Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita
A più di dieci anni dalla sua dipartita, nell’immaginario collettivo della generazione precedente a quella attuale di moglianesi Renzo Lazzari è rimasto il prototipo per antonomasia del Segretario ideale dell’Eco di Mogliano. Egli aveva stabilito il suo ufficio nella panchina che si trova nella piazza in fianco alla fontana, da dove restava ore intere ad osservare il movimento della piazza e misurare gli umori e soprattutto carpire le esigenze degli avventori per poi riuscire a suggerire al giornale non solo gli argomenti ma spesso anche i titoli che la gente si aspettava.
Oltre a quella per la carta stampata e per la notizia un’altra sua passione preminente era la fotografia. Chiunque lo abbia conosciuto e frequentato non può certo dimenticare la sua macchina fotografica che portava a tracolla. e sempre pronta ad immortalare la notizia da fornire al Giornale.
Renzo Lazzari era uno spirito libero che coltivava parecchi valori fra le quali ad esempio il senso dell’amicizia, la coerenza nelle idee e nei fatti e soprattutto la parola data che sapeva difendere energicamente in qualsiasi occasione. Le sue molteplici passioni ed hobby rendevano poliedrica ed inquieta la sua personalità e nello stesso tempo mettevano a nudo spesso anche la sua fragilità, dimostrata da un insieme di poesie e riflessioni a volte dolci e struggenti ed a volte dolorose ed amare, quasi sempre colorate da uno sfondo di leggero pessimismo.
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