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A un centimetro dalla storia

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E il sogno mondiale del Marocco finisce qui, sbattendo sul palo alla destra di Lloris dopo una rovesciata da cineteca di El Yamiq. Poteva essere il gol più bello del Mondiale assieme a quello di Richarlison, di certo il più importante perché avrebbe riportato in parità i leoni dell’Atlante contro una ben più favorita Francia. Invece la sorpresa di questo Mondiale, nonostante una partita fatta di grinta e cuore, si deve arrendere sotto i colpi di Theo Hernandez e Kolo Muani.

Nonostante le tante assenze per infortunio e i forfait dell’ultimo minuto causa influenza di Rabiot e Upamecano, i francesi prendono da subito il controllo della partita andando a segno dopo 5 minuti con il terzino milanista in acrobazia. Il risultato sembra scritto, Giroud prende un palo e calcia a lato poco dopo. La difesa marocchina è in sofferenza dovendo rinunciare dopo un quarto d’ora anche al capitano Saiss, oltre all’infortunato Aguerd. Il cambio di modulo al 4 3 3 riporta però sicurezza e faccia tosta ai giocatori marocchini che aumentano il possesso palla e la pericolosità. Fino al 45° del primo tempo in cui tutto il mondo rimane con il fiato sorpreso mentre guarda un gesto atletico simile alla rovesciata di Pelè nel film “Fuga per la vittoria”.

Sta tutto qui. Il secondo tempo porta ancora più grinta e spregiudicatezza alla squadra nord africana, la paura e timidezza di inizio partita è scomparsa. Spinti da un tifo arrembante, i giocatori marocchini continuano a crederci fino alla fine ma si devono arrendere dopo il gol dell’appena entrato Kolo Muani (41 secondi e terzo nella storia dei gol più veloci per un giocatore subentrato) segnato al 79° minuto.

È comunque un grandissimo risultato quello raggiunto dal Marocco, prima squadra africana a raggiungere le semifinali di un Mondiale e tifata sia da tutto il continente che dal mondo arabo. Li rivedremo in campo sabato per la finale del 3° posto contro la Croazia di Modric.

Domenica ci aspetta invece la finale dei numeri 10 più determinanti degli ultimi anni, nonché dei due capocannonieri a pari gol di questa edizione. Messi vuole finalmente aggiungere alla sua bacheca l’ultimo titolo che gli manca e riportare il titolo in Argentina, lontano da quel ’86 in cui la nazionale albiceleste venne trascinata da Maradona. Mbappè invece cercherà il bis mondiale che non accade dal Brasile di Pelè delle edizioni ’58 – 62.

Una finale che, comunque vada, entrerà sicuramente nella storia di questo sport.

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