Home / Cultura  / Ambiente  / Animali  / A Riese Pio X la prima edizione della rassegna dell’indifferenza verso la sofferenza animale

A Riese Pio X la prima edizione della rassegna dell’indifferenza verso la sofferenza animale

"Il mondo (o meglio la parte di mondo consapevole) diminuisce il consumo di carne e insaccati e Riese Pio X che fa?" richiama l'attenzione l'associazione LAV e prorompe "Inaugura una "rassegna" all'insegna dell'indifferenza verso la sofferenza animale,

“Il mondo (o meglio la parte di mondo consapevole) diminuisce il consumo di carne e insaccati e Riese Pio X che fa?” richiama l’attenzione l’associazione LAV e prorompe “Inaugura una “rassegna” all’insegna dell’indifferenza verso la sofferenza animale, in questo caso i maiali, i risaputi danni alla salute umana a causa dell’eccessivo consumo di carne, il disastro ambientale causato in massima parte dagli allevamenti intensivi e dal loro impatto sul nostro pianeta. Il detto impatto ambientale non è causato dagli allevamenti intensivi a detta di noi animalisti e in quanto tali di parte, ma secondo economisti, studiosi del clima e testate giornalistiche a livello mondiale.

 

 

Gli eventi estremi a cui purtroppo ci stiamo abituando, fanno danni enormi anche in zone come le nostre montagne del bellunese e del vicentino, mai toccate finora da fenomeni di tale violenza, come ad esempio venti a 210 km orari che hanno abbattuto intere foreste (non discutiamo in questa sede se le mono culture erano adatte) e ucciso non sappiamo quanti animali selvatici. Cambiamenti climatici? Si, ma non di certo naturali. Molti ancora oggi negano l’evidenza, ma le azioni dell’uomo hanno un impatto ambientale non più sostenibile e la situazione si aggrava di anno in anno. Secondo l’IPCC – International Panel on Climate Change – è urgente limitare le emissioni di gas ad effetto serra altrimenti entro il 2030 il riscaldamento globale potrebbe superare la soglia di 1,5° con conseguenze catastrofiche. Secondo Robert Goodland, economista, specialista di valutazione sociale e ambientale, e Jeff Anhang nello studio Livestock and Climate Change pubblicato sul World Watch Magazine – nel 2009, il 51% dell’effetto serra è provocato in qualche modo dagli allevamenti: produzione di mangimi, fermentazione enterica, rifiuti di origine animale, deforestazione per far spazion a colture per mangimi o pascoli, trasporto di animali o lavorazione di carni.  La FAO sottolinea che la deforestazione legata direttamente al cambio di uso di suolo da foresta a pascolo o colture per mangimi animali è responsabile della produzione di circa 2.4 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno e, causa dell’aumento del numero di animali allevati, prospetta un incremento di produzione del gas metano, ossido di azoto ed ammoniaca (in parte responsabile dell’acidificazione di terreni e piogge) del 60% entro il 2030. Si consideri poi l’immensa quantità di acqua utilizzata direttamente per gli animali e indirettamente per l’irrigazione dei campi di cereali destinati alla loro alimentazione. Con tutta l’acqua che consuma una famiglia media americana in un anno si producono 5kg di carne o con 15.500 litri un kg di carne manzo, mentre se ne potrebbero produrre 12 di grano, 86 di pomodori, 52 litri di latte di soia.

 

 

Mentre è cresciuta la sensibilità verso natura e animali nei paesi sviluppati, come dicevamo, il consumo di carne e derivati animali è destinato a raddoppiare entro il 2050, specialmente a causa dell’aumento delle richieste da parte dei paesi in via di sviluppo che copiano un modello ormai obsoleto di cultura occidentale. E in controtendenza con quanto succede nel resto del “vecchio continente”, da giovedì corso, a Riese Pio X (TV), si svolge un festival dedicato al maiale, o meglio alla sua carne. Nonostante il suino sia un animale dotato di spiccata intelligenza, grandi abilità cognitive e ovviamente sensibilità, come tutti gli animali del resto. Nonostante l’allevamento intensivo di questo animale sia uno dei peggiori possibili, come abbiamo già riportato al Parlamento Europeo con la campagna di sensibilizzazione End Pig Pain: gli spazi che un maiale deve condividere con i propri simili sono così ridotti che deve convivere con i proprio escrementi anche se è un animale pulitissimo, mentre la scrofa che sta per partorire viene immobilizzata in una sorta di gabbia fino allo svezzamento dei piccoli (che spesso avviene precocemente e in alcuni casi, anche tra i 21 e 28 giorni), così da non schiacciarli e non perdere cuccioli destinati all’ingrasso, i lattonzoli (i piccoli) maschi vengono castrati alla nascita senza anestesia e i denti di tutti i cuccioli strappati senza pietà nonostante le urla. Chi penserebbe di fare altrettanto con un cane o un gatto? Le leggi italiane d’altronde non lo permetterebbero, classificando questi comportamenti come “maltrattamento” e punendoli anche con il carcere.

 

 

 

Riguardo la festa svoltasi a Pieve di Soligo (TV) a proposito di un megaspiedo da “record” di ben 1500 quaglie l’associazione ci mette in guardia: se non cambieranno le abitudini alimentari dovremo guardare in faccia la morte di un intero Pianeta e delle sue meravigliose creature. Un ulteriore incentivo ad invertire la rotta dovrebbe provenire dalla tutela della propria salute, poiché è oramai noto che il consumo eccessivo di carni ha effetti cancerogeni e il latte con i suoi derivati non sono alimenti a noi destinati e non sono nemmeno così salutari come spesso si crede: per citare un esempio, l’Harvard Nurses’ Health Study ha dimostrato, seguendo ben 75000 donne per dodici anni, che più si consumano latticini più aumenta il rischio di riportare fratture ossee.

 

 

A fronte di tutto questo, perché Riese Pio X non sceglie una “rassegna” più etica e con un inferiore impatto ambientale? Addirittura lo fa in collaborazione con le scuole, come a dare il messaggio ai giovani che gli animali sono fatti per diventare cibo, in contrasto con le leggi sia nazionali che europee, che riconoscono il loro status di esseri senzienti e da proteggere, anche in agricoltura. Se non per gli animali almeno si operino scelte diverse per rispetto delle popolazioni venete e non solo venete colpite duramente in questi giorni dal cambiamento climatico! Noi della LAV già da molti anni proponiamo un’alimentazione totalmente vegetale ma senza nessuna rinuncia al gusto, e invitiamo chi ci legge e gli organizzatori della rassegna di Riese a visitare il sito LAV www.cambiamenu.it per conoscere facili ricette vegetali e locali dove trovarne, e abbiamo recentemente ribadito in occasione della giornata mondiale della FAO sulla fame nel mondo #FAMEZERO che l’unica soluzione possibile per umani animali e ambiente è l’alimentazione vegetale”.

Commenta la news

commenti

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni