Un gruppo di 140 commercianti del centro storico ha deciso di farsi sentire con forza, presentando una petizione ufficiale al Comune di Treviso
Le firme, raccolte e protocollate presso Ca’ Sugana e rivolte all’attenzione del Sindaco, hanno però un destinatario più preciso: l’assessore alle attività produttive Rosanna Vettoretti. Non è la prima volta che l’assessore, esponente di Fratelli d’Italia, finisce nel mirino delle critiche ma questa mobilitazione potrebbe generare conseguenze più significative rispetto al passato perché la tensione è alle stelle.
A consegnare ufficialmente il documento sono stati quattro rappresentanti di diverse associazioni cittadine: Nicoletta Piovesan per Veneto Imprese Unite, Enrico De Wrachien di Rivivere Treviso, Luigi Dall’Antonia per Porta Altinia e Vincenzo Dal Zilio in rappresentanza di Borgo Cavour.
I punti sollevati nella petizione ricalcano problematiche già emerse in precedenti confronti con l’amministrazione: troppi eventi sportivi che bloccano la viabilità, carenze nel trasporto pubblico, difficoltà legate ai parcheggi e una crescente presenza di negozi sfitti.
“Abbiamo assistito a tante iniziative d’immagine, tra comunicati stampa e post sui social – si legge in uno dei passaggi più critici del documento – ma alla fine si è trattato solo di pubblicità. Ora basta: pretendiamo risposte vere. Abbiamo sempre collaborato con spirito costruttivo, ma adesso è il momento delle azioni concrete”.
La petizione, infatti, recita:
Alla c. Att.ne
Sindaco di Treviso Conte Mario ed assessori di competenza,
Veneto Imprese Unite è l’Associazione commercianti di Treviso che in questi ultimi due anni più si è spesa per coadiuvare e supportare questa Amministrazione avendo come unico scopo il prestigio della Città ed il benessere di chi quotidianamente la vive, ossia i cittadini, i commercianti ed i professionisti. Purtroppo, tale collaborazione si è dimostrata a senso unico; tutte le problematiche e le relative soluzioni ad esse, portate più volte da VIU e non solo, all’attenzione delle figure Istituzionali preposte, sono cadute nel vuoto. Promesse, pacche sulle spalle… sono stati gli unici riscontri che abbiamo avuto. La situazione attuale è tragica e molto seria; il commercio vive una crisi profonda che non accenna a diminuire, il centro storico è desertificato, il degrado urbano e sociale aumentano. I commercianti non solo rappresentano un elemento fondamentale per la vita di un centro, ma sono anche una risorsa preziosa in quanto sono i primi che vivono le criticità, i problemi e le eccellenze della città ogni giorno. Creiamo sicurezza con le luci delle nostre vetrine e presidiamo il territorio, e ci siamo sempre adoperati per sostenere e collaborare con l’amministrazione comunale, in tutti i fronti. Abbiamo ricevuto degli adesivi da distribuire alle attività commerciali per le deiazioni dei cani, come se questo fosse risolutivo per la città. Abbiamo visto tanti spot comunicativi e roboanti fra giornali e social media che si sono dimostrati solo una pubblicità fine a sé stessa. Ora diciamo BASTA vogliamo e meritiamo delle risposte, soprattutto perché ci siamo messi sempre a disposizione per trovare delle soluzioni tutti assieme.
• Perché la programmazione di eventi sportivi che paralizzano la circolazione all’interno della cinta muraria non è contingentata come da Voi assicurato e programmata in modo da coinvolgere zone più preposte all’esterno del Centro Storico;
• Perché non è ancora stato riorganizzato il servizio trasporti locale, garantendo maggiori corse nei fine settimana e collegando zone di sosta esterne la città (vedi Prato Fiera) al Centro Storico;
• Perché non viene istituito un contingente di 5-6 parcheggi per i disabili in Piazza Rinaldi, agevolando chi ha mobilità limitata, e coadiuvare la nuova società di gestione dei parcheggi convertendo una parte di stalli per residenti in linee blu generiche, aumentando le piazze disponibili per parcheggiare agli abbonati;
• Perché non ha mai fatto seguito la proposta di rendere gratuiti i parcheggi 3 giorni a settimana per 2 ore nella fascia pomeridiana;
• Perché non viene calmierato il costo dell’abbonamento per i commercianti, ad oggi quasi il triplo dei residenti;
• Perché non sono state attuate misure decisive e operative affinchè i proprietari di appartamenti e negozi sfitti assicurino decoro, pulizia e illuminazione nell’area di loro pertinenza;
• Perché il Comune, proprietario a sua volta di una parte di appartamenti e negozi sfitti, non li inserisce in una programmazione volta alla riqualificazione;
A fronte di quanto sopra esposto, penso sia superfluo dire che la pazienza e il malcontento non solo dei nostri associati, ma di TUTTI coloro che vivono ed amano Treviso, hanno raggiunto il limite. Non è mai stato istituito un ufficio tecnico degno di questo nome per sviluppare un marketing territoriale strutturato e con una progettualità di crescita e sviluppo. Gli Stati Generali del Commercio sono un’iniziativa lodevole, ma si rischia fortemente che si trovi la cura quando il paziente è già morto. E chi passa la maggior parte della sua esistenza dentro una bottega o un pubblico esercizio nonostante i sacrifici, le incertezze e i debiti, non ha alcuna intenzione di aspettare di morire commercialmente. Questa volta riteniamo sia d’obbligo un Vostro sollecito riscontro; noi rinnoviamo la nostra piena disponibilità a collaborare.
Per il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, Stefano Pelloni, la protesta dei commercianti non è certo una sorpresa. Secondo l’esponente di opposizione, si tratta della conseguenza diretta di una gestione comunale priva di visione sul futuro del centro storico.
“Questa situazione era ampiamente prevedibile – afferma Pelloni – e arriva dopo anni in cui l’amministrazione ha promesso molto ma concretizzato poco, soprattutto su questioni cruciali come i parcheggi. Si è inseguito il miraggio del Park Vittoria, perdendo tempo e risorse, e ora si torna a proporre idee vecchie, come se nulla fosse cambiato. Intanto, il centro si è svuotato, e chi lavora dietro una vetrina si sente sempre più isolato.”
Pelloni punta il dito anche contro l’assessore Vettoretti, sottolineando che “da tempo non gode più della fiducia dei commercianti e nemmeno del sostegno del suo stesso partito. Il messaggio è chiaro: chi manda avanti le attività del centro vuole essere coinvolto. Per rilanciare il centro servono eventi e contenuti durante la settimana, non solo nei fine settimana. Solo così si può attrarre gente, ridare vita quotidiana alla città e non limitarla a qualche occasione straordinaria.”
Infine, l’affondo più deciso: “Negli ultimi anni si è favorita l’espansione dei grandi supermercati, penalizzando il commercio di prossimità. Coinvolgere attivamente chi investe ogni giorno nel centro non è più un’opzione: è una necessità urgente.”
Ora si attende una risposta chiara e puntuale da parte dell’amministrazione comunale, si attendono risposte all’altezza delle richieste.
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