Un’indagine della procura di Genova ha portato all’arresto del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, e di altre figure di rilievo per corruzione e reati collegati. Le accuse riguardano presunti scambi di favori e finanziamenti illeciti in cambio di vantaggi politici e amministrativi.
LIGURIA. Il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, è stato arrestato insieme ad altre figure di rilievo nell’ambito di un’indagine della Procura di Genova sulla corruzione. L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza, ha coinvolto anche il Capo di Gabinetto di Toti, Matteo Cozzani, l’Amministratore Delegato di Iren Paolo Emilio Signorini e l’imprenditore Aldo Spinelli.
Secondo l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari (gip), Toti avrebbe sfruttato il suo ruolo per ottenere finanziamenti elettorali in cambio di favori a imprenditori, con condotte sistematiche di corruzione. In particolare, durante quattro campagne elettorali svoltesi nei 18 mesi dell’indagine, Toti avrebbe chiesto finanziamenti a vari imprenditori promettendo comportamenti o provvedimenti a loro favorevoli.
Il gip ha disposto gli arresti domiciliari per Toti, con la motivazione che esiste il rischio che il reato possa essere reiterato in occasione delle future elezioni. L’ordinanza di oltre 650 pagine sottolinea la disinvoltura con cui Toti si è rivolto agli imprenditori per ottenere finanziamenti in cambio di favori politici.
Anche Cozzani, il capo di gabinetto di Toti, è stato arrestato con l’accusa di corruzione elettorale aggravata dall’agevolazione mafiosa, legata al clan Cammarata del Mandamento di Riesi. Durante le elezioni regionali del 2020, Cozzani e altri avrebbero promesso posti di lavoro e alloggi popolari in cambio di voti per la lista “Cambiamo con Toti Presidente”.
Altri individui coinvolti nell’indagine includono Arturo Angelo Testa e Italo Maurizio Testa, rappresentanti della comunità riesina di Genova, e Venanzio Maurici, elettore e referente del clan Cammarata a Genova. Anche Paolo Emilio Signorini, amministratore delegato di Iren, e Aldo Spinelli sono stati arrestati con l’accusa di corruzione. I sequestri preventivi disposti dalla procura ammontano a oltre 570 mila euro.
Esselunga, il gruppo della grande distribuzione organizzata, ha dichiarato che il proprio management ha sempre agito correttamente e ha espresso fiducia nell’operato della magistratura. La Commissione parlamentare Antimafia ha chiesto gli atti dell’indagine di Genova per ulteriori approfondimenti.
Il Ministro Nordio: “Perplesso sui tempi”, sembra strano infatti che dopo un’indagine della durata di diversi anni, l’arresto arrivi a 30 giorni dal voto delle elezioni europee.
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