In questo momento tragico per tutti, vogliamo allontanare per un poco le preoccupazioni e distrarre la mente dal problema Coronavirus.
Rispolveriamo quindi qualche leggenda della nostra terra che forse non tutti conoscono.
Oggi parliamo della leggenda delle Anguane. Le Anguane sono mitiche creature che difendono e mantengono pulite le acque del Piave e del Sile che scorre limpido attraverso Treviso.
Sono bellissime fanciulle, sempre secondo la leggenda, legate alle acque sorgive dalle quali non si allontanano mai. Il loro corpo è nella parte superiore quello di una donna dai capelli rossi e nella parte inferiore, dipende dal luogo di origine della leggenda, o con i piedi a forma di zoccolo di capra o con le sembianze di un serpente.
La più famosa delle Anguane è Melusina, di natura sfuggente, affascinante, ammaliatrice con lunghi capelli rossi.
La leggenda più conosciuta sulle Anguane, narra di un giovane casaro che scoprì un giorno in cantina una Anguana intenta a rubargli il formaggio. Alla vista della sua bellezza se ne innamorò e la seguì nei boschi dove era fuggita.
Riuscì con la sua assiduità a far innamorare la bella Anguana e la sposò, ma la donna gli fece promettere che non avrebbe mai rivelato l’aspetto dei suoi piedi a forma di capra. Se non avesse mantenuta la promessa lei sarebbe tornata per sempre nei boschi.
Il casaro promise, vissero felici per lunghi anni ed ebbero anche un bambino con i piedi normali. Venne però un tempo difficile ed il casaro divenne scorbutico ed irascibile. Un giorno si adirò con la moglie e davanti ad amici rivelo il segreto dell’Anguana che maledisse l’uomo e il figlio, affermando che tutti i figli futuri sarebbero nati con i piedi a forma di zoccolo come le apre, e tornò nei boschi.
Il ragazzo crebbe ed un giorno si innamorò, ma prima di sposarsi, ricordandosi della maledizione della madre, fu preso dalla disperazione e si uccise gettandosi da una rupe.
Si racconta che ancora oggi nelle notti d’estate si sente un lamento uscire dalla montagna. Nessuno sa se il lamento appartenga al figlio o alla madre Amguana sofferente.
Fonte: Adorable.belluno.it
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