Dopo le medaglie olimpiche conquistate a Rio 2016 e Tokyo 2021, Odette Giuffrida vince per la prima volta ai Campionati Mondiali di Doha.
DOHA (Qatar) – Seconda giornata dei campionati del mondo di Judo. Sul tatami della ABHA Arena di Doha sale Odette Giuffrida per giocarsi il bronzo nella categoria -52 kg. È il suo ottavo mondiale, ma non è mai riuscita ad arrivare sul podio. Nonostante l’argento olimpico a Rio nel 2016 e il bronzo a Tokyo nel 2021, nonostante l’oro europeo nel 2020, manca sempre qualcosa.
Quattro le vittorie ottenute da Odette Giuffrida per arrivare in finale. Prima l’azera Valiyeva e la marocchina Iraoui. Ai quarti la sconfitta con l’ungherese Reka Pupp per somma di sanzioni e poi la vittoria ai ripescaggi in rimonta (era sotto di due shido) per waza-ari sull’israeliana Gefen Prim. Infine la gara con la fortissima kosovara Distria Krasniqi (oro olimpico in carica nei -48 kg) nello spareggio per il bronzo al termine di un incontro durissimo ed eterno.
12 minuti di incontro (8 di Golden Score) ci sono voluti all’atleta azzurra prima di avere la meglio per waza-ari. Entrambe le atlete avevano accumulato due shido sfidandosi dunque sul filo di una possibile terza sanzione che avrebbe portato alla squalifica.
Una medaglia speciale non solo perché è la prima iridata per l’atleta romana, ma soprattutto perché porta punti preziosi per il ranking di qualifica ai Giochi Olimpici di Parigi 2024.
Queste le parole del coach Francesco Bruyere:
“Questa per me è senza dubbio la sua medaglia più bella, quella che mi ha emozionato più di tutte. È una medaglia simbolica fatta con la sabbia del Qatar: a guardarla da lontano si vede una bellissima spiaggia, ma a guardarla da vicino si vede che è composta da tantissimi granelli che rappresentano i sacrifici, i pianti, le gioie, i successi, i dubbi, le certezze, le paure e il coraggio di questa grande campionessa. Quel Seoi Nage in finale per me racconta tutta questa storia e vi assicuro che è una storia fantastica. Di quello che è successo tecnicamente oggi non voglio parlarne, vorrei solo invitarvi a vedere la gara e a gioire insieme a noi. Grazie Ody”.
A caldo la risposta di Odette Giuffrida: “Che il primo mondiale l’abbia fatto dieci anni fa non me lo ricordo, ma so per certo che questa è la prima medaglia al mondiale che è sempre stato stregato per questioni personali. Ci tenevo talmente tanto, che mi bloccavo sempre. Oggi ero qua per una medaglia di un altro colore, però sono veramente orgogliosa per come ho reagito all’incontro perso e sono felice perché in finale ho battuto un’atleta molto forte con la quale ultimamente non riuscivo a trovare soluzioni. Adesso sono ancora in un altro modo, ma avrò il tempo per realizzare tutto, sono davvero felice e orgogliosa di me. È stata una giornata dura, soprattutto a livello psicologico dopo aver perso a un passo dalla semifinale con un’atleta con la quale avevo sempre vinto. Ed è stato difficile l’incontro di recupero perché fino poco prima di salire ero ancora con la testa sull’incontro precedente, ma poi sono salita sul tatami e ho buttato il cuore là sopra ed è quello che poi ho fatto anche in finale. A chi dedico questa medaglia? A mia nonna e a me stessa”.
Gran bella gara anche quella di Elios Manzi che, nei 66 kg, ha meritato un settimo posto che vale molto per il ranking ed evidenzia lo spessore di un atleta che in quest’occasione ha sconfitto il bulgaro Yanislav Gerchev, ha schiantato l’azero Orkhan Safarov, ottavo nel ranking, per arrendersi poi nei quarti con il mongolo Baskhuu Yondonperenlei e, nel recupero, con An Baul (Kor). Dal canto suo, Matteo Piras ha fatto il possibile nei 66 kg e dopo aver vinto bene con il nigeriano Ismael Alhassane, si è trovato subito con Hifumi Abe che gli ha sbarrato la strada andando poi a conquistare il suo quarto titolo mondiale.
Photo Credits: www.fijlkam.it
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
