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SosTariffe.it pubblica il decalogo dei consigli per riconoscere e non cadere in truffe per falsi contratti di luce e gas, che possono valere, per i consumatori, perdite fino a migliaia di euro

 

Le bollette di luce e gas possono riservare spesso brutte sorprese. Dal cambio di fornitore non richiesto all’attivazione di nuove tariffe meno vantaggiose, i rischi di imbattersi in truffe e raggiri è elevatissimo. Il nuovo Osservatorio di SosTariffe.it illustra tutte le principali truffe energetiche che possono colpire i consumatori, quantificandone i danni economici e presentando il decalogo dei buoni consigli da seguire per difendersi.

 

Il settore delle utenze energetiche è tra i più colpiti dai casi di truffe e raggiri che possono causare anche danni economici considerevoli agli utenti. Dal cambio, non richiesto, della tariffa o del fornitore alla sottrazione dei dati della carta di credito, i rischi per i consumatori sono numerosi ed è necessario conoscere, nei minimi particolari, tutti i possibili raggiri per sapere come difendersi.

 

Il nuovo studio di SosTariffe.it ha analizzato tutte le tipologie di truffe legate al settore energetico ed alle forniture di energia elettrica e gas naturale per la propria casa. Il portale di comparazione di offerte luce e gas ha anche evidenziato i rischi economici correlati a queste particolari truffe (si parte da 54 Euro ma si può arrivare anche a diverse centinaia di Euro) andando poi ad individuare le contro-misure che i consumatori possono mettere in atto per difendersi.

 

Porta a porta, call center e phishing: tutte le possibili truffe

La maggior parte delle truffe che colpiscono gli utenti del settore energetico riguarda i clienti privati e prevede l’attivazione di nuovi contratti luce e gas non richiesti. Le armi a disposizione dei truffatori sono diverse. Le truffe tramite call center prevedono il raggiro dell’utente che viene forzato a fornire i dati personali ed i dati della fornitura (codice POD/PDR) che potranno essere utilizzati per attivare un nuovo contratto, senza l’esplicito consenso dell’utente stesso.

 

C’è poi la “truffa del sì” con cui, sempre via call center, si fa pronunciare all’utente alcune parole chiave (“sì”, “confermo”) che saranno poi rimontante ad arte in una registrazione fasulla che simulerà l’approvazione di un nuovo contratto da parte dell’utente stesso.

 

Le truffe basate sull’attivazione di contratti non richiesti avvengono anche “porta a porta”. In questi casi, i truffatori si presentano a casa del cliente convincendolo, con l’inganno, a firmare documenti “informativi” e “non vincolanti” che, in realtà, sono dei veri e propri nuovi contratti di fornitura.

 

Tra le truffe che possono essere fatte di persona, troviamo anche il caso del finto esattore, in cui il truffatore si presenta a casa richiedendo il pagamento di presunte bollette arretrate, e del finto tecnico che, con la scusa di testare il contatore, si fa dare oggetti di oro e argento.

 

Ci sono poi i casi di “phishing” che possono causare danni economici ingenti. Questa truffa prevede l’invio di false e-mail in cui l’utente viene invitato ad attivare nuove offerte molto vantaggiose oppure a fornire, tramite un apposito modulo online, dati personali e dati della fornitura.

 

Le mail simulano, nella grafica e nei contenuti, le comunicazioni inviate da un fornitore energetico e, spesso, vengono inviate da indirizzi di posta elettronica molto simili a quelli delle compagnie energetiche (ad esempio il nome di una compagnia può essere proposto in una versione leggermente alterata).

 

Il principale obiettivo del phishing è rappresentato dalla sottrazione dei dati della carta di credito che, appena entrati in possesso dei truffatori, verranno utilizzati per rubare denaro all’ignaro utente truffato.

 

I rischi economici per i consumatori

Il danno economico legato alle truffe che colpiscono il settore energetico può essere anche molto rilevante. L’attivazione di un nuovo contratto di fornitura prevede può far scattare la penale per recesso anticipato dal precedente fornitore, pari a 27 Euro. Questa cifra può raddoppiare se la truffa prevede l’attivazione contestuale di una doppia fornitura (luce + gas). C’è poi da considerare il costo di recesso dal nuovo contratto attivato che comporta un ulteriore raddoppio della cifra.

 

Le truffe del settore energetico comportano anche altri rischi. I falsi tecnici che entrano in casa con la scusa di controllare il contatore, tenteranno di sottrarre all’utente piccoli oggetti in oro o argento che potrebbero avere un valore di diverse centinaia di Euro. Ad aumentare ulteriormente i rischi c’è la sottrazione dei dati della carta di credito che può comportare danni anche per migliaia di Euro se l’utente non si rende conto della truffa in breve tempo.

 

Come difendersi dalle truffe

Per difendersi dalle truffe del settore energetico è necessario prestare sempre la massima attenzione a tutti i potenziali rischi. Le truffe via telefono, ad esempio, si basano sulla sottrazione dei dati personali o sulla pronuncia, da parte dell’utente, di determinate parole chiave. Le truffe “porta a porta” mirano a ad ottenere dati essenziali per l’attivazione di una nuova fornitura e prevedono che l’utente venga convinto, con l’inganno, a firmare nuovi contratti.

 

Per questo motivo, è fondamentale non fornire mai informazioni personali al telefono, facendo anche molta attenzione alle parole che si pronunciano per evitare la “truffa del sì”. Per evitare le truffe “porta a porta” sarà necessario non far entrare mai nessuno in casa. Le aziende nel settore energetico non inviano esattori a casa dell’utente per richiedere il saldo di bollette passate ed i tecnici del distributore non si presentano senza preavviso per “controllare” il contatore.

 

Diventa fondamentale domandarsi se abbiamo fatto esplicita richiesta di essere contatti, per l’attivazione di una nuova fornitura dando il nostro consenso a promozioni od offerte: in caso contrario è sempre bene prestare attenzione a tutte le telefonate ricevute.

 

Per quanto riguarda il “phishing” e la sottrazione dei dati della carta di credito, è fondamentale controllare sempre l’indirizzo da cui è stata inviata l’e-mail per verificare che non sia un tentativo di truffa. Non vanno mai inseriti i dati della carta di credito. Per pagare le utenze, infatti, è meglio utilizzare una carta di pagamento secondaria, con un plafond limitato, oppure l’addebito diretto SDD sul conto corrente che l’utente può bloccare in qualsiasi momento.

 

La procedura di ripristino veloce di ARERA

Per proteggere i consumatori dalle attivazioni di contratti energetici non richiesti, l’Autorità dell’energia (ARERA) ha reso disponibile, da alcuni anni, una procedura di ripristino veloce che consente agli utenti di ritornare alla compagnia precedente in poco tempo.

 

Per poter sfruttare questa procedura è necessario che la compagnia con cui si è attivato il contratto non richiesto abbia aderito a questa procedura risultando, quindi, inclusa nell’apposito elenco di aziende che accettano la procedura di ripristino veloce che può essere consultato sul portale di ARERA.

 

Dopo aver accettato la richiesta di ripristino veloce, la compagnia dovrà fornire le informazioni necessarie al distributore ed al precedente venditore per completare la riattivazione della fornitura del cliente truffato, con le stesse condizioni precedenti. Durante tutta questa fase, il venditore è tenuto a stornare le bollette precedenti e ad applicare fatture utilizzando le condizioni fissate da ARERA per il mercato tutelato in maniera ridotta.

 

Per aiutare tutti i consumatori ad evitare truffe come queste, SosTariffe.it ha creato un servizio di consulenza su tutte le tariffe luce, gas, ma anche per consulenze personalizzate su offerte Internet Casa e RC Auto e moto. Tutte le chiamate saranno effettuate solo su esplicita richiesta degli utenti. Per richiederlo sarà sufficiente visitare la sezione del sito, su cui si vogliono richiedere informazioni.

 

 

In uno scenario nel quale la continua evoluzione tecnologica influenza ogni azione del nostro vivere quotidiano, lo sforzo della Polizia Postale e delle Comunicazioni nel corso dell’estate 2019 e in particolare del Compartimento Polizia Postale “VENETO” è stato costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalità informatica in generale.

Contrasto alla pedopornografia

In particolare vi è una continua e assidua attività di monitoraggio contro il fenomeno della pedopornografia sulla rete, rilevandosi il persistere di casi di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico tramite internet, oltre al fenomeno dell’adescamento di minori online. Numerose infatti sono state le attività di perquisizione delegate dalla Autorità Giudiziaria lagunare per contrastare il triste fenomeno.

 

Si registra, inoltre, un aumento di denunce e segnalazioni di casi di violenza in rete riconducibili al revenge porn, alla sex estortion, alla diffamazione on-line, alle c.d. “truffe sentimentali”, molestie e sostituzione di persona. 

 

Contrasto alle truffe via mail

Non viene meno il fenomeno truffaldino delle mail estorsive, il quale non rappresenta un pericolo reale in quanto il truffatore che nella mail asserisce di essere in possesso di un video che ritrae la vittima in atteggiamenti sexy, chiedendo in cambio l’invio di Bitcoin, in realtà sfrutta lo shock emotivo ingenerato nel malcapitato che crede che il suo computer sia stato violato. Il malfattore, non dispone di alcun video della vittima né tantomeno è riuscito ad introdursi nel computer delle vittime, ma ha solamente la disponibilità di vecchie credenziali di accesso a noti portali, che sono state illecitamente sottratte da abili hacker ai portali medesimi. Proprio in questi giorni si registrano numerose segnalazioni del fenomeno. I consigli sono di non dar corso alle richieste contenute nelle mail, cambiare la password del profilo che si ritiene violato e procedere ad una scansione dei dispositivi con un buon antivirus.  

Da segnalare, inoltre, il riscontro di alcuni casi della truffa via mail di un sedicente amico che sostituendosi a reali contatti presenti nella rubrica del malcapitato, dice di trovarsi in grande difficoltà all’estero dopo aver subito il furto del portafoglio e dei documenti. In tali casi la persona avanza una richiesta di denaro alla controparte, raccomandando discrezione per non far preoccupare parenti e amici, con la promessa di restituire la somma non appena rientrato in Italia. Fortunatamente nella maggior parte dei casi si tratta di mail scritte in italiano sgrammaticato e quindi difficilmente in grado di trarre realmente in inganno la vittima; in ogni caso il consiglio della Polizia Postale è sempre quello di diffidare da tali richieste di aiuto e in caso di dubbio di contattare direttamente l’interessato.

 

 

Contrasto ai tentativi di phishing

Con riferimento al financial cybercrime, le sempre più evolute tecniche di hackeraggio, attraverso l’utilizzo di malware inoculati mediante tecniche di phishing, ampliano a dismisura i soggetti attaccati, soprattutto nell’ambito dei rapporti commerciali. In tale contesto, si riscontra il verificarsi, anche in ambito locale, del fenomeno denominato BEC fraud (business e-mail compromise) o “man in the middle”, in cui l’attaccante, dopo aver guadagnato informazioni relative alle attività dell’azienda (come ad esempio il pagamento di fatture a certi fornitori) fa pervenire alla vittima una email confezionata ad arte in modo da dirottare il pagamento verso conti correnti nella disponibilità dei malviventi. 

 

In questi casi si rivela fondamentale la tempestività della denuncia, dal momento che vi può essere la possibilità di recuperare le somme illecitamente sottratte all’azienda grazie all’uso di piattaforme in collaborazione con il mondo bancario. Un accorgimento da adottare per le aziende è quindi quello di porre una particolare attenzione sulle caselle di posta elettronica e sulle email contenenti allegati, privilegiando il rapporto diretto anche telefonico con l’interlocutore per accertare la veridicità delle fatture allegate. L’attività di contrasto del Compatimento Polpost VENETO ha permesso recentemente il recupero complessivo di circa un milione di euro che i malfattori hanno tentato di sottrarre a realtà imprenditoriali venete. Il risultato è il frutto della ottima collaborazione anche con gli istituti di credito sui cui conti correnti approdano le somme illecitamente deviate.

 

Contrasto alle truffe di denaro

Continua altresì il fenomeno delle truffe effettuate cd. “inverse” mediante la ricarica delle carte di credito prepagate in seguito alla pubblicazione di un annuncio di vendita da parte della vittima. In particolare, a fronte di un annuncio di vendita su una piattaforma online, la vittima viene contattata dal presunto acquirente il quale propone il pagamento tramite la ricarica della carta di credito del venditore stesso mentre in realtà viene ricaricata quella del truffatore presunto acquirente. A tal proposito, si raccomanda di non cedere a proposte di pagamento non conosciute che prevedono l’asserita ricarica della carta bancomat, dal momento che attraverso tale strumento è possibile unicamente effettuare pagamenti e non ricevere ricariche di contante.

 

Le raccomandazioni della Polizia postale

In periodo di vacanze estive sembra doverosa la raccomandazione di non pubblicare sui social foto che facciano capire agli utenti della rete di trovarsi in luoghi lontani – magari per un arco temporale piuttosto lungo – in quanto è evidente che in questo modo si forniscono informazioni relative all’assenza dalle proprie abitazioni ad eventuali malintenzionati.

 

Attenzione al periodo estivo è stata riservata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, che ha disposto a livello nazionale nel decorso mese di luglio l’operazione denominata “Action Day” relativa al contrasto dell’abusivismo commerciale online. In tale contesto il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni del Friuli Venezia Giulia dopo un attento monitoraggio del fenomeno ha ottenuto dalla competente A.G. il sequestro preventivo, con conseguente oscuramento, di due siti internet truffaldini denominati “marashopping” e “prezzipazzi” che praticando prezzi estremamente bassi dopo il pagamento non inviavano la merce acquistata.

 

Lotta ai falsi operatori telefonici

Proseguendo nella disamina dei fenomeni di più stretta attualità, si segnala ancora la presenza di falsi operatori telefonici i quali, con la scusa di offrire delle condizioni di contratto a condizioni più convenienti, riescono ad ottenere dagli utenti, dopo un primo contatto telefonico, l’invio dei documenti di identità tramite Whatsapp. È evidente che in questo caso i documenti inviati possono con facilità essere usati per commettere degli illeciti e pertanto la Polizia Postale ne sconsiglia sempre l’invio.

 

Da ultimo, si evidenzia il riscontro nei giorni scorsi, a livello nazionale, di alcuni casi di singolari convocazioni provenienti da diversi Enti pubblici, rivelatesi poi inesistenti, che farebbero sorgere quantomeno il sospetto che ignoti abbiano cercato di far allontanare dalla propria abitazione alcuni utenti – perlopiù persone anziane e facoltose – al fine di avere a disposizione un discreto arco temporale di tempo per porre in essere qualche atto illecito. Le false convocazioni sono state disconosciute da vari Enti coinvolti, e grazie all’attività di prevenzione messa in atto, gli utenti non hanno aderito all’invito in quanto dopo aver ricontattato il vero ufficio, sono venuti a conoscenza dell’inesistenza della convocazione.

Continua la collaborazione tra Polizia Postale e delle Comunicazioni, Unione Nazionale Consumatori e Subito.it, con un’azione di “sicurezza partecipata” per informare i cittadini e offrire strumenti concreti in grado di sviluppare comportamenti virtuosi sul web

 

Le vacanze sono alle porte, le scuole hanno chiuso e con la bella stagione è iniziata la corsa alla ricerca delle migliori opportunità per programmare il viaggio con la famiglia o gli amici, sfruttando le occasioni offerte dal digitale.
Ispirazione, ricerca di informazioni e offerte, prenotazioni di immobili e di pacchetti vacanze sono le abitudini degli italiani quando sono online per organizzare le vacanze. Secondo i dati del Politecnico di Milano* infatti, nel 2018 il turista ‘non digitale’ è in via di estinzione: solo il 2% degli Italiani tra i 18 e i 75 anni non ha usato Internet per le attività relative alla sua ultima vacanza.

 

Questa tendenza, in crescita continua, riaccende l’attenzione sull’importanza di agire in sicurezza sul web, tematica cara a Subito.it, piattaforma n.1 in Italia per vendere e comprare con oltre 11 milioni di utenti unici mensili**, che insieme a Polizia Postale e delle Comunicazioni e UNC – Unione Nazionale Consumatori, rinnova la collaborazione e l’impegno verso i consumatori, offrendo un supporto concreto per scegliere la propria casa vacanza in sicurezza e fornendo poche e semplici regole da applicare in fase di ricerca e prenotazione dell’alloggio prescelto.

 

Azioni semplici per evitare situazioni spiacevoli e perdite di denaro

Si tratta di consigli particolarmente utili in questo inizio di stagione turistica, quando il fenomeno delle truffe sembra acutizzarsi, complice anche la ricerca di offerte a bassissimo costo.
“La Polizia Postale e delle Comunicazioni – dichiara il Dirigente del Compartimento Polizia Postale di Venezia – ogni giorno è in prima linea per assistere i cittadini di tutte età sulla sicurezza in rete, aiutandoli ad individuare e limitare possibili rischi, attraverso alcune azioni semplici e immediate, per evitare situazioni spiacevoli e perdite di denaro e tempo. L’utilizzo del web per qualsiasi acquisto online è oramai una realtà e una grande
opportunità – continua Anna Lisa Lillini – e proprio per questo la Polizia Postale, attraverso le 7 sezioni provinciali sul territorio regionale, vuole essere al fianco degli utenti con un’azione congiunta di sicurezza partecipata con chi tutela gli interessi dei consumatori e con il marketplace leader in Italia, con un messaggio unico e forte proprio nel momento di picco delle prenotazioni per la stagione estiva. Il numero delle segnalazioni e denunce ricevute nell’anno corrente, oltre un centinaio, sommato a quello delle persone arrestate e denunciate ha richiamato l’attenzione della Polizia Postale e delle Comunicazioni che ha potenziato ogni utile strumento per indirizzare l’utenza ad un uso consapevole della rete e dei pagamenti online e contrastare nel contempo le truffe messe in atto sul web, anche attraverso la chiusura degli spazi virtuali non sicuri”, conclude poi.

 

“Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un aumento dei consumatori che scelgono di prenotare online le case vacanze per il periodo estivo”, afferma Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il problema è che non sempre le sistemazioni si rivelano all’altezza delle aspettative: in alcuni casi si tratta di disservizi fastidiosi ma che non compromettono la vacanza, in altri riscontriamo, purtroppo, vere e proprie truffe. Per questo motivo è fondamentale fornire ai consumatori gli strumenti di autodifesa per orientarsi tra le offerte, fiutando quando c’è qualcosa che non va, ma anche supportarli nella fase successiva se l’inganno si palesa”.
Ogni giorno su Subito.it abbiamo mediamente online 85.000 annunci di case vacanza in tutta la Penisola, in grado di rispondere ad ogni tipologia di vacanza e di budget. Nei periodi di picco stagionale, come ad esempio i mesi di maggio e giugno, riceviamo oltre 100.000 visite settimanali solo nella categoria case vacanze. La sicurezza e la tutela dei nostri utenti sono da sempre al centro delle nostre priorità, per questo lavoriamo su più fronti, verificando contenuti e inserzionisti e fornendo ai nostri utenti strumenti utili a garantire tranquillità e fiducia verso la compravendita online”, spiega Massimiliano Dotti, Director of Content Safety & Support di Subito.it

 

8 regole per programmare e vivere una vacanza in sicurezza

1. IMMAGINI REALISTICHE, COMPLETE E NON TROPPO PATINATE
Per verificare la coerenza e veridicità tra immagini e case, utilizzare un motore di ricerca web di immagini su cui caricare le foto presenti nell’annuncio e controllare che non si tratti di foto da repertorio ma di scatti di una casa reale.

2. DESCRIZIONE COMPLETA E DETTAGLIATA DELL’IMMOBILE
Per capire se l’immobile e la zona (distanza dal mare, posizione centrale…) corrispondono alla descrizione fatta nell’annuncio, cercare la strada indicata sulle mappe disponibili nel web e, una volta trovato il luogo esatto, visualizzarlo tramite satellite.

3. CONTATTARE L’INSERZIONISTA VIA CHAT
Per conferme ulteriori, prendere contatto con l’inserzionista tramite la chat della piattaforma, chiedere informazioni e foto aggiuntive sull’immobile e approfondire con una chiacchierata chiedendo il numero di telefono, possibilmente fisso.

4. PREZZO DELL’IMMOBILE ADEGUATO
Per capire se un prezzo è alto, basso o adeguato è opportuno fare una ricerca sulla zona tramite la piattaforma in cui è presente l’annuncio, utilizzando anche un motore di ricerca e controllando se il prezzo non è troppo basso e quindi effettivamente in linea con la località e la struttura della casa.

5. INCONTRO CON L’INSERZIONISTA
Per verificare che tutto sia regolare, incontrare ove possibile l’inserzionista per una visita della casa e per consegnare l’importo dovuto di persona.

6. RICHIESTA E VALORE CAPARRA
La richiesta di una caparra è legittima, purché non superiore al 20% del totale.

7. DOCUMENTI DI IDENTITÀ
Non inviare documenti personali: carta d’identità, patente o passaporto non devono mai essere condivisi in quanto potrebbero essere utilizzati per fini poco leciti.

8. PAGAMENTI
Effettuare pagamenti solo su IBAN o tramite metodi di pagamento tracciato, l’IBAN bancario deve essere riconducibile a un conto corrente italiano che è possibile verificare tramite strumenti come IBAN calculator.

 

Con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero di utenti possibili, le 8 regole d’oro sono disponibili sulle piattaforme di Subito, Polizia Postale e delle Comunicazioni e UNC e verranno promosse anche attraverso i social network. Inoltre, è stato realizzato un video che le racconta e sintetizza.

 

 

 


* Fonte. Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano (gennaio
2019)

**Fonte Audiweb Total Digital Audience – novembre 2018

Cambiano le stagioni, ma i truffatori sono sempre gli stessi: sempre pronti ad inventarsi qualche raggiro. Nella giornata di ieri, la Volante è intervenuta in soccorso di L. M. di 88 anni e della moglie M.T. di 84 anni su segnalazione al 113 del figlio.

 

Il fatto

L’anziano ha raccontato agli agenti che verso le ore 9.00 si è presentato presso la sua abitazione un signore che si è qualificato come addetto della ditta del gas. L’anziano, senza alcun sospetto, lo ha fatto entrare per la lettura del contatore e il controllo della caldaia. Il truffatore, dopo aver armeggiato sulla caldaia, gli ha riferito di aver riscontrato una piccola perdita di gas e per questo motivo lo ha invitato a mettere nel frigorifero tutto l’oro e i contanti che aveva in casa per evitare che il gas potesse rovinarli. Rassicurandolo che avrebbe avvisato i Vigili del fuoco, l’impostore ha lasciato l’appartamento. L’anziano ha riposto i preziosi e il denaro nel frigorifero, come gli era stato consigliato dal sedicente tecnico del gas, e nel contempo ha telefonato al figlio, il quale – insospettito – si è recato a casa del genitore e ha chiamato il 113. Agli operatori di Polizia l’anziano ha descritto l’uomo come una persona di circa 55/60 anni di media statura che indossava una giacca blu con rifiniture gialle e si esprimeva in lingua italiana senza alcuna inflessione dialettale.

Sono in corso le indagini della Polizia.

 

 

Chiamare il 113 se si hanno dubbi

Si raccomanda alla cittadinanza e agli anziani in particolare, di non aprire la porta di casa a sconosciuti. Si raccomanda inoltre ai figli, nipoti e parenti stretti di non lasciare soli gli anziani, anche se non si abita con loro e di farsi sentire spesso e interessarsi ai loro problemi quotidiani adottando tutte le cautele necessarie nei contatti con gli sconosciuti. Se si hanno dubbi è importante fargli capire che devono chiedere aiuto a voi, ad un vicino di casa oppure contattare il 113.

Attenzione dunque, la truffa è dietro l’angolo: al minimo sospetto chiamate il 113!

Il Comune di Roncade, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, organizza una serata informativa e formativa dal titolo “Sicurezza e legalità”, alla quale tutta la cittadinanza è invitata.

 

L’incontro è fissato per questa sera alle ore 20.30, nella sala consiliare, in via San Rocco a Roncade.

 

Al centro della serata, l’esperienza del maggiore Stefano Mazzanti, comandante della compagnia dei Carabinieri di Treviso, che darà preziosi consigli e informazioni sulla prevenzione di furti, raggiri e truffe, così come sulla criminalità e sull’operato del malviventi.

 

“Al fine di contrastare con sempre maggior efficacia gli episodi di furti – ricorda l’assessore alla Sicurezza urbana e alla Polizia locale, Giorgio Favero – abbiamo intensificato i controlli effettuati dalle nostre forze dell’ordine, promuovendo le iniziative delle organizzazioni volontarie presenti sul territorio e sostenendo con dei contributi gli investimenti dei cittadini mirati alla sicurezza delle abitazioni. L’incontro del 2 aprile vuole essere un’occasione per fare il punto sull’efficacia degli interventi e valutare i possibili strumenti per prevenire e difendersi dalla delinquenza di vario genere.”

Mercoledì 13 marzo in sala consiliare con Stefano Mazzanti, comandante della compagnia dei Carabinieri di Treviso
Fornire ai cittadini informazioni sulla criminalità diffusa e sulla sicurezza partecipata. Questo l’obiettivo dell’incontro organizzato dall’amministrazione comunale di Casier, assieme all’Arma dei Carabinieri, in programma mercoledì 13 marzo alle 20.30 in sala consiliare a Dosson.
La serata, dal titolo “Sicurezza e legalità”, sarà condotta dal comandante della compagnia dei Carabinieri di Treviso Stefano Mazzanti, che informerà e formerà i partecipanti sulla prevenzione da furti, sui raggiri e le truffe.

Torna, martedì 12 marzo, dalle 14.45 alle 18 in sala San Leonardo a Cannaregio 1584, “Ocio che si balla! – Insieme in Sicurezza”, una nuova occasione per stare assieme, divertirsi e nello stesso tempo ricevere consigli e “dritte” per non diventare vittime di furti e truffe.

 

La musica dell’one man one band Gianni Gatto farà da colonna sonora del pomeriggio danzante, mentre gli operatori del Comune di Venezia informeranno i partecipanti sugli ultimi furti e truffe in atto nel territorio, ribadendo così l’importanza di tenere alta l’attenzione e proseguire nell’opera di sensibilizzazione su questi temi in tutta la città, con una particolare attenzione alle persone che vivono da sole.

 

L’iniziativa, aperta a tutti e a ingresso libero, è organizzata dalla Direzione Coesione sociale, Servizio Anziani del Comune di Venezia, in collaborazione con la Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati e il supporto del gruppo Anziani di Cannaregio. In caso di maltempo l’appuntamento sarà rinviato.

 

“Ocio che si balla” riprenderà poi la sua programmazione martedì 19 marzo, dalle ore 15 alle 18 al Palaplip di Carpenedo, in via S. Donà 195.

 

Per informazioni
Comune di Venezia – Ufficio Attivazione Risorse
Via Verdi 36 – 30172 Mestre (Venezia)
tel. 041.2749658 – 348.3901439
email: [email protected]venezia

Dopo aver appreso del nulla di fatto emerso dall’incontro tra la Commissaria Vestager e alcuni membri del Governo italiano nella giornata del 5 marzo, l’eurodeputato David Borrelli ha definito un incontro con la Commissaria per il 26 marzo prossimo, durante la sessione plenaria di Strasburgo.

 

L’incontro sarà l’occasione per sottoporre alla Commissaria la situazione dei risparmiatori italiani defraudati dei propri risparmi a causa della mala gestione di alcuni istituti bancari.

 

“Come Membro del Parlamento europeo – commenta l’On. Borrelli – ho chiesto di incontrare personalmente la Commissaria per la Concorrenza, per sottoporle l’ancora irrisolta situazione dei risparmiatori danneggiati dal dissesto delle banche. La necessità di creare un dialogo con la Vestager è nata, soprattutto, dopo aver appreso del nulla di fatto emerso dall’incontro tra la Commissaria e alcuni membri del nostro Governo nella giornata di ieri. La mia battaglia a sostegno dei correntisti truffati è iniziata coinvolgendo oltre 1.100 cittadini delusi e, nel luglio del 2018, ho presentato un ricorso presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) contro lo Stato italiano per omessa vigilanza. Da allora siamo in attesa di una risposta da parte della Corte dell’Ue. Considerato il momento delicato che stiamo vivendo, dove i cittadini si stanno allontanando dalle Istituzioni europee, ho pensato che un dialogo costruttivo sia più che necessario. La paura che molti dei cittadini truffati vivono oggi, riguarda la possibilità di vedersi bollato un rimborso, in quanto visto come un aiuto di Stato, una volta ammesso ed oggi vietato. Ritengo fondamentale che la Commissione europea nel pronunciare il proprio giudizio sui profili di compatibilità dei rimborsi con la normativa europea in materia di aiuti di Stato, tenga conto e abbia chiara consapevolezza delle vicende umane, e non soltanto giuridiche, che stanno dietro ogni singolo cittadini truffato. Questa sarà la base del mio incontro con la Commissaria Vestager”.

 

Il tema dei rimborsi in questo periodo è tornato alla ribalta a seguito della visita ieri in Italia della Commissaria, la quale ha ribadito che le banche hanno l’obbligo di fornire informazioni sufficienti sui rischi legati all’acquisto di obbligazioni. Per l’Ue, infatti, non ci può essere rimborso senza un giudizio terzo che accerti che il risparmiatore sia stato effettivamente ingannato.

La richiesta di un dialogo, da parte dell’On. David Borrelli, appare necessaria, per cercare di costruire un ponte tra le Istituzioni Ue ed i cittadini. Serve ridurre i tempi, i cittadini attendono da troppo tempo una risposta.

Ci sono due agenti immobiliari del miranese che da tempo propongono una formula molto particolare: vendiamo o ti paghiamo. Garantiscono cioè la vendita di ogni immobile entro 150 giorni. Se così non avviene, rimborsano i clienti stessi con una penale pattuita all’inizio della trattativa.

 

Loro sono Alex Bujor e Andrea Spolaore. Hanno entrambi 29 anni, si sono conosciuti attraverso un franchising immobiliare di zona per i quali entrambi lavoravano e dove pian piano hanno fatto carriera.

 

Per 8 anni hanno lavorato entrambi per quella realtà, arrivando a gestire in prima persona 3 di queste agenzie, divenendone titolari e pagando il marchio. A fine 2017 hanno deciso di staccarsi dal franchising e nel 2018 hanno creato il gruppo “Garanzia Immobiliare”.

 

Ad oggi possono contare su 8 collaboratori, 3 uffici, di cui la sede direzionale è a Mirano, gli altri a Spinea e Martellago.

 

Nel 2017 Alex e Andrea hanno venduto circa 100 immobili, con una media di 185.000 euro come importo di compravendita.

 

“Abbiamo deciso di focalizzare la nostra azienda – spiega Alex Bujor – sulla mediazione della compravendita di immobili residenziali e siamo gli unici nel nostro settore a garantire la vendita. Vendita che garantiamo o paghiamo una penale al cliente se non riusciamo a vendere entro 150 giorni. Elemento che riteniamo novità assoluta del mercato e che sta riscontrando molto successo.”

 

Oltre a questo però Alex e Andrea hanno lanciato una vera e propria “campagna verità”, smascherando di fatto i concorrenti sleali nel campo immobiliare e soprattutto per informare sui rischi legati ai venditori poco professionali o improvvisati. Perché comprare o vendere una casa non è come comperare un vestito: è un investimento importante, spesso per la vita. Per questo hanno scelto di descrivere alle persone quello che è “l’agente primitivo” , il classico agente immobiliare e differenziarsi.

 

“Talvolta – continua l’altro socio Andrea Spolaore – per inadeguatezza del metodo rispetto alle esigenze del mercato e in altri casi per malafede, il cliente si ritrova inguaiato in situazioni poco piacevoli. E queste sono situazioni che screditano una già poco amata professione come quella dell’agente immobiliare. Sono metodi poco
professionali che causano problemi enormi alle persone e su cui spesso c’è molta disinformazione.”

Uno degli esempi più eclatanti che Alex e Andrea portano spesso alla luce sono i problemi legati a case con difformità, che vengono inserite nel mercato mettendo tutto il rischio sulle spalle del proprietario, talvolta ignaro delle problematiche nascoste tra gli “incartamenti”.

 

“Questi problemi – continua Spolaore – creano liti e controversie tra acquirenti e venditori, ma non arrecano danno all’agente immobiliare, che si tutela precedentemente facendo firmare al proprietario il classico incarico di vendita. Un incarico che lascia al povero proprietario ogni incombenza di qualsiasi tipo.”

 

Mettendo assieme queste e altre problematiche legate al mondo immobiliare, Alex e Andrea hanno scritto addirittura un libro che è possibile acquistare sulla piattaforma Amazon. Il titolo è rappresentativo: Ignoranza Immobiliare, e si trovano appunto informazioni destinate a venditori e acquirenti per affrontare in totale serenità la compravendita, senza rischi di penali, di cause, di truffe.

 

Il riferimento normativo e deontologico per i due titolari di Garanzia Immobiliare è la prassi di riferimento che definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza relativi alla professione pubblicato dalla Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali.
Nel documento, rispetto ai compiti e doveri che deve rispettare un agente immobiliare, c’è quello di informare tempestivamente il cliente delle problematiche dell’affare di cui è a conoscenza o di cui dovrebbe essere a conoscenza per le regole della diligenza professionale. “Eppure succede – prosegue Alex – che facendo firmare un incarico dove il proprietario dice che la sua casa è apposto, l’agente immobiliare la sua diligenza l’ha applicata. Ma perché non è possibile porre un obbligo di chiarezza su questo punto? Sono ormai quotidiane le notizie su truffe immobiliari e famiglie che si ritrovano in ginocchio a causa di queste situazioni poco piacevoli, così come numerose le persone che ci contattano per chiederci come muoversi per difendersi da tali abusi.”

 

Di qui anche l’idea di aprire una web tv dedicata a queste tematiche – Gruppo Garanzia Tv –, dove si possono trovare risposte a molte domande che gli stessi Alex e Andrea propongono, accompagnati spesso anche da professionisti diversi. Un esempio è quello della puntata assieme al Presidente del Consiglio Notarile di Venezia.

Lorenzo Damiano, leader del Popolo della Famiglia e presidente fondatore del movimento cristiano Pescatori di Pace, denuncia una situazione di speculazioni sul bene comune che include bollette gonfiate, mettendo in guardia i cittadini.

 

“Attenzione alle bollette gonfiate, l’acqua non può costare come il petrolio”. La denuncia arriva da parte di Lorenzo Damiano, leader del Popolo della Famiglia già fondatore dei Pescatori di Pace: “Il Veneto sta passando un periodo drammatico: i commercianti non ce la fanno più, le tasse cui devono far fronte sono troppe e troppo elevate e li mettono costantemente alla prova. In ginocchio anche migliaia di famiglie che faticano ad arrivare a fine mese a causa della crisi. E come se non bastasse bisogna anche fare i conti con bollette gonfiate e truffe. Sono decine le segnalazioni ogni giorno alle associazioni dei consumatori e di categoria: luce, rifiuti e non ultima l’acqua”.

 

Damiano non le manda a dire e si fa paladino di una battaglia che “va a colpire la povera gente e i lavoratori”. Secondo il leader del Popolo della Famiglia “non si può speculare su un bene comune: sono decine le denunce e le lamentele ogni giorno che riguardano i servizi. A lamentarsi soprattutto chi possiede un bar e un ristorante: tremila euro all’anno per un consumo di acqua che non è reale. Neanche il gas quasi arriva a tanto. L’acqua è disponibile ed è per tutti, occorre abbassare la tassazione di almeno il 50%”.

 

Non sono risparmiati nemmeno le categorie più deboli: “Ultima è stata la denuncia di un’anziana 88enne di Trebaseleghe che si è vista arrivare a casa una maxi-bolletta da 800 euro: una cifra spropositata per una donna malata di Alzheimer il cui consumo di acqua giornaliero è quasi pari allo zero e che dispone perfino del servizio di assistenza socio sanitaria anche per l’igiene personale.

Immediata la richiesta di chiarimenti: come è possibile un consumo così elevato?” – si chiede Damiano. “E’ da escludere una perdita sull’impianto idrico visti i controlli effettuati nell’abitazione e visto che ad oggi i consumi risultano nella norma. Non solo:
per effettuare un controllo al vecchio contatore, sostituito tra l’altro senza spiegazioni, è stato chiesto alla
disabile dalla società di servizi un addebito di 100 euro. Questo, nonostante sia stato poi specificato alla
donna che il contatore risultasse comunque rotto. Se risulta impossibile controllarlo come mai la donna
inferma deve pagare lo stesso il controllo? Ha tutta l’aria di essere una truffa, ma anche fosse un errore:
perché è l’anziana che deve rimetterci? Occorrono verifiche approfondite dei dati e questo, possibilmente,
prima che il consumatore vada a sborsare il denaro scritto in bolletta. Prima di pagare, se qualcosa non vi
risulta, chiedete un controllo: questo vale tanto a Padova, quanto a Treviso, Verona e più in generale in
tutto il Veneto e in tutta Italia”.
Infine Damiano si appella al sindaco di Trebaseleghe, Lorenzo Zanon: “In qualità di ottimo amministratore
faccia chiarezza e si prenda a cuore la faccenda: l’acqua non può essere come il petrolio e un’anziana
concittadina non può essere lasciata in difficoltà. Sono sicuro che il primo cittadino non resterà indifferente e
farà di tutto per fare luce sulla questione”.

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