškov che prende sempre più corda e piede la statura di Gianluca avanzando stabilmente come prima punta in tandem con un certo Roberto Mancini, forza e propulsione, fantasia ed estro allo stato puro disegnando un calcio che proponeva divertissement ed alta classifica.

Inizia l’era dei due gemelli del gol che si affermano definitivamente facendo divertire il popolo doriano, portando sotto la lanterna trofei e uno scudetto nel 1990-91, con il bomber Gianluca che timbra 19 reti unendo levante e ponente.

E la Juventus con scudetti e l’agognata Champions League, Trapattoni e poi Lippi in panca con in campo gente come Baggio, Del Piero e Ravanelli. Dopo Torino l’approdo oltremanica sposando un ambizioso Chelsea, società in cerca di rilancio arrivando a rivestire, a sorpresa, il doppio ruolo di player manager e finita l’esperienza accetta la proposta del Watford come allenatore.

La nazionale lo trova dapprima come protagonista in campo con il mondiale del 1990 e poi da dirigente prendendo parte alla vittoriosa spedizione italiana al campionato d’Europa 2020 con il suo gemello Roberto Mancini, facendo “pesare” il suo carisma unito alla grande innata personalità.

Dotato di una cifra culturale preponderante e di una sensibilità assoluta, pionieristico e antesignano anche nei look, dal grande ricciolo cremonese-sampdoriano fino alla barba da new hipster in età più matura, ironico e generoso, svolgendo attività anche nel campo sociale come la sua fondazione creata con Massimo Mauro per finanziare la ricerca sulla SLA.

Quando la malattia attacca un campione sportivo allenato e ben predisposto allo stile di vita rimaniamo tutti stupefatti, increduli, anche se purtroppo in questo come in altri casi, il brutto male ha fatto il suo corso.

Gli ultimi 90 minuti Luca e tutti noi pensavamo durassero sempre di più, con un grande infinito recupero, sperando come amava dire lui che il suo ospite indesiderato scendesse prima, ma cosi non è stato.

Grazie indimenticabile campione.

Credits photo: Vanity Fair

Instacult di Mauro Lama

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

1065 articoli

AUTORE
Giornalista pubblicista, cura personalmente rubriche di arte e cinema.
Articoli

    ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

    Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

    Newletter Il Nuovo Terraglio

    Articoli correlati
    ItaliaSlide-mainSport

    L'ItalRugby riparte da Padova

    3 minuti di lettura
    La Nazionale maschile di rugby inizierà oggi il raduno in preparazione del Nations Championship. I 34 atleti convocati PADOVA – L’ItalRugby riparte…
    ItaliaPsicologia e DintorniSlide-main

    Il diavolo probabilmente

    2 minuti di lettura
    È il titolo di un film di Robert Bresson del 1977. Segue le vicende di un gruppo di giovani al tempo delle…
    AttualitàIstruzioneMarca TrevigianaSlide-mainVeneto

    Lo zaino sospeso

    2 minuti di lettura
    IL LIONS CLUB VEDELAGO PALLADIUM dona materiale scolastico alle famiglie in difficoltà. La consegna in Comune alla presenza del Sindaco Romano e…