Il 29 ottobre a Treviso la tragedia di Euripide rivive in una potente rilettura contemporanea con i diplomati dell’Accademia Carlo Goldoni
TREVISO – Dopo il successo al Teatro Olimpico di Vicenza, approda al Teatro Mario Del Monaco di Treviso per una data unica, mercoledì 29 ottobre alle 20.30, la nuova produzione del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale: Le Baccanti di Euripide, rilette dalla compagnia Anagoor con la regia di Simone Derai.
Lo spettacolo, che sarà replicato il 12 e 13 novembre al Teatro Goldoni di Venezia, nasce da un primo studio presentato al Teatro Maddalene con gli allievi dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni e si è trasformato in una vera e propria messinscena, frutto di un percorso di ricerca che intreccia rito, poesia e teatro.
Sul palco i giovani diplomati dell’Accademia – Chiara Antenucci, Laura Maria Babaian, Mosè Bächtold, Pietro Begnardi, Gaia Capelli, Daniele Capitani, Greta Nola, Luca Passera, Margherita Russo, Margherita Scotti – insieme a Michele Tonicello. La drammaturgia è stata curata da Derai con la collaborazione e la traduzione di Davide Susanetti, mentre la supervisione del progetto è affidata a Marco Menegoni.
La rilettura di Anagoor esplora la trance come strumento poetico e scenico, trasformando la tragedia in una riflessione sul senso di identità e appartenenza alla comunità. Le Baccanti, sospese tra estasi e sovversione, diventano simbolo di un’esperienza collettiva in cui i confini tra umano e divino si dissolvono, interrogando lo spettatore sul potere trasformativo dell’arte.
Fondata nel 2000 da Derai e Menegoni, Anagoor è una delle realtà più originali della scena contemporanea, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2018. La compagnia porta avanti un’estetica iconica e ipermediale, capace di fondere corpo e psiche, danza e musica, in un linguaggio teatrale che si fa rito e incantesimo.
In questa nuova creazione, il mito antico si trasforma in un sabba notturno, un rito di passaggio che invita a confrontarsi con le forze primordiali dell’esistenza e con la necessità di una trasformazione collettiva. Un’esperienza che, come sottolinea Derai nelle note di regia, vuole essere anche una “pratica magica curativa per un mondo malato e arido, che chiede di ritrovare ciò che è andato perduto nella follia della supremazia e dell’identità assoluta”.
Con Le Baccanti, il Teatro Stabile del Veneto conferma la sua vocazione a rileggere i classici in chiave contemporanea, offrendo al pubblico un viaggio che unisce mito e presente, tradizione e sperimentazione.
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