La presentazione del libro di Edoardo Pittalis al Candiani di Mestre
Nel quadro delle collaborazioni tra Il Circolo Veneto e Il Progetto Athena, nell’ambito della serie “Progetto Carteina, il 13 maggio c’è stata la presentazione del libro di Edoardo Pittalis I fondatori del Nordest al Candiani di Mestre.
Mentre, come ricordiamo il Circolo Veneto è un’associazione culturale che opera con la finalità di creare consapevolezza civica e di incoraggiare una partecipazione alla comunità, attraverso una serie di iniziative, di cui una delle più conosciuta è il Premio Mestre di Pittura, il Progetto Athena, che prende il nome della dea dell’Olimpo simbolo di astuzia e di poesia, ha questa mission: far conoscere nuovi scrittori con le loro storie e allietare i pomeriggi di grandi e piccini attraverso la promozione di eventi culturali inclusivi.
Insieme, in quelle collaborazioni fattive, che danno degli esiti proficui, hanno pensato di invitare Edoardo Pittalis, giornalista e scrittore, nonché editorialista del Gazzettino, del quale è stato a lungo vicedirettore. Inoltre è autore di numerosi libri, da alcuni dei quali sono stati tratti spettacoli di teatro-canzone, portati sul palcoscenico da Gualtiero Bertelli e dalla sua compagnia.
Questa volta la sua attenzione si è rivolta al Nordest, quell’area geografica che comprende Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige; in una sola definizione le Tre Venezie, definizione databile all’epoca romana, poi ripresa nell’Ottocento, infine sancita con una profonda ridefinizione a fine Novecento e bollata come un brand, un “marchio di fabbrica”, grazie all’intuito di intellettuali, come Carlo Sgorlon, giornalisti come Giorgio Lago, imprenditori come Mario Carraro, religiosi come Padre David Turoldo, Papa Roncalli nordestino d’adozione, politici come Bepi Covre, autodefinitosi leghista eretico perché fautore dell’autonomia più che della secessionismo.
Il focus del libro riguarda in particolare i suoi fondatori, e li presenta usando una lente di ingrandimento diversa, puntandola su quei personaggi che hanno contribuito, forse inconsapevolmente, a fissare i paletti sui quali si è poi arrivati alla definizione finale di un consistente pezzo dell’Italia con una identità simile, sia economica che sociale. Personaggi che ai loro tempi, dall’inizio fino agli anni ottanta del Novecento, hanno fatto storia e di cui solo ora Pittalis ne ha ripercorso le vite, inanellandole a dimostrazione che il Nordest, come lo conosciamo oggi, già esisteva nei fatti all’inizio del secolo scorso.


L’autore, presentato dal giornalista Giorgio Casco, li definisce “fondatori”perché in cento anni hanno iniziato hanno iniziato la costruzione di una tra le più importanti e ricche regioni d’Europa: uomini e donne che hanno lasciato la loro profonda orma nell’impresa, nella cultura e nello sport.
Ecco perché il libro è diviso in tre parti, nelle quali sono tracciati i profili sia di personaggi famosi, come Giuseppe Volpi, Gaetano Marzotto e Lino Zanussi ma anche di quelli poco conosciuti come Pietro Pittaro, che da produttore di vino, ha deciso di lasciare la sua impresa ai suoi dodici operai, anticipando la condivisione degli utili con i suoi dipendenti del patron della Luxottica.
Prendendo in considerazione uno per tutti, Giuseppe Volpi, Conte di Misurata, egli fu un imprenditore e politico veneziano ed una figura chiave nello sviluppo industriale, visto che è sua l’idea della creazione di Porto Marghera nel 1917 e quella della promozione della Venezia turistica e culturale. Era abile nel navigare i cambiamenti politici, coinvolto nel fascismo, ma capace di adattarsi. Celebri le sue iniziative per lo sviluppo della città: il ponte stradale sulla laguna, la Biennale di Venezia, lo sviluppo del settore assicurativo e bancario. Purtroppo ebbe una
fine tragica: accusato di tradimento, arrestato e torturato, si salvò solo grazie all’intervento del figlio, ma morì emarginato da Venezia.
Per quel che riguarda l’ambito sportivo, il calcio e il ciclismo sono sport simbolo del Nord-Est, con numerosi campioni nati nella regione: Ezio Vendrame, calciatore e poeta, figura anticonformista; Gianfranco Zigoni, altro grande talento calcistico; Tiberio Mitri, pugile di fama mondiale, la cui vita termina tragicamente e Gino Bianchi, calciatore eccentrico, noto per gesti fuori dal comune.
In tutti questi campioni si possono notare dei tratti comuni: solidarietà e spirito di sacrificio.
Gli sportivi perciò rappresentano ampiamente la capacità di riscatto e la resilienza tipiche della popolazione locale.
Per concludere vi è la terza parte del libro, dedicato alla Fede e Chiesa nel Nord-Est.
La religione infatti ha sempre avuto un ruolo centrale, non solo come rito ma come collante sociale e fonte di solidarietà nei nostri territori. Vi sono poi da elencare una serie di esempi di figure religiose esemplari, come Padre Leopoldo, santo confessore di Padova; Fratel Francesco Cortese, che aiutava ebrei e antifascisti poi vittima dei nazifascisti e Padre Davide Maria Turoldo, poeta, resistente, figura scomoda ma profetica, simbolo della spiritualità friulana.Inoltre bisogna sempre ricordare che la Chiesa locale ha spesso sostenuto la popolazione nei momenti di crisi (ad esempio, durante il terremoto del Friuli).
A completare la presentazione del libro, vi era una lettrice, Alessandra Morizio dell’associazione Voce di Carta, che ha letto alcuni brani del libro delle tre sezioni, arricchendone e valorizzandone la fruizione.


Il libro, quindi, riflette su come il Nord-Est sia passato da una situazione di povertà ed emigrazione a una di prosperità, grazie a figure visionarie e a uno spirito di solidarietà e innovazione. Inoltre il modello Nord-Est è stato studiato anche da delegazioni straniere, che hanno sottolineato la combinazione di etica del lavoro “giapponese” e gioia di vivere “italiana”.
Un’analisi lucida e obiettiva, che può aiutarci oggi a capire quali valori e quali comportamenti potremmo mutuare da questi padri fondatori per una rinascita del Nord Est.
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