Un ristretto novero, un nucleo sparuto con una manciata di outsider di quelli che non si sa mai ed ecco apparecchiata la tavola con l’argenteria della festa che metterà le mani sull’ambitissimo Leone d’oro dopo dieci giorni di passione, gossip, tappeti rossi calpestati da star, starlette e personaggi variopinti. Una sorta di Odeon, dove tutto quanto fa spettacolo, e qui attingo nell’archivio Rai.
Ma sopra ogni cosa, come zucchero a velo i film, la vera essenza della Mostra in quanto tutto il resto rappresenta pura emanazione, anche se alla fine ognuno si ciba dell’altro. Inevitabilmente.
E allora eccoli i titoli con Monica del nostro Pallaoro pellicola che coglie essenze intime ed estetiche e sembrerebbe avere il vento giusto del Lido con tanto di capanna in prima fila insidiato dallo splendido Bardo storia esistenziale e tormentata, subito dopo senza neanche tanto fiatare Cate Blanchett con il suo inimitabile Tàr che con la sua direttrice d’orchestra elargisce qualità.
Ma non è finita, parlavamo di outsider che non si nascondono di certo vedi The Banshees of Inisherin, splendida storia di una tormentata amicizia interpretato magistralmente da Colin Farrell, Pearl di Ti West che fa della vita diversa della protagonista un’ossessione volutamente intensa,The Whale con Brendan Fraser professore obeso in cerca di riscatto e per finire la vera mina vagante Master Gardener dove la cura del giardinaggio diventa religione per rifarsi una vita, violenta e cupa.
E ci fermiamo qui visto l’affollamento , ma ci sembrava giusto menzionare ed inevitabilmente escludere forse pellicole importanti, perchè i pronostici sono fatti per essere smentiti.
79ª Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia
22/21 Eventi di Mauro Lama
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