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Viviani addio da Campione del Mondo

3 minuti di lettura

Incredibile Elia Viviani, alla sua ultima gara prima del ritiro, diventa Campione del Mondo per la terza volta. Bronzo per Vittoria Guazzini e Chiara Consonni

SANTIAGO DEL CILE – Non poteva finire in maniera migliore. Elia Viviani, all’ultima gara della sua incredibile carriera, diventa Campione del Mondo per la terza volta.

La seconda medaglia d’oro per gli azzurri in questa edizione iridata, dopo quella nell’inseguimento a squadre femminile, e che anche grazie al bronzo di Chiara Consonni e Vittoria Guazzini nella madison portano l’Italia al terzo posto del medagliere.

Incredibile Viviani

Un epilogo da sogno per Elia Viviani. Il trentaseienne veronese letteralmente vola e batte nell’ultima volata il neozelandese Campbell Stewart. Dopo le gioie nell’eliminazione di Roubaix 2021 e St-Quentin-En-Yv 2022, sulla pista del Velódromo Peñalolén a Santiago del Cile si aggiunge la terza medaglia d’oro in questa disciplina.

L’ultimo grande acuto nell’infinita carriera di un campione che sul podio iridato aveva collezionato anche cinque bronzi e tre argenti. Senza contare l’oro Olimpico a Rio 2016 nell’Omnium, il bronzo a Tokyo 2020 nella stessa categoria e l’argento a Parigi 2024 nell’americana in coppia con Simone Consonni.

E ancora, 15 (quindici) medaglie d’oro agli Europei su pista a cui si aggiungono due argenti e cinque bronzi. Un oro e un argento agli Europei su strada, che lo ha visto trionfare per 90 volte. L’onore di essere portabandiera dell’Italia Team ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 al fianco della campionessa di tiro a volo Jessica Rossi.

Un simbolo del ciclismo italiano che ha vinto e portato il tricolore ovunque sia andato. E poteva chiudere questa incredibile carriera solo facendo la cosa che sa fare meglio. Vincere.

Le dichiarazioni

Queste le parole di Elia Viviani subito dopo la bellissima vittoria:

«Non potevo immaginare un modo migliore per chiudere la mia carriera. Sapevo di poter dire ancora qualcosa e per questo ho voluto concludere al Mondiale. Sono orgoglioso di quello che ho fatto in questi anni e ringrazio il pubblico di Santiago per il tributo che mi ha riservato. Quando ho iniziato a correre su pista ero solo; adesso, accanto a me, ci sono tanti giovani che hanno già dimostrato di poter dire la loro. Lascio a loro il compito di continuare il lavoro».

Queste invece le parole del presidente Cordiano Dagnoni: 

«A nome di tutto il movimento ringrazio Elia Viviani per tutto quello che ha dato al nostro ciclismo. Quando un grande campione appende la bici al chiodo è sempre un momento particolare. Ci consola sapere che Elia resterà nel nostro mondo. Avremo tempo, insieme, di programmare il futuro. Oggi è il giorno di festeggiare questo nuovo titolo mondiale in una gara entusiasmante, ma anche dei saluti e dei ringraziamenti. Non credo che ci possano essere parole migliori di un semplice, sincero, sentito: grazie, Elia, per tutti questi anni e per quello che ci hai fatto vivere oggi!

Il bilancio complessivo dei mondiali è positivo. Le due medaglie d’oro e quella di bronzo nella Madison migliorano il bottino dello scorso anno. Abbiamo un settore femminile già affermato che continua a vincere e tanti giovani, già in luce qui in Cile, su cui programmare il futuro. Il cammino verso LA2028 è iniziato.».

Consonni e Guazzini ancora sul podio

La coppia formata da Chiara Consonni e Vittoria Guazzini non smette mai di stupire. Dopo il successo nell’inseguimento a squadre, la coppia vincitrice dell’oro Olimpico a Parigi 2024 sale sul podio anche al Mondiale sempre nella madison.

Una partenza lenta, per poi prendere coraggio dopo l’uscita delle olandesi Lorena Wiebes e Lisa van Belle. Le Azzurre ci credono, e arrivano terze con 20 punti dietro alle britanniche Katie Archibald e Madelaine Leech, prime con 30, e le francesi Victoire Berteau e Marion Borra seconde a 24.

Terzo posto nel medagliere

Grazie alle due medaglie d’oro e al bronzo, l’Italia chiude al terzo posto nel medagliere complessivo del Mondiale. Al primo posto l’Olanda, con ben 9 ori, quattro dei quali merito di Harrie Lavreysen, che si aggiungono a due argenti e due bronzi. Seconda la Gran Bretagna con quattro ori, due argenti e tre bronzi.

Seguono poi, dietro all’Italia, Danimarca, Giappone e Germania con un oro a testa, così come Belgio, Spagna, Irlanda e Messico. Un predominio quasi del tutto europeo se non fosse per la presenza dei nipponici e dei sudamericani.

Photo Credits: federciclismo.it/Simone Ferraro CONI 

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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