La rivoluzione dei parcheggi a Treviso ha portato una serie di effetti-domino che devono essere presi in considerazione
TREVISO. Se sono stati previsti 510 stalli in più, con un focus sulla creazione di strutture “fast park” su più livelli per ottimizzare lo spazio e il piano mira a facilitare l’accesso alla città, incentivando la mobilità verso il centro e la pedonalizzazione, in realtà i disagi per i cittadini si stanno evidenziando giorno per giorno.
L’aumento delle tariffe degli stalli fino a 2,50 euro in zone strategiche della città come Piazza Duomo, Piazza Pio X e a 2 euro in piazza del Grano e Burchiellati, nonché i parcheggi della città a pagamento il pomeriggio della domenica, hanno fatto scegliere agli automobilisti di evitare il più possibile di venire in città, se non nelle pause pranzo, anche quelle ridotte nella tempistica, in cui però non tutte le attività commerciali sono aperte.
Inoltre il fatto che il parcheggio Cantarane sia diventato a pagamento, crea disagio non solo alla gente comune che deve per forza frequentare la città, ma anche agli studenti che frequentano la Biblioteca “Zanzotto” nelle sale studio, costretti a pagare 2 euro all’ora per poter studiare (4 ore = 8 euro).
Ma i disagi non finiscono qui. I residenti che avevano diritto ad un abbonamento mensile calmierato, se ne ritrovano privati, se possessori di un garage. Sottolineando che averne uno in città è davvero un lusso, visto il loro costo, che può arrivare anche ai 100.000 euro, una città che è cresciuta nell’urbanizzazione negli anni Sessanta, quando ancora poche persone possedevano un’auto, o meglio un’utilitaria (Cinquecento o Seicento).
E’ chiaro perciò che anche se uno ne è in posseso, ne ha uno di una dimensione non più congrua alle dimensione delle auto oggi nel mercato o che comunque che sono di uso comune.
Tenendo conto che ormai in ogni famiglia minimo ci sono due auto, anche quest’ultima disposizione nel riordino dei parcheggi risulta al quanto penalizzante. Anche perché chi ne ha più di una è costretto a parcheggiarla per 24 h negli ultimi parcheggi rimasti liberi senza tariffazione, il Foro Boario, l’ex-pattinodromo sulle mura e la zona dell’Acquedotto in via Lanceri Novara, occupando quindi stalli che non sono perciò più a disposizione di chi viene saltuariamente in città.
Alcuni potrebbero obiettare che questi provvedimenti possono accompagnare la città verso la pedonalizzazione. Se questo potrebbe essere un progetto auspicabile, bisogna prima risolverne alcune criticità. Innanzi tutto la popolazione del centro storico è prevalentemente age, quindi la sua mobilità è alquanto limitata. La presenza quindi di minibus, che permettano la mobilità di persone anziane e non solo, come ci sono anche a Roma e sono perfettamente funzionanti in zone cui i grandi bus non possono arrivare (ad esempio, Trinità dei Monti), ridurrebbero se non eliminerebbero il traffico in centro storico.
Inoltre i giovani e le persone in grado di usare la bici, sono spesso scoraggiati dai furti ripetuti, che potrebbero essere risolti con la custodia-biciclette, che esiteva un tempo e potrebbe anche creare dei posti di lavoro anche per le categorie protette.
Infine una proposta di buon senso sarebbe quella di creare una circolare, in cui utilizzare i grandi bus elettrici, un servizio che percorra il Put in modo continuativo, dalle 6 alle 24, con fermate principali in corrispondenza dei varchi ed altre strategiche, predisponendo dei veri parcheggi scambiatori con vigilanza, visto i tempi che corrono.
Questo permetterebbe alla gente di entrare in città a piedi e poi se necessitano di spostamenti più consistenti di usufruire dei minibus. Bisogna inoltre evidenziare che alcune persone hanno già dichiarato che non rinnoveranno il loro abbonamento alla stagione teatrale e concertistica proprio per la difficoltà di parcheggiare e poiché il pubblico è in prevalenza femminile e perciò l’esigenza è anche quello di farlo in sicurezza e non ad una eccessiva distanza.
L’orario della circolare permetterebbe così ai cittadini e non di poter frequentare la città anche la sera, con maggiori introiti anche per i ristoratori e i bar, nonché la possibilità , per chi ne è interessato di poter partecipare ad eventi nella fascia serale che per molti oggi sono proibitivi.
La città ed i suoi servizi, soprattutto quelli del trasporto, vanno senz’altro ripensati, perché l’accesso della città non diventi per pochi privilegiati e possa ripopolare la città, anziché scoraggiare la sua frequentazione.
Non bastano i grandi eventi (maratone e quant’altro che spesso creano parecchi disagi) a dare i numeri per la preferenza alla città di Treviso. I veri fruitori e chi ne ha più diritto sono proprio i suoi cittadini, che devono avere un accesso facilitato ai servizi che la città offre e che devono essere fruibili senza ostacoli e complicazioni.
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