Capita talvolta di andare a teatro come una buona abitudine, andando a vedere dei classici e non aspettandosi niente di che , se non una buona recitazione
TREVISO. Questa volta gli spettatori, ieri sera al teatro Mario del Monaco, sono invece rimasti piacevolmente stupiti e sono usciti dal teatro ricchi di emozioni, grazie alla rappresentazione “Achille e gli altri: rapsodia di eroi”del gruppo teatrale “Tema Cultura” di Giovanna Cordova, questa volta coadiuvata da un Ensamble musicale che ha ricreato le atmosfere dell’epoca sia nella vocalità che nei suoni.
La musica dell’intero spettacolo è una produzione originale dell’Associazione Musicale Manzato, composta ed arrangiata da Attilio Pisarri ed eseguita dal vivo dai docenti dell’Associazione.
Fin qui sembra la descrizione di una semplice rappresentazione teatrale, accompagnata da un sottofondo musicale. Invece no. Perché questo era solo uno dei tre spettacoli che contemporaneamente si sono presentati difronte ai nostri occhi.
Infatti l’ensamble era discretamente obnubilata da un velo che lasciava trasparirne le sagome dei musicisti e della cantante, Eleonora Biasin.
Ma l’effetto speciale principale è stato quello di seguire i passi degli attori attraverso delle riprese più o meno ravvicinate di un video maker, che andavano a sottolineare le espressioni, i gesti e i movimenti degli attori, nonché dare degli spazi precisi alla voce narrante, che entrava ed usciva da dentro la scena, come in quel famoso film “La rosa purpurea del Cairo”.
Teatro e Cinema rappresentano infatti due modi diversi di “raccontare”, ma complementari con una resa finale che metterà lo spettatore nella condizione di scoprire una visione altra dello spettacolo e del racconto.
Ma ancora. Io ho visto spesso questi ragazzi recitare in altri reading e rappresentazioni.
Ma la padronanza che hanno raggiunto nel contesto di questo spettacolo non ha paragoni con le loro esperienze precedenti. Inserirsi in una coralità così complessa abbisogna infatti di tempismi e coordinazione non facili da mettere in atto.
A fare da collante c’era anche la presenza di un’opera d’arte di Ritsue Mishima, che
sfruttando la translucenza e la viscosità del vetro veneziano, crea sculture in vetro trasparente, che fondono i contorni della luce, diventando parte dell’ambiente e svelano l’energia degli spazi circostanti.
Questo artista nasce a Kyoto nel 1962, ma si trasferisce a Venezia nel 1989. Dopo aver stabilito la residenza a Kyoto nel 2011, vive e lavora tra le due città.
Dal 1996 collabora per l’appunto con i maestri vetrai nell’isola di Murano, in Italia.
Il significato di quest’opera d’arte, che passa di mano in mano , probabilmente è l’essenza dell’eroe: la sua anima fragile e trasparente, come si deduce dalla trama dello spettacolo, ordito in modo magistrale da Giovanna Cordoba , attraverso una sua reinterpretazione del testo originale , che narra il confronto finale di Achille ed Ettore (descritto nel canto XXII dell’Iliade), che si propongono quali stereotipi delle figure di tutti gli eroi facenti parte dell’aristocratico ed esclusivo mondo dei guerrieri Omerici che finisce con loro.
Nel futuro nuovi eroi saranno santi e martiri che nulla hanno a che vedere con l’eroe del mito.
Questo spettacolo sottolinea invece come la morte possa divenire paradossalmente un motivo di eternità nel momento in cui si celebrano le virtù eroiche.
In una soluzione fluida ininterrotta di movimento, musica e parola, la Compagnia Tema Academy racconta questa vicenda con dei costumi e degli accorgimenti scenici che sanno stupire per la loro semplicità ed eleganza, nonché per le soluzioni creative.
Uno spettacolo assolutamente da vedere per provare stupore ed emozioni solo come il vero teatro sa dare. Il 3 aprile sarà riproposto al Teatro Careni di Pieve di Soligo.
Chi può non perda questa occasione per stupirsi ed emozionarsi.
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