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Mogliano VenetoPillole di storia, arte e umanitàSlide-main

La tenuta del Barone Bianchi De Kunkler

2 minuti di lettura

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita.

 

 

Prima di appartenere alla famiglia Bianchi la grande tenuta situata nella periferia a Nord di Mogliano, sul lato destro del Terraglio andando verso Treviso, con l’ingresso nei dintorni della curva killer proprio di fronte alla sede del Cotonificio “Nigi”, era di proprietà dei Papadopoli, nobile famiglia veneta blasonata. Fu venduta al Generale Austriaco Federico Bianchi che vi trascorse solo alcuni decenni prima di morire. Fu ereditata quindi da Pier Adolfo De Kunkler figlio di Federica Bianchi, che a sua volta aveva sposato un componente della nobile famiglia De Kunkler.

 

 

Adolfo Bianchi De Kunkler era rampollo della nobile e benestante famiglia che risiedeva ad Este, in provincia di Padova, a Sud dei Colli Euganei, la quale aveva comprato quella immensa tenuta di terreni coltivabili e fertili nella immediata periferia a Nord di Mogliano Veneto dove aveva stabilito anche la sua dimora stabile e la sua residenza in una favolosa villa esistente al centro della proprietà e circondata da un grandioso parco.

La sontuosa ed imponente residenza patronale però è schermata da una cortina di alberi di alto fusto e quindi la sua visione dalla strada risulta impossibile.

 

 

Dopo la morte del Barone Adolfo Bianchi De Kunkler, avvenuta nel 2000, non avendo figli perché rimasto celibe per tutta la vita, quella che era stata la proprietà della famiglia Bianchi De Kunkler, fu ereditata dal cugino Federico Carlo Bianchi ed infine acquistata da due grosse multinazionali dell’abbigliamento per una cifra da capogiro.

Metà dell’intera tenuta era coltivata a vigneti e dava una grande quantità di vini pregiati, dove la maggior parte dei ragazzi moglianesi, anche delle scuole medie, in autunno andavano a vendemmiare, riuscendo ad accumulare i soldi ogni anno per le tasse scolastiche, per i libri e l’abbonamento del treno per andare a scuola a Treviso o a Mestre.

 

 

Oltre che del vino di proprietà del Barone Bianchi era anche sia il marchio che la produzione e la commercializzazione del latte’Bianchi’.

Chi lo ha conosciuto personalmente riferisce, a testimonianza diretta della sua correttezza morale e notevole prodigalità che era una persona dotata di grande umanità con un cuore grande e sensibile. Alcuni dei ragazzi di allora che andavano a vendemmiare nei vigneti della tenuta del Barone Bianchi De Kunkler e che oggi sono in età di pensione, riferiscono di essersi ritrovati tra i contributi versati all’INPS anche quelli delle giornate della vendemmia durante i decenni ’60 – ’70 – ’80.

Un particolare che senza dubbio elogia questo mecenate misantropo che rifiutò di starsene nel paese dove era nato e cresciuto ed invece una volta ereditata l’enorme ricchezza, scelse di stabilirsi a Mogliano dove trascorse il resto della sua vita da single. Una diceria di corridoio, non supportata da testimonianze inoppugnabili, narra che il Barone Adolfo Bianchi De Kunkler fosse stato assassinato dal cugino ed unico erede per anticipare i tempi dell’eredità, perché pieno di debiti. Il cugino Federico Carlo Bianchi fu anche incriminato e processato, ma prosciolto perché riconosciuto estraneo ai fatti.

 

 

Oggi i nuovi proprietari hanno venduto pezzi della immensa proprietà e fatto disperdere la coltivazione delle viti e quindi la produzione del vino e l’allevamento delle mucche con la conseguente produzione del latte Bianchi, il cui prestigioso marchio è stato acquistato dalla Granarolo.

 

 

Residenza Barone Bianchi De Kunkler

 

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