Nulla da fare almeno per il momento. Subito una battuta d’arresto per le nuove indagini sul caso Unabomber che tra il 1994 e il 2006 ha messo a soqquadro gran parte del Nordest tra attentati, bombe e terrore incipiente.
Il Ris di Parma che aveva dato l’input per le nuove operazioni ha interrotto l’iter e i motivi sono riconducibili al fatto che l’elenco dei reperti, inserito nel conferimento d’incarico per cercare eventuali tracce biologiche, non coincide con alcuni consegnati ai due periti nominati dal Gip, ovvero Giampietro Lago, comandante del Ris, e la professoressa Elena Pilli, antropologa molecolare forense dell’Università di Firenze.
Ad incrinare e allontanare la verità per l’ennesima volta ci sono oggettivamente anche tracce e reperti conservati in modo precario e non piú distinguibili.
Reperti ricordiamo, custoditi in una stanza molto umida a Trieste ma non solo, che sembrerebbero stati anche maneggiati nonché usciti e rientrati più volte. Per la difesa questo ne avrebbe seriamente compromesso la valenza, per tutti ne ha parlato l’Avvocato Maurizio Paniz storico difensore di Elvio Zornitta, già più che al centro nella prima indagine e ora di nuovo indagato nell’inchiesta bis oltre ad altre 11 persone.
É una storia annosa fatta anche di prove ritoccate e forbici famose, con Zornitta che venne scagionato, ma sempre inseguito da ombre e misteri. Senza pace.
E sopra di ogni cosa una trentina di attentati vili e violenti che hanno portato terrore e lesioni, menomazioni e dolore, ma senza essere mai arrivati all’individuazione del colpevole.
Oggi dopo l’ennesimo colpo di scena emergono oggettivamente dubbi e perplessità che derivano da quello che eventualmente verrà estrapolato da questi reperti mal conservati e forse oramai compromessi negli anni.
Se emergerà un prova sarà sufficientemente credibile?
Credit Photo by- TriestePrima
Instacult di Mauro Lama
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