2025, che in lettere suona duemilaventicinque, già dal primo vagito appare un anno certamente non banale, tutt’altro.
Partiamo dall’eredità del fratello minore, il 2024, che lascia oneri e onori ma forse sono più numerosi i primi, prendere o lasciare. Ma in questo caso si deve solo prendere. Senza fiatare.
Iniziando dall’intelligenza artificiale, che ogni giorno invade e apparecchia le tavole, apparsa improvvisamente ma presente da molto tempo, basterà conoscerla a fondo per non farsi sopraffare? Anche perchè sembra un occasione unica per evolversi nella più assoluta modernità.
Le incognite tedesche e francesi a livello governativo appaiono inquietanti, quando traballa un governo c’è da preoccuparsi, l’assenza di potere in taluni casi è peggio di un cattiva gestione e lo scenario sembra essere alquanto incerto e depressionario per quanto riguarda i due principali volani europei.
Volando dall’altra parte dell’Atlantico è Donald Trump ad avere il timone in mano dopo la vittoria delle ultime elezioni americane, Donald avrebbe promesso il massimo impegno per la cessazione delle ostilità tra Russia e Ucraina e l’imposizione di nuovi dazi alla Cina, ma non solo.
Il fronte della guerra mediorientale appare invece diverso e apparentemente più complesso, articolato, con un confronto astioso che ci interroga sostanzialmente su di un quesito, la polveriera del Medio Oriente saprà mai mettersi in condizione di trovare un assetto quantomeno stabile? È forse lo scenario più incontrovertibile, ma anche quello da cui derivano molteplici destini umani e politici.
Il 2025 appare in fondo un anno con un senso prevalente di incertezza e disagio, con i timori di una nuova pandemia finalmente allentati ma con l’ansia prevalente di essere colpiti da un conflitto nucleare e la consapevolezza di trovarsi nel bel mezzo di un era che ha tra i suoi tratti distintivi il cambiamento climatico, che genera inquietudine.
Essere a dir poco documentati di tutta questa narrativa però non basta, come non risolve nulla solo dibatterne in maniera più o meno concitata, occorre mettere mano a gesti concreti al di là di tutto, quotidianamente.
Tanti piccoli passi formeranno una grande camminata, partendo da chi ricopre ruoli importanti e decisivi per arrivare a tutti noi, il traguardo è uno solo ed è noto a tutti. Oltre ogni ragionevole dubbio.
Instacult di Mauro Lama
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