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Amicizia

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D’accordo, nei secoli dei secoli, l’amicizia è sempre stato il parente povero dell’amore. Povero, si intende, dal punto di vista dell’intensità, o dell’emozione sentimentale, o del legame torrido e irruento. L’ amore è da sempre stato il mostro sacro impossibile da battere, come storia, cultura, e perfezione di approccio umano, hanno dichiarato da tempo immemore. Eppure, e che Omero e Dante e Manzoni mi perdonino, oggi, giornata mondiale dell’amicizia, voglio spezzare una lancia in favore di lei, e della sua formidabile capacità di aggregazione sociale.

L’amicizia non ha sesso. È un corpo fatto a punto di vista, può essere minuto o grandioso, o svelto o appoggiato a un bastone. Quel che è certo, è che l’amicizia ti cattura, come una sagoma in una radura di notte. E dopo, la tua vita potrebbe essere più maschio che femmina, o viceversa. Ma una volta scovata, ti permea come un’armatura gentile, che ti difende contro ogni parere contrario.

Ed eccola, allora, la nostra sorella amicizia. Un concentrato di afflati puri e duri, pronto a fare di te un traguardo con l’unico premio che non porta necessariamente soldi, ma una considerazione senza troppi se e ma. Ed è lei, e solo lei, per come l’intendo io, il sentimento base, quello che dopo, o anche “molto” dopo, potrebbe diventare amore, passione o dedizione. Mai il suo eventuale, subdolo contrario.

Per assurdo, infatti, ipotizziamo un’umanità senza amicizia. Cammineremmo per strada senza voltarci mai.  Senza chiedere qualcosa a qualcuno. Senza confrontarci su e per argomenti interessanti. Un’ umanità dedita a sé stessa, senza sintomi o scopi o motivazioni che contino. Un’ umanità sordocieca, che giudica fatti e avvenimenti a prescindere dalle reazioni di chi le vive intorno.

Per finire, quindi, dico un milione di volte grazie all’ amicizia, perché  non c’ è molto altro da ringraziare mentre e quando viviamo di fretta, e intorno a noi ci sono solo bocche che si aprono e dicono cose come da comando esistenziale.

Non si ringrazierà mai abbastanza chi ti spinge a diventare una valvola di sfogo di encomiabile buon senso. Qualora poi le cose dovessero andare male, non ci sarà fine migliore di un’amicizia che ti invita al ballo d’ addio senza patemi o scenate o equivoci di sorta. Perché mai  fine sarà più tranquilla di un qualcosa che ha concluso il suo naturale ciclo di ” do ut des”. Un “amicidio” non sarà mai perdente e ignorante come un omicidio.  Per questo, e per altri ben noti motivi, cara sorella amicizia, grazie ancora di esistere, e soprattutto, di averci fatto resistere. Nella società del tutto e subito, e senza mai chiederci esattamente perché.


Ezio Maria Picciotta è stato, negli anni 80, un cantautore prolifico, con vari successi personali come compositore e paroliere per altri cantanti, anche di caratura mondiale (Vanoni, Ricchi e Poveri, Iglesias, Mal …)! Ma la sua passione soprattutto per la scrittura, è rimasta comunque intatta nel tempo, a testimonianza della sua voglia indomita di considerare, soprattutto poeticamente, le cose e gli eventi più importanti della nostra vita. Oggi, dopo tanti anni, come un villaggio nel sole a picco sul mare, ne ha fatto la sua unica, ridente professione.

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