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Truffa della voce: ennesima vittima

1 minuti di lettura

Sul sito della polizia di Stato, l’ennesima truffa della “voce”

A pochi giorni di distanza da truffe che hanno coinvolto politici, imprenditori, personaggi famosi e semplici anziani, tutte con la medesima modalità, ampiamente raccontate nei telegiornali, nei programmi televisivi, alla radio e sui social, ecco lo stesso raggiro, questa volta nel Veneto.

Stesso copione

I fatti, come sono descritti nel sito della Polizia: “Verso le ore 15.50 circa del 12.02.2025 la Polizia di Stato effettuava un intervento presso l’abitazione di una donna residente in città, che aveva chiesto aiuto al 113, dopo essersi resa conto di essere stata vittima di un raggiro perpetrato in suo danno mediante con lo stratagemma del “FIGLIO MALATO”.

In particolare la donna, raccontava agli Agenti della Volante di avere risposto ad una chiamata ricevuta sul telefono di casa da parte di un uomo in lacrime, chiamandola MAMMA, e spacciandosi per il proprio figlio, le comunicava di essere ricoverato in ospedale in quanto improvvisamente colpito da un gravissimo virus che gli aveva causato malessere tale da “sputare sangue”.

A quanto pare nella telefonata si sarebbe inserita una donna che diceva di essere il medico dell’Ospedale S. Bortolo di Vicenza. Questa asseriva che il figlio si trovava in condizioni gravissime tali da rischiare il coma irreversibile e per tentare di salvarlo si rendeva necessario procedere con una terapia molto costosa.

La presunta dottoressa chiedeva dunque alla donna di preparare subito del denaro contante o gioielli per un valore complessivo di circa 13.000 euro, necessari all’acquisto della terapia, da consegnare poi ad “cassiere dell’ospedale” che a breve si sarebbe presentato presso l’abitazione a ritirare i valori.

É inutile dire che la donna ha eseguito l’ordine, in preda ad un forte stato d’ansia. Ha preparato i gioelli e l’oro e ha consegnato tutto ad un uomo che pochi minuti dopo si è presentato alla porta.

Il ripensamento

Solo qualche minuto dopo avere consegnato i valori, la donna ha pensato di chiamare il figlio telefonicamente. naturalmente questo stava benissimo e niente sapeva della truffa. Sono in corso le indagini per identificare gli autori del reato.

Sorge sempre spontanea la stessa domanda: “Ma una telefonata prima, noo?”

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