Il monologo della Cortellesi in occasione della celebrazione degli 80 anni della Repubblica Italiana e del voto alle donne, passerà alla storia per la sua mancanza
ITALIA. Se voleva lasciare il segno con un pezzo che mettesse in luce il valore delle donne in questi 80 anni di Repubblica e di emancipazione femminile, Paola Cortellesi ci è riuscita benissimo. Ma il segno che ha lasciato, alla fine è negativo. Non in senso figurato, proprio in segno matematico.
Nel suo monologo ha sottratto a una corretta valutazione delle conquiste ottenute dalle donne in questi ultimi 80 anni repubblicani e democratici, il risultato più importante.
Quel risultato era seduto davanti a lei. Un Presidente del Consiglio dei Ministri donna, non era mai successo in Italia. E così il suo nome, insieme al suo monologo, passeranno alla storia solo per questo, con grave danno per tutte le donne che hanno contribuito, anche con la loro vita ma sicuramente con il loro lavoro e il loro esempio, a quel grande risultato di avere una donna Presidente del Consiglio.
In questi giorni si contano a centinaia, nei profili e nelle pagine social, i commenti a questa mancanza. La svista viene attribuita alla ‘sinistra’ ideologia che vuole dimenticare tale risultato perché non appartenente ad una donna di sinistra. Fin troppo ovvio. Ma l’effetto boomerang, come sostiene il senatore di FdI Raffaele Speranzon, è stato immediato.
Quale sarà la prossima mossa? Speriamo di non dover raccontare di un ‘tacón’ peggiore del buco.
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