Italian flag
Slide-mainSportStorie dal mondo

Sudan del Sud: la gioia passa per una palla arancione

2 minuti di lettura

È la nazionale più giovane e povera del mondo, senza strutture sportive nel suo Paese, reduce da una guerra che ha mietuto migliaia di vittime. La resilienza, ovvero la capacità di adattarsi positivamente a traumi, avversità, tragedie, minacce o anche fonti importanti di stress è la prima caratteristica di questo magic team.

C’è empatia, e simpatia, per questo gruppo di giocatori capaci di compiere un vero miracolo sportivo che ha raccolto intorno a sé i consensi di tutto il pianeta basket, e non solo.

La nazionale è composta di orfani e profughi e ha battuto il Senegal 83 a 75 ottenendo la qualificazione ai prossimi Mondiali di basket.

Un risultato storico per il Paese più giovane e povero del mondo. Il Sudan del Sud – ufficialmente Repubblica del Sudan del Sud – diventa pienamente indipendente il 9 luglio del 2011 anche se restano alcune controversie con il Nord, come per esempio la ripartizione dei proventi del petrolio i cui giacimenti si trovano all’80% nel Sudan del Sud. Se questo potrebbe rappresentare un incredibile potenziale economico in un’area fra le più povere al mondo, resta il fatto che la maggior parte degli impianti di raffinazione si trova invece al Nord.

Il miracolo si deve innanzitutto ai giocatori ma anche a Luol Deng, sudsudanese ala piccola ex Chicago Bulls dal 2004 al 2014, Cleveland Cavaliers e Miami Heats (2014 – 2016), Los Angeles Lakers (2016 – 2018), naturalizzato inglese, che ha chiuso la carriera nel 2018 con i Minnesota Timberwolves.

A novembre 2019, Deng viene eletto presidente della Federazione cestistica del Sudan del Sud. A novembre 2020, Luol Deng diventa allenatore della nazionale di pallacanestro del Sudan del Sud per le qualificazioni al campionato africano del 2021.

La squadra sudsudanese, però, gioca sempre in trasferta perché il suo Paese, martoriato com’è da anni di guerra civile, non ha strutture sportive. Tra i suoi giocatori – che vivono tutti all’estero – ci sono quattro orfani di guerra mentre altri due sono nati in campi profughi in Kenya.

Ed è ad Alessandria D’Egitto che il Sudan del Sud stacca con ampio anticipo il biglietto per i Mondiali di Basket, , chiudendo le qualificazioni mondiali con nove vittorie in dieci partite disputate.

Il quintetto più motivato del mondo non è stato fermato nemmeno quando i Brooklyn Nets hanno impedito il doppio ruolo al loro attuale allenatore Royal Ivey, anch’egli ex giocatore NBA e assistant coach a Brooklyn.

Ivey allora ha ceduto il posto di coach della nazionale sudsudanese a Luol Deng, che diventa così presidente di federazione e coach allo stesso tempo.

Inutile dire che il popolo del Sudan del Sud è letteralmente impazzito di gioia. In nome del basket un Paese intero ha provato quel senso di appartenenza che solo lo sport può donare. Un po’ come il rugby e Nelson Mandela, o la nazionale di bob giamaicana.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
ItaliaSantiSlide-main

Santa Teresa di Gesù bambino: salvare le anime

6 minuti di lettura
Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo nacque ad Alençon il 2 gennaio 1873, ultima figlia di Louis Martin e…
IstruzioneSlide-mainTreviso

Scuole dell'infanzia a Spresiano: otto anni di rette azzerate, il bilancio del sindaco Della Pietra

2 minuti di lettura
Otto anni fa, nel 2018, l’Amministrazione comunale di Spresiano ha introdotto un contributo a sostegno delle famiglie che iscrivono i figli alle…
MusicaSlide-mainVenetoVille Venete

Serenissime dimore:

3 minuti di lettura
Tre concerti nel secondo fine settimana Dal 2 al 4 ottobre il Festival itinerante Serenissime Dimore propone tre concerti a Este, Zugliano…