I rumors si rincorrevano da un tot e c’era chi l’avrebbe giurato. Oggi l’Unione Europea commissiona e porge l’ok e per l’Italia, da Valdobbiadene a Conegliano, è uno schiaffo e diventa un caso.
Brand, eccellenze e creature che si rincorrono e vanno tutelate e protette e in questo l’Europa ne esce malconcia e priva di una qualsiasi autorità, qui si balla tra i colli e la posta è alta, identità, riconoscibilità, indotto e posti di lavoro, visto che il giro d’affari ammonta a 2,5 miliardi mica robetta. Un mezzo miliardo di bottiglie di Prosecco in tutte le sue declinazioni destinate ai plateatici di mezzo mondo.
Bollicine e colli, territori e investimenti da proteggere e “blindare”. Ora partono i ricorsi tuona il governatore del Veneto Luca Zaia che, piccato, parlando di Patrimonio dell’Umanità intima a chi del Governo abbia in dote il Ministero dell’Agricoltura di piazzare una tenda a Bruxelles e qui ci starebbe un’azione eclatante ad oltranza, all’ultima bollicina.
Brut, Dry, Extra Dry o Cartizze, di questo si parla e a tal proposito sembra che il famigerato Prosek sia un vino liquoroso, alla faccia del metodo charmat.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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