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Marcon. Oasi di Gaggio presenza della Nitticora

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OASI DI GAGGIO presenza della Nitticora Nycticorax nycticorax
 
 
Nelle famose “garzaie”, siti dove nidificano gli aironi, spesso si può trovare un ardeide di medie dimensioni: la Nitticora. Amante delle zone umide, negli ultimi anni è diventata una visitatrice regolare dell’oasi di Gaggio con un lieve aumento delle coppie nidificanti. Non supera i 65 cm di grandezza e presenta una colorazione prevalentemente grigia con dorso e vertice neri. La sua particolarità, che si nota molto facilmente, sono gli occhi, color rosso intenso, caratteristici degli individui adulti. È una specie ad abitudini prevalentemente crepuscolari o notturne ma, durante il periodo di nidificazione, può andare alla ricerca del cibo anche con la luce del sole. La sua dieta si basa principalmente su piccoli pesci, anfibi, vermi, larve di insetti, girini, rettili e piccoli mammiferi.
In Italia si riproduce, principalmente, in stazioni isolate nella Pianura Padana. In alcune zone è stanziale e resta tutto l’anno ma, nella maggior parte del nostro territorio, è presente solo nel periodo riproduttivo. Essendo un migratore a lungo raggio, il periodo di svernamento lo trascorre nell’Africa Subsahariana sino all’Equatore.
Come altri uccelli, censiti nell’Oasi di Gaggio, anche la Nitticora è una specie  inserita nella Direttiva Uccelli,  nr. 79/409/CEE, allegato I, con protezione rigorosa. In Europa è presente nell’areale centrale e meridionale: in Italia, nella Pianura Padana si ha la  maggiore concentrazione di questa specie a livello continentale. Negli ultimi 10 anni la Nitticora, a causa delle sottrazioni e modificazione degli habitat sia in Europa che in Africa, ha avuto un calo numerico dell’80%, con andamento sfavorevole: nel nostro Paese, uno principali  fattori è dovuto alle nuove coltivazioni di riso a “secco” ove non vengono allagati i campi come nel metodo tradizionale. Nell’Oasi di Gaggio, a tuttora si contano 9 esemplari con 2 nidi in costruzione. Gli auspici sono tra i migliori per salvaguardare questa specie in grave pericolo.
 
Testo a cura dei volontari  Sezione LIPU Venezia

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