Quando la notizia necessita di un’anteprima a cui solo il pubblico può rispondere
Una sorta di antefatto consensuale, che deriva per la precisione dal pallone di prova, siamo in Francia nel 1860, che si lanciava in aria prima di un’ascensione per poi poter saggiare decisamente la direzione del vento. E nel linguaggio politico ancorché giornalistico, il “ballon d’essai“ è diventato una sorta di test per poter saggiare la reazione dell’opinione pubblica riguardo un fatto ancora in discussione, che potrebbe convolare a giuste nozze con la piena divulgazione.

Palloni da lanciare in aria per verificare le reazioni, con il terreno fertile di una campagna elettorale ad esempio, di un nuovo soggetto politico ma anche di un lancio di un nuovo prodotto, un idea balzana. Una strategia di comunicazione che, rivolta a chi potrebbe fruirne in un secondo tempo riesce quindi a saggiarne e a quantificarne la platea, per poi rivolgere il proprio sguardo ad essa, con le carte in regola.
Ballon d’essai, è anche il futuro prossimo che potrebbe essere tra di noi, ma che prima di potersi emancipare, verificare, preso dal vero dubbio avverte la necessità necessità di una certificazione, di un pallone che lanciato in aria ci racconta non solo che aria tira, ma cosa in realtà potrà accadere.
Photo Credit by Wikipedia
Zero Biscuit di Mauro Lama
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