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Addio a Susanna Nobili, protagonista dell’architettura italiana

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Scomparsa a Roma a 75 anni, ha attraversato con rigore e sensibilità i territori dell’architettura pubblica e privata, del restauro e degli allestimenti. Tra i suoi lavori il Tempio di Iside, Palazzo Baldassini e le cancellerie delle ambasciate italiane a Washington e Città del Guatemala.

È morta a Roma, Susanna Nobili, una delle figure più sensibili e versatili dell’architettura italiana contemporanea. Aveva 75 anni. Progettista e docente, nel corso della sua lunga carriera aveva lavorato nel campo dell’urbanistica, dell’architettura pubblica e privata, del restauro, del design e degli allestimenti espositivi, lasciando opere in Italia e all’estero.

Laureata in Architettura a Roma nel 1976, Nobili aveva proseguito la propria formazione a Parigi e Vienna. L’avvio della carriera era avvenuto nello studio di Pier Luigi Nervi, uno dei protagonisti dell’ingegneria e dell’architettura del Novecento. Dal 1983 al 1992 era stata consigliera della Triennale di Milano, mentre dal 2008 insegnava nel Master in Interior Design dello IED, affiancando alla professione un costante impegno nella formazione delle nuove generazioni.

La sua attività si è distinta per la capacità di confrontarsi con scale, linguaggi e contesti differenti. Nell’architettura pubblica figurano la Cancelleria dell’Ambasciata italiana a Città del Guatemala e quella di Washington, progettata con Piero Sartogo. Quest’ultima ottenne l’“Award of Excellence for Extraordinary Achievement in Architecture” nel 2000 e il Marble Architectural Award nel 2003. Nobili firmò inoltre l’allestimento della Galleria centrale di Palazzo Italia per l’Expo di Siviglia del 1992.

Tra gli interventi di architettura privata si ricorda la sede centrale della Banca di Roma a New York. Particolarmente significativo fu il suo lavoro sul patrimonio storico della capitale, con progetti che interessarono Palazzo Poli, il complesso monumentale di San Michele a Ripa e Palazzo Baldassini.

Emblematico del suo modo di intendere il restauro è il progetto per il Tempio di Iside e Serapide in Campo Marzio, nell’area di piazza del Collegio Romano. Un intervento fondato sul rispetto delle preesistenze, sulla misura e sulla volontà di rendere leggibili le stratificazioni antiche. Il progetto, affidato allo Studio Nobili, fu curato insieme ad Alfonso Rovere. Anche negli allestimenti museali ed espositivi emergeva la sua attenzione per il visitatore: luci, inclinazioni, supporti e dispositivi di osservazione diventavano strumenti per avvicinare il pubblico alle opere senza sovrapporsi a esse.

Alla notizia della scomparsa è arrivato il cordoglio del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha ricordato Susanna Nobili come un’architetta di «grande sensibilità e raffinata cultura», sottolineandone la competenza e il rigore professionale conosciuti durante gli anni della sua presidenza al MAXXI.

Con Susanna Nobili scompare una professionista capace di far dialogare antico e contemporaneo senza gesti invadenti. Il suo lavoro resta affidato agli edifici recuperati, agli spazi pubblici e privati trasformati e agli allestimenti costruiti intorno all’esperienza delle persone: un’architettura attenta alla memoria, alla luce e alla qualità dell’abitare.

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