Il 17 aprile 1967 si tenne uno spettacolare match al Madison Square Garden di New York: Giovanni Benvenuti, detto Nino, conquista il titolo di Campione mondiale di pugilato nella categoria pesi medi, battendo il detentore Emile Griffith, dopo 15 interminabili riprese.
“Quando si combatte sul ring per 15 round, come abbiamo fatto io ed Emile, è praticamente impossibile non diventare amici” furono le parole di Nino dopo la vittoria o meglio, dopo aver sconfitto Emile Griffith.
L’Italia intera ascoltò l’incontro alla radio. Griffith finì al tappeto alla seconda ripresa, Benvenuti alla quarta. Potenti i pugni dell’americano, eleganti e tecnici quella del nostro Benvenuti. Griffith cedette alla distanza per la fatica causata dal suo aggressivo e dispendioso attacco. Benvenuti alla fine era scatenato e divenne campione del mondo.
Il ritorno a casa fu trionfale, tra ali di folla esultante, a Roma come a Milano, Bologna e soprattutto a Trieste, dove Benvenuti viveva. Era arrivato con la famiglia da piccolo, dopo l’esodo dall’Istria.
Quella notte Benvenuti aveva portato l’Italia sul tetto del mondo sportivo ma, anche, l’Istria e la sua dolorosa storia.
Sono passati 56 anni ma ricordo ancora la felicità dei miei, soprattutto di mia mamma che stravedeva per Benvenuti (mio papà era un po’ geloso): un istriano, un triestino che si era fatto valere nel mondo, con i suoi pugni. Ed era pure un bell’uomo, elegante e gentile.
Nato a Isola d’Istria (oggi Slovenia) nel 1938, compirà 85 anni fra pochi giorni, il 26 aprile, Nino Benvenuti è stato campione olimpico nel 1960 nei pesi welter e campione mondiale dei pesi medi tra il 1967 e il 1970, campione europeo nei pesi superwelter nel 1957 e 1959.
Dopo aver appeso i guantoni, ha fatto per molti anni il commentatore d’incontri di pugilato.
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