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Carabinieri Treviso. Denunce e sanzioni dopo controlli sui luoghi di lavoro

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I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro con sede nel Capoluogo della Marca hanno proceduto, di concerto con militari del Comando Provinciale di Treviso, ad una serie di verifiche e controlli congiunti.

Nella circostanza, in Villorba (TV), nell’ambito di servizi in materia di verifica delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19 all’interno dei luoghi di lavoro, è stata deferita in stato di libertà e sanzionata amministrativamente una donna 50enne di origini cinesi, titolare di una ditta di confezionamento e abbigliamento, per le fattispecie previste dagli Artt. 14 co. 1, 18 co.1 e 45 co.1 del d.lgs 81/2008, dall’Art. 3 co. 3 L n. 12/2002 (lavoro nero), dall’Art. 4 bis commi 2 e 5 del d.lgs 181/2000, dall’Art. 2 co. 1,2 d.l. 33/2020 disposto dall’Art. 2 co. 1 del dpcm del 7.8.2020 che richiama i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento per la diffusione del virus covid 19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24.04.2020. La straniera, avrebbe, in particolare, occupato “in nero” 9 lavoratori di cui 3 di nazionalità cinese, 3 di nazionalità pakistana e 3 di nazionalità del Bangladesh, sui 21 lavoratori impiegati. L’attività imprenditoriale è stata sospesa. E’ stato, altresì, verificato il mancato rispetto delle disposizioni di contenimento della diffusione epidemiologica per assenza di igienizzante ed informazione normativa Covid sulla gestione degli spazi comuni. Sono state elevate, complessivamente, ammende pari ad € 11.960 e sanzioni amministrative pari ad € 34.400.

In Vittorio Veneto (TV), a conclusione di attività ispettiva, è stato invece deferito in stato di libertà un cittadino 38enne di origini macedoni, titolare di una ditta edile, in concorso con il suo consulente coneglianese, per aver assunto ed impiegato un lavoratore di nazionalità macedone con permesso di soggiorno per lavoro subordinato scaduto di validità, favorendo così la permanenza nello stato italiano di uno straniero che non aveva i requisiti di legge (violazioni degli Artt. 12 co.3 e 22 co.1 del d.lgs. 286/98)

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