ROMA. A conclusione delle attività culturali della prestigiosa Fondazione Ernesta Besso di Roma, relative all’Anno 2023 – 2024, la giornalista Annalisa Mancini il 17 dicembre scorso ha organizzato l’incontro culturale: “la Regina Viarum” con un ospite d’eccezione: l’architetto Simone Quilici, direttore del parco Archeologico dell’Appia Antica.
L’Arch. Quilici ha illustrato le peculiari caratteristiche della “Via Appia. Regina viarum” inserita a luglio 2024 tra i siti Unesco dal Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, che ne ha riconosciuto l’alto valore storico ed artistico in quanto è un “insieme architettonico capace di illustrare una fase significativa nella storia umana”.
Con la designazione della via Appia, l’Italia raggiunge il record dei 60 luoghi Unesco, consolidando così il suo primato nella classifica mondiale.

Il Ministero della Cultura, con la collaborazione di 4 regioni, numerosi enti e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra della Santa Sede, ha preparato il dossier necessario per valorizzare la via Appia, asse stradale di fondamentale importanza per l’Impero Romano, per la diffusione della civiltà romana e della lingua latina sia in Italia che in tutto il bacino del Mediterraneo, dato che univa Roma a Brindisi e di qui alla Grecia e all’Oriente.
La via Appia fu anche il tramite attraverso cui il Cristianesimo penetrò nel mondo pagano, grazie alla predicazione di San Pietro e di San Paolo. La via Appia, realizzata con finalità militari nel 312 a. C. su iniziativa del Console Appio Claudio Cieco con tecniche di costruzione innovative, è così solida e durevole da esser pervenuta intatta fino a noi.
La via Appia, simbolo della civiltà romana, costituisce un percorso affascinante che si snoda tra mausolei, chiese, catacombe, acquedotti, spazi verdi, località storiche. Un bene naturalistico ed archeologico splendido ma delicato, un ecosistema da preservare dall’aggressività dell’edilizia moderna e dall’abusivismo. Dopo molte battaglie condotte da giornalisti come Antonio Cederna, archeologi, paesaggisti, nel 1988 è stato finalmente istituito Il Parco regionale dell’Appia Antica di 4.580 ettari a tutela di questo immenso bene comune.

Per valorizzare ulteriormente questo straordinario patrimonio archeologico, artistico e storico, nel 2016 è stato creato anche il Parco Archeologico dell’Appia Antica, il cui direttore è Simone Quilici, architetto paesaggista che si è occupato del recupero di percorsi e itinerari storico – religiosi del Lazio e in particolare della valorizzazione della via Francigena e della via Appia, approfondendo il rapporto tra strade storiche e paesaggio, con particolare attenzione ai sistemi territoriali attraversati dalla via Appia antica.
L’architetto Quilici ha presentato nel corso dell’incontro, oltre a molte mappe territoriali e fotografie storiche e moderne, anche le numerose iniziative culturali e sportive che il Parco ha intrapreso per attirare un numero sempre maggiore di visitatori e di turisti sia italiani che stranieri, affinché in molti conoscano e “animino” i percorsi dell’Appia Antica.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
