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Il Pendolo di Focault a Treviso

2 minuti di lettura

Se il Pendolo di Focault per chi è del XX secolo richiama il titolo del famoso romanzo di Umberto Eco, in una trama che  ruota attorno a tre redattori milanesi (Casaubon, Diotallevi, Belbo) che, lavorando su manoscritti esoterici, inventano per gioco il “Piano”, un gigantesco complotto che collega Templari, Rosacroce e altre società segrete per controllare il mondo, usando il pendolo di Foucault come fulcro misterioso, per gli uomini del XVIII secolo, ma soprattutto per i fisici, ricorda  il famoso esperimento, che si è tenuto nel 1812 a Parigi, che è servito a dimostrare la rotazione della terra

TREVISO. Ideato da Léon Foucault nel 1851, che ha usato un pendolo pesante 28 kg. e sospeso in alto con un filo lungo 67 metri (celebre quello al Pantheon di Parigi) per far cadere birilli (o segnare la sabbia), ha  rivelato il lento spostamento del piano di oscillazione, dovuto alla rotazione della Terra sotto di esso, variando in velocità a seconda della latitudine. 

Infatti ai poli, il pendolo impiega 24 ore per compiere una rotazione completa del suo piano di oscillazione, mentre all’equatore il piano non ruota affatto (si parla in questo caso di tempo infinito). Invece a latitudini intermedie, il tempo di rotazione è intermedio (es. circa 31-32 ore ad esempio a Parigi). 

Ma perché lo mettiamo in relazione a Treviso? Perché il 12 gennaio l’Ateneo Veneto di Treviso ha creato una serata-evento affollatissima  nel Tempio di San Nicolò, per riproporre questo esperimento, grazie alla collaborazione del Museo Zoologico G. Scarpa di Treviso, il Circolo degli Astrofili di Ponte di Piave, ma soprattutto con il contributo di alcuni studenti delle classi 3M e 3N del Liceo Da Vinci di Treviso, che nello scorso anno scolastico si sono cimentati nel riproporre questo esperimento sotto la guida dei loro professori di Fisica Andrea Carati e Stefano Montagnani.

In particolare il prof. Andrea Carati ha sottolineato come questo evento abbia delle radici lontane. Infatti proprio nel tempio di San Nicolò il 26 gennaio 1851 Mons.Romano Pilotto ha già riproposto questo esperimento con una sfera di 6,700Kg. Questa memoria storica va però a ricordare non solo i risultati scientifici, ma una caratteristica della scienza, quella magia, che gli esseri umani provano finché non riescono a dare una spiegazione razionale ai fenomeni che li circondano. Il preside del Liceo Scientifico Da Vinci di Treviso, Mario delle Carbonare, ha continuato il ragionamento del professore che lo ha preceduto, sottolineando come una sana curiosità abbia spinto questi studenti a voler scoprire e riscoprire ciò che è già stato scoperto.

E’ iniziata poi la spiegazione delle studentesse e degli studenti, che  descrivendo l’esperimento anche in termini matematici, citando leggi  ( la seconda di Newton)  e formule (come quella di Coriolis) , hanno anche ricordato come il pendolo oscilli in senso orario nell’emisfero Boreale ed antiorario in quello Australe. Hanno poi anche informato i presenti che la latitudine della città di Treviso è di 45 gradi, e che se si svolgesse l’esperimento completo, il pendolo per ritornare al punto di partenza ci impiegherebbe 34 h.

Infine, perché i presenti numerosissimi fossero in grado di seguire l’esperimento, hanno spiegato che, anziché usare un punteruolo per segnare la sabbia, come nell’esperimento originale, ci sarebbe stato un puntatore laser, fissato sulla base del pendolo. Per spingerlo poi si sarebbe usato uno spago che sarebbe stato incendiato, per dare una spinta naturale al pendolo. Infine il piano di riferimento in cui segnare lo spostamento del pendolo avrebbe utilizzato la sua ombra.

Finalmente è iniziato l’esperimento ed è stato veramente emozionante sia per gli adulti che per i bambini, sia per le persone competenti in merito che per coloro che non erano esperti del settore.

Una serata avvincente ed interessante, grazie al contributo delle associazioni sopra citate che l’hanno promossa, ma soprattutto grazie a questi ragazzi che hanno saputo divulgare questo esperimento con precisione e chiarezza, contaminadoci con la loro curiosità scientifica.

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