Restituiti reperti archeologici trafugati: una cerimonia all’Ambasciata celebra la cooperazione tra Italia e Svizzera
BERNA — Il 19 giugno 2025, l’Ambasciata d’Italia a Berna ha ospitato una cerimonia di alto valore culturale e simbolico: la restituzione allo Stato italiano di 48 reperti archeologici confiscati in Svizzera, grazie a una consolidata collaborazione tra autorità italiane ed elvetiche. A ricevere ufficialmente i beni è stato il Generale di Divisione Francesco Gargaro, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), accolto dall’Ambasciatore Gian Lorenzo Cornado.
I reperti, provenienti da procedimenti penali o da spontanee restituzioni di cittadini svizzeri, includono oggetti in ceramica, bronzo, monete antiche, affreschi e un dipinto del Settecento. Tra i pezzi più significativi: una fibula a navicella campana del VII secolo a.C., un affresco pompeiano con colombe, un piattello etrusco e un anello in oro con raffigurazioni mitologiche, oltre a un rarissimo denaro di Ludovico il Pio e nove ducati veneziani in oro.
L’evento ha visto la partecipazione di importanti rappresentanti delle istituzioni elvetiche, tra cui Carine Bachmann (Ufficio Federale di Cultura), Laura Antonelli Müdespacher (Fedpol) e Manfred Strick (Interpol/Europol), sottolineando il valore della diplomazia culturale e della cooperazione di polizia nella lotta al traffico illecito di beni culturali.
Le analisi dei tecnici del Ministero della Cultura italiano hanno confermato l’origine clandestina degli scavi da cui provengono i reperti, evidenziando la perdita irreparabile di dati scientifici fondamentali per la loro contestualizzazione storica. Fondamentale, per il recupero, è stato il lavoro di catalogazione e confronto fotografico.
L’Italia e la Svizzera rafforzano così un’alleanza concreta e virtuosa per la protezione del patrimonio culturale, restituendo alle comunità l’accesso alla propria storia.
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