Complimenti a tutti, mi complimento con te. Quante volte abbiamo proferito questa magica frase seppur con sincerità ma inconsapevoli o quasi di quanta gratificazione e autostima possano portare in dote. Valanghe.
Un abito che piace, un taglio di capelli, una frase al momento giusto, ci si imbelletta non solo per se stessi ma per fare colpo su altri. E quando questa mission si compie ecco che arriva il dono dei doni, il complimento.
Il bisogno del riconoscimento e dell’apprezzamento viaggiano sullo stesso binario, quello dell’alta velocità con prenotazione obbligatoria ma guai a non vidimare il biglietto o prenotarlo con la data errata.
Ecco che qui arriva la critica, in perfetta antitesi ma che può essere propedeutica se approcciata in modo intelligente, con quella architettura evolutiva che può solo fare crescere, per trasformare i propri errori in tracce positive.
Gestire i “pieni“ è forse la sfida più intrigante, l’hangover potrebbe avere postumi importanti, sia sul crinale dei complimenti sia su quello della critica.
Ma oggi ci godiamo la giornata mondiale del complimento, con la speranza malcelata che ne arrivino molti.
Instacult di Mauro Lama
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